“Si controlli la struttura, troppe anomalie e carenze amministrative”, l’appello dell’ex Comitato Montagna

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Si poteva davvero aprire la comunità riabilitativa assistenziale psichiatrica potenziata dedicata ad autori di reato a Manfredonia? E’ quello che si chiedono i componenti del Comitato Montagna, costituitosi quando l’idea che la Crap potesse essere realizzata in agro sipontino cominciò a circolare. L’inaugurazione è avvenuta in pompa magna a metà novembre, alla presenza del governatore Michele Emiliano e del gotha della sanità e della politica provinciale e regionale, salutata come “un piccolo passo per la Asl Foggia ma un grande passo di civiltà”, dallo stesso presidente. A fare da padrone di casa, Damiano D’Ambrosio in qualità di referente di zona dell’ente gestore ma anche ex assessore e rappresentante di spicco del Pd e della politica manfredoniana nel recente passato. Lo stesso che una decina di giorni fa è finito agli onori della cronaca perché indagato per favoreggiamento nell’ambito di un’inchiesta su traffici di stupefacenti.

Come è noto, la struttura, dal nome Zeus, è gestita dal consorzio Metropolis di Molfetta, a seguito dell’aggiudicazione della gara bandita dalla Asl Foggia a novembre 2022, procedura resasi necessaria in attesa dell’attivazione della Rems di Accadia. Entrambe le strutture hanno il compito di accogliere i detenuti con fragilità psichiatriche che non possono essere reclusi in carcere. Il valore complessivo della commessa pubblica per 24 mesi è (Iva esclusa) pari a 4.136.180 euro.

Il servizio è stato attivato a Manfredonia, come detto, in località Montagna, nell’immobile che in passato era noto come Hotel dei mandorli, adattato alle esigenze del caso. Il bando dell’Asl specificava che andava reclutato un operatore economico privato che mettesse a disposizione un immobile avente i requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi necessari, elemento che peraltro era, insieme ad altri, alla base dei criteri preferenziali di valutazione dei candidati. 

In tutto gli operatori partecipanti al bando sono stati 3, Metropolis (che si è classificata prima), l’Rti Anteo – Villa Libera (secondi) e l’Rti San Francesco Cerignola – Crescita e Sviluppo coop sociale (ultimi). Ciascun candidato ha proposto una location diversa e, stando alle valutazioni della commissione esaminatrice della Asl,

per ciò che riguarda il criterio relativo all’impatto sociale della Crap circa la concertazione con la comunità locale, il punteggio più alto è stato ottenuto dall’Rti San Francesco, secondi parimerito gli altri operatori. Più o meno stesso scenario per ciò che riguarda la valutazione del posizionamento della Crap, in zona urbana o sub urbana tale da garantire condizioni di sicurezza e fruibilità logistica. Evidentemente, Metropolis ha prevalso sui suoi concorrenti per altri criteri.

Ma la presenza della comunità nella frazione Montagna non è stata salutata con favore dai residenti, da cui è partita anche una raccolta firme e una segnalazione alle istituzioni che hanno l’onere del controllo amministrativo. Coadiuvato dall’avvocato Giuseppe Prencipe, stimato professionista della città, il comitato ha chiesto chiarezza circa una serie di questioni che hanno a che fare in particolare con l’immobile.

E’ stata commissionata, già prima dell’apertura del centro, una analisi tecnica della questione ad un tecnico di fiducia che ha rinvenuto “una serie di incongruenze, vere e proprie anomalie, che circonderebbero la struttura de qua, rendendola inidonea all'uso immaginato con le naturali ripercussioni, quanto alla tranquillità dei residenti limitrofi”, ha fatto notare il legale agli uffici comunali di Manfredonia e ai competenti servizi regionali.

La struttura, secondo la ricostruzione del Comitato e del loro tecnico, nasce nel 1979 quando venne modificata la destinazione d’uso dell’area, resa zona di insediamento alberghiero, destinazione confermata anche nel 1998 con l’approvazione con delibera di giunta regionale del piano regolatore comunale. 

Ma già nel 1995, riporta la relazione del Comitato, il titolare dell’albergo aderì al condono edilizio del tempo per sanare una serie di opere realizzate abusivamente. La richiesta venne anche acquisita dal Comune di Manfredonia, che chiese al soggetto una somma di 54 mila euro a titolo di oblazione alle casse erariali.

A dicembre 2022 la struttura è stata concessa in locazione proprio alla Metropolis per farne una Crap. Ma occorre fare un passo indietro: nei mesi (se non anni) precedenti gli uffici regionali hanno attivato una specifica istruttoria per le eventuali autorizzazioni e proprio in questa fase (era il 2020) da Bari fecero notare che la procedura di condono (il pagamento di 54 mila euro) non era stata espletata e chiedevano chiarimenti al Comune entro 3 giorni da quella nota.

Ma per i cittadini del Comitato le opere non sarebbero comunque potute essere condonate, per via della presenza di una serie di vincoli: del Parco del Gargano, delle norme paesaggistiche e idrogeologiche; di Natura 2000, essendo l’area ricompresa nelle aree Sic e Zps istituite rispettivamente nel ’97 e nel 2003.

“Per acquisire quindi il titolo edilizio di sanatoria sarebbe stato necessario acquisire il parere dell'ente Parco Nazionale del Gargano. Tale procedura non è stata adottata. In ragione del vincolo paesaggistico sarebbe stato necessario acquisire il parere obbligatorio e vincolante della Soprintendenza (ente preposto alla tutela del vincolo), il che non è avvenuto”, non in regola, aggiungono, neppure la gestione degli altri vincoli.

Infine “per la procedura di condono, era necessario acquisire anche la Vinca (Valutazione incidenza ambientale), anche in maniera postuma”. Nella relazione poi ci sono tutta una serie di perplessità relative alla destinazione d’uso dell’immobile e ai lavori di adeguamento (non di manutenzione, si evidenzia) della struttura che è stata trasformata da albergo a centro detentivo.

In particolare “sul cambio di destinazione d'uso non è stato acquisito il parere del consiglio comunale in ragione dell'obbligo previsto dalla legge”, contestano dal comitato. Insomma, sono diverse le ragioni che inducono i cittadini ad essere preoccupati: “Opere abusive, dichiarazioni anomale, cambi irregolari di uso, assenza dei pareri prescritti, mancato versamento delle somme oblative",

"mancato pagamento degli oneri accessori, sistematiche e incomprensibili distrazioni procedimentali, e quant'altro sopra rappresentato, danno il quadro di una singolare gestione amministrativa e urbanistica” si legge nella segnalazione. E ancora: “L'incuria tecnica e amministrativa, se confermate, avrebbero costituito un ostacolo alla concessione di finanziamenti pubblici, per la qual cosa si sollecita il Comune ad una migliore opera di controllo anche al fine di evitare eventuali danni erariali".

"Si chiede inoltre di effettuare la doverosa verifica circa l'esistenza di eventuali dichiarazioni mendaci nelle fasi dell'iter amministrativo, per la qual cosa i cittadini delle zone limitrofe stanno valutando la segnalazione alle autorità competenti”, conclude la nota che era stata inoltrata agli enti interessati in via preventiva tempo fa, per scongiurare l’apertura del centro, come accennato.

Per ulteriori chiarimenti l’Attacco ha provato a contattare i commissari prefettizi che oggi sono alla guida della città ma non è stato possibile neppure parlare per le vie brevi con referenti degli uffici di riferimento.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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