La realtà stavolta supera la fantasia. Fabio Gallo non è più l’allenatore del Foggia, dopo Zdenek Zeman anche il tecnico milanese getta la spugna. Dimissioni irrevocabili e senza possibili ripensamenti, ieri attorno ad ora di pranzo sul suo profilo Instagram di Gallo è arrivata la conferma che di tutto si tratta tranne che di uno scherzo di Carnevale: “Grazie di tutto!”, ha laconicamente postato Gallo nel suo breve messaggio d’addio. Niente lasciava presagire la bufera, soprattutto dopo la convincente vittoria con la Juve Stabia di domenica scorsa che sembrava allontanare le nubi minacciose dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia, ma a sparigliare le carte è intervenuto un episodio rispetto al quale Gallo ha deciso di ammainare bandiera bianca: “E’ successo un fatto gravissimo”, ha confidato l’allenatore a chi ha provato a stanarlo cercando di risalire alle ragioni che lo hanno spinto al clamoroso gesto.
Più che il rinnovo del contratto che tardava ad arrivare sarebbero altre le questioni sul tavolo che ormai da tempo si trascinavano e che hanno reso tesi i rapporti fra l’allenatore di Bollate e la proprietà. Non ultimo il mancato utilizzo dei giovani di serie da qualche tempo aggregati alla prima squadra e mai utilizzati dalla panchina. E mai presi in considerazione da Gallo, nonostante le sollecitazioni del ds Piergiuseppe Sapio, che com’è noto fino al giorno in cui è stato investito dell’incarico dal presidente Canonico gestiva direttamente e in maniera autonoma il vivaio rossonero.
A tal proposito si sussurra di un diverbio acceso fra tecnico e ds che sarebbe divampato nella giornata di lunedì scorso e che sarebbe stata la goccia che ha poi fatto traboccare il vaso.
Ma probabilmente Gallo ormai cercava solo il pretesto per rompere, dopo che questi 4 mesi e passa gli hanno fatto aprire gli occhi, soprattutto l’ultimo periodo deve essere stato un autentico supplizio per il tecnico che riceveva pressioni continue. Rumors incontrollati parlano di un feeling con Canonico ormai ridotto ai minimi termini, il patron nell’ultimissimo scorcio di stagione non avrebbe condiviso alcune scelte del suo allenatore sulla gestione a tutto tondo del gruppo, a cominciare dal mancato utilizzo dei rincalzi nella trasferta di Crotone. Per preservare i cosiddetti titolarissimi per la successiva sfida di 4 giorni dopo con la Juventus Next Gen. Pare che proprio l’eliminazione abbia molto infastidito la proprietà che non avrebbe poi lesinato critiche mirate per il mancato raggiungimento di un obiettivo sul quale il club di viale Ofanto aveva puntato molto.
E poi... E poi non ultima in ordine di importanza la questione legata al mercato di riparazione, rispetto alla quale Gallo ha sempre preferito tergiversare. Ma che in realtà è stato uno dei pomi della discordia che lo ha portato anche ad una lite furibonda con il presidente: a gennaio l’ormai ex allenatore del Foggia aveva chiesto che, al di là delle uscite che si rendevano imprescindibili per calmierare i costi di gestione, gli serviva rimpolpare la rosa con giocatori funzionali al suo sistema di gioco. E soprattutto pronti a scendere in campo. Canonico, però, in linea con il suo cliché, ha fatto di testa propria, puntando sui ritorni nostalgici di Vacca e Beretta. Nella segreta speranza che potessero tornare utili nell’incandescente finale di stagione e soprattutto per i successivi playoff.
Sta di fatto però che dopo un mese entrambi hanno dato un contributo praticamente nullo, con il primo alla ricerca di una condizione accettabile (dopo tutti gli acciacchi che ne hanno condizionato il rendimento nell’ultimo periodo) ed il secondo dopo una promettente partenza (con gol) è poi incappato in uno stiramento di cui non si conosce bene l’entità che lo tiene ancora ai margini della squadra.
Gallo si sarebbe accontentato anche di un paio di svincolati (di propria segnalazione, naturalmente) per rimediare alle falle emerse nella rosa, ma il club dopo essere sembrato consenziente ha poi risposto picche. Ma alla base di una decisione sofferta, ma che covava sotto la cenere da tempo, in Gallo è subentrata soprattutto la convinzione che manchino le condizioni minime per portare avanti un progetto che possa definirsi ambizioso.
Domenica sera nel corso della conferenza stampa Gallo era stato esplicito: “Qui bisogna guardare lontano, non è possibile vivacchiare...”. Messaggio in codice che aveva, evidentemente un unico destinatario: Nicola Canonico e le sue bizzarrie. Che in due momenti diversi della sua gestione hanno portato prima Zeman e poi Gallo a togliere il disturbo. Quest’ultimo rinunciando anche ai suoi compensi. Per una questione di dignità. Che non ha voluto fosse calpestata. Se Zeman prima di mollare disse: “Lascio perché non ci sono le condizioni in questo momento di fare calcio a Foggia”, una ragione ci sarà pure...
Ieri la realtà ha davvero superato la fantasia.
E oggi?
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).