“Siamo convinti che anche lo sport può educare al valore della memoria, della giustizia sociale, e del rispetto. Può insegnare che non si diventa migliori prendendo scorciatoie, urlando contro l’avversario, non accettando il verdetto. Può insegnare a stare insieme, a conoscere il territorio e prendersene cura e diventare cittadini consapevoli”. Con queste parole, la referente di Libera Foggia, Federica Bianchi, ha presentato l’evento organizzato nel pomeriggio di ieri presso la parrocchia del Sacro Cuore dal titolo “Diritti in gioco”.
In occasione della Giornata cittadina della legalità in memoria di Francesco Marcone e delle vittime innocenti di mafia di Capitanata, infatti, Libera e l’oratorio salesiano hanno presentato una testimonianza rivolta alle ragazze e ai ragazzi di alcuni rappresentanti delle Forze dell’Ordine che, successivamente, sono scesi in campo per giocare insieme una partita di calcio. A loro si sono aggiunte le studentesse che frequentano il corso di Scienze Motorie dell’Università di Foggia, che hanno disputato una partita di calcio femminile con le ragazze del quartiere.
“La scelta di realizzare una partita tra ragazzi, rappresentanti delle Forze dell’Ordine e volontari di Libera nasce dal fatto che, in una città che ha bisogno di rieducarsi, di riconoscersi, di tornare a sentirsi una squadra, crediamo che la disciplina sportiva possa giocare una partita significativa. Una partita dove in qualche modo nessuno perde ma si vince insieme”, ha sottolineato il parroco del Sacro Cuore, don Antonio Carbone.
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