Manfredonia, annata DOC. Voglia di stupire ancora e di vivere una stagione da protagonista anche in Serie D

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Voglia di non fermarsi e di vivere un campionato da protagonisti anche in Serie D. Questo il messaggio forte che giunge da Manfredonia nei giorni dei festeggiamenti che sono seguiti alla promozione conquistata al Curlo di Fasano contro il Città di Gallipoli dopo una sfida infinita terminata ai calci di rigore.

Un caloroso abbraccio culminato nella festa allo stadio Miramare tra tifosi, squadra e dirigenza che hanno degnamente salutato un campionato da record per i colori biancazzurri. 

E’ il presidente Di Benedetto a tracciare un bilancio della stagione appena conclusa: “Quando siamo arrivati ai rigori avevo il presentimento che ci saremmo dovuti giocare la promozione negli spareggi nazionali. Ma per fortuna e per merito soprattutto dei ragazzi siamo riusciti a raggiungere quello che era il traguardo che ci eravamo prefissati ad inizio stagione. Quando ho iniziato questa avventura mi sono dedicato con tutto me stesso a questo progetto e vedere a Fasano i tifosi del Manfredonia felici mi ha ripagato di tutti gli investimenti fatti, sia in termini economici che in termini di tempo. Per quanto visto in campo direi che abbiamo meritato il salto di categoria”. 

Il presidente poi ha una dedica particolare per questa promozione: “E’ giusto che sia dedicata a tutti noi, nessuno escluso, perché ce lo siamo meritato. Dalla società, alla parte tecnica ed a tutti giocatori che hanno vestito la nostra maglia in questa stagione. Sarei egoista a dedicare questa promozione ad una sola componente”. 

Un profilo caratteriale di Di Benedetto si può tracciare dopo che gli viene chiesto se ha mai pensato di mollare: “Mai. Nel calcio così come nella vita quando mi prefiggo un obiettivo, indipendentemente poi se riesco a conquistarlo o meno, sono deciso ad andare fino in fondo. Anche perché avevo delle promesse verso questa tifoseria, soprattutto verso quel gruppo che ci ha seguito sin dalle prime gare e verso i quali avevo un debito in termini di riconoscenza”. 

Il patron poi si proietta anche sul futuro: “A me piacerebbe continuare a lavorare anche nel solco della continuità tecnica perché De Candia è un professionista che si è dimostrato serio, preciso e determinato. Sto cercando anche un direttore sportivo che deve innanzitutto essere onesto, e poi sentire il peso della responsabilità di un campionato impegnativo. Il mio obiettivo è quello di mettere tutti i tasselli in ordine per farci trovare pronti anche alla nuova categoria, seppur da matricola”. 

Un messaggio arriva poi chiaro a chi gestisce la situazione “Miramare” e turba il popolo sipontino: “Dovremo redimere prima di fare qualsiasi cosa il problema stadio, perché il Manfredonia merita di avere uno stadio così come questa società. Se nel corso delle prossime settimane non si dovesse risolvere la questione, valuterò e prenderò le decisioni del caso”. 

Di Benedetto nelle ultime settimane, come da lui stesso ammesso, è stato corteggiato da diverse piazze per prendere il timone della squadra di calcio, non per ultima la Fidelis Andria.

(Tullio Imperatrice - l’Attacco)

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