La protesta contro il caro-carburanti continua ad allargarsi in Capitanata e, dopo gli autotrasportatori, coinvolge anche agricoltori e marinerie. Oggi la mobilitazione è arrivata nella Piana di Macchia, alle porte di Manfredonia, nei pressi dello stabilimento Sisecam, dove olivicoltori provenienti da Macchia, Monte Sant’Angelo, Mattinata e Manfredonia si sono radunati per denunciare una situazione che rischia di compromettere il futuro delle loro attività. Una protesta che non riguarda soltanto il prezzo del gasolio, ma anche il crollo delle quotazioni dell’olio e l’aumento dei costi di produzione. Una combinazione che, secondo i produttori, rende sempre meno conveniente raccogliere le olive e portarle alla molitura. Tanto che i frantoi locali hanno aderito alla mobilitazione, sospendendo volontariamente il conferimento delle olive in attesa di uno spiraglio per il mercato.
A testimoniare la vicinanza delle istituzioni c’erano i tre Sindaci che - pur rappresentando comunità diverse - condividono la preoccupazione per un settore fondamentale dell’economia locale. “Abbiamo bisogno di un impegno importante da parte del Governo - dice Michele Bisceglia, primo cittadino di Mattinata - per sostenere un’economia che racconta questo territorio, lo promuove in Italia e nel mondo”. Per il Sindaco di Manfredonia, Domenico La Marca, “siamo in piazza con questi cittadini che stanno protestando non solo per una questione personale, ma per tutti”. Perché, come aggiunge il collega di Monte Sant’Angelo Pierpaolo d’Arienzo, “a queste condizioni non è più possibile produrre”, perciò quella degli agricoltori è una vera e propria “battaglia di sopravvivenza”. “L’olio è il futuro, la terra è il futuro. È finita la benzina ed è finita anche la pazienza”, afferma Antonietta Iaculli, delegata del Comune di Monte Sant’Angelo per la frazione di Macchia. Ma senza risposte concrete, avverte, quel futuro rischia di diventare sempre più incerto.
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