La lezione di Gallo, il tecnico del Foggia fa dietrofront e corregge il tiro: “Parole travisate”

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Incompreso. Fabio Gallo corregge il tiro. E ritratta. Rimangiandosi quanto aveva lasciato trasparire in modo chiaro alla vigilia della sfida con il Potenza. Potere di una vittoria che ha rasserenato gli animi, riportato qualche sorriso in più in casa rossonera. E spinto l’allenatore del Foggia a far sembrare mal interpretate le sue parole. Che restano lì, e che pesano come macigni. Gallo è padrone di tornare sui suoi passi e di minimizzare. Ma ciò non toglie che le frizioni fra il tecnico di Bollate e la proprietà non ci siano state. E che non possano riproporsi. Soprattutto se il confronto continuerà ad essere farraginoso e monocorde.

Meglio però in questo frangente abbassare i toni e non alzare il livello di una polemica che parte da lontano. E che non è certo frutto di travisamenti. Facile immaginare, semmai, che dall’interno qualcuno gli abbia chiesto di precisare alcuni dei suoi passaggi che hanno finito con il mettere in cattiva luce l’operato della società.

Che, trasparirebbe dalle parole di Gallo, si starebbe muovendo autonomamente e senza l’avallo del suo allenatore per puntellare l’organico: “La mia conferenza stampa di sabato è stata travisata - ha puntualizzato l’allenatore del Foggia nel post-gara col Potenza - . Non ho puntato l’indice nè contro Vacca nè contro Beretta. Ho solo detto che non sono in condizione, e che dovranno lavorare per mettersi in linea con gli altri”.

Questione di punti di vista, il Gallo di sabato scorso oltre che particolarmente infastidito, era apparso anche preoccupato per l’evoluzione di un mercato che non è ancora chiaro dove potrà andare a parare.

La versione riveduta e corretta del tecnico di Bollate di domenica sera non si presta a tante interpretazioni: “Il Foggia non sta smantellando - ha detto -. D’accordo con il presidente vogliamo fare qualcosa di importante. Stanno cercando di accontentarmi su quelle che sono le mie richieste. Io non litigo con il Presidente, con lui siamo in sintonia e stiamo facendo tutto per il bene del Foggia”.

Peccato che giovedì scorso più di un testimone oculare abbia riferito di un acceso confronto (eufemismo) nel piazzale dello stadio proprio fra i due, a conferma di un idillio che sta accusando qualche battuta a vuoto.

In effetti, a pensarci bene, il club qualcosa per indorare la pillola amara di Gallo la starebbe facendo, il probabile arrivo del centrocampista classe 2000 Riccardo Vono dal Gozzano è una precisa avance del tecnico milanese, che conta anche i minuti che dividono dal prossimo 31 gennaio, il giorno in cui finalmente Big Ben dirà stop ed una volta per tutte sarà noto il volto definitivo del Foggia.

Quello che è fatto è fatto ed indietro non si torna, Gallo alla fine ha preferito non intorpidire ulteriormente le acque e far rientrare quella che aveva tutti i crismi di una presa di posizione netta nei confronti del presidente e di un modus operandi assai discutibile.

Il chiarimento a quattr’occhi che i due hanno avuto dopo il primo confronto serrato avrà sicuramente contribuito a ricomporre la frattura, e la via del compromesso alla fine è stata la soluzione più logica: della serie “Tu portami pure i giocatori che più ti piacciono, ma sono io poi a decidere chi mandare in campo”.

E così Petermann, che dopo l’arrivo di Vacca era stato sul punto di chiedere di andare via, resterà al suo posto, perché il suo allenatore ha lasciato intendere a chi di dovere che ci sono delle gerarchie chiare che vanno rispettate. A prescindere da chi d’ora in avanti possa arrivare.

E l’allenatore del Foggia sabato mattina in conferenza-stampa lo ha comunicato senza intermediazioni, e a scanso di equivoci. In modo che il suo pensiero non potesse essere frainteso. In tal modo Gallo ha ottenuto due scopi: ha rimesso l’argento vivo al gruppo che era piombato in uno stato di preoccupante apatia, scariche allo stato puro di adrenalina che poi i suoi hanno saputo trasformare in energia positiva in campo contro il Potenza.

Ma soprattutto così facendo e mettendo i puntini sulle “i” si è guadagnato la fiducia dei suoi, che temevano di finire nel dimenticatoio dopo qualche arrivo eccellente che ha avuto come effetto quello di ridestare qualche entusiasmo sopito .

Sotto questo punto di vista il risveglio inatteso di Ogunseye in prima linea, la piacevolissima scoperta di Iacoponi tenuto finora in freezer, il ritrovato piglio di Petermann, e la rinnovata fiducia a Leo, Di Pasquale e Rizzo i nonostante il reparto sia stato puntellato con Kontek e Rutjens, sono segnali inequivocabili di come Gallo sabato scorso abbia colto nel segno dando una lezione sulk piano squisitamente comunicativo.

A cose fatte, poi, ritornare sui suoi passi ci può pure stare. Soprattutto se il fine giustifica i mezzi.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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