Bello e impossibile. Il derby di Capitanata per il Foggia da quando l’Audace è tornata in C è diventato tabù. Questo dicono i numeri e le statistiche dell’ultimo quinquennio che, semifinale playoff di ritorno a parte, ha regalato solo lacrime e dolori ai rossoneri.
Il bilancio, riferito esclusivamente alle sfide disputate allo Zaccheria play-off compresi, parla di due successi del Foggia e di tre vittorie del Cerignola, per un totale di 10 gol segnati dai padroni di casa e 7 dagli ospiti. L’ultima affermazione dei rossoneri davanti al proprio pubblico è ormai lontana nel tempo, risale al ritorno dello spareggio promozione ‘22/23, era il 22 maggio quando imponendosi con un netto 3-0 (maturato grazie alle reti di Schenetti al 78’, Frigerio al 93’ e Kontek al 96’) il Foggia ribaltava in maniera clamorosa il 4-1 del Monterisi.
Da quella magica notte sono trascorsi addirittura 986 giorni, e da allora in poi i gialloblù ofantini non solo hanno sempre vinto (a parte lo 0-0 dell’andata), ma si sono presi meritatamente anche la leadership provinciale. Successivamente difatti sono arrivati il ko per 1-2 nella stagione ‘23/24 e lo 0-1 dello scorso campionato che è stato anche quello che ha visto toccare il punto più alto della sua storia dagli ofantini.
C’è poi una curiosità statistica che aggiunge ulteriore fascino alla sfida in programma domani sera (ore 20.30): si gioca la 24^ giornata di campionato, proprio come nel 1936/1937, stagione nella quale si disputò il primo derby di Capitanata in C, con il Foggia padrone di casa capace di imporsi con un sonoro 4-1 sugli avversari.
I confronti diretti nei campionati professionistici e in Serie C a Foggia confermano anche un dato curioso: cinque partite disputate, nessun pareggio, due vittorie dei padroni di casa e tre del Cerignola. Il bilancio in campo avverso, poi, è tutto da dimenticare: solo e soltanto sconfitte, e tutte pesanti nel punteggio finali.
L’emorragia è stata appena tamponata nella gara di andata, con uno 0-0 stiracchiato che se non altro ha interrotto il trend negativo di sconfitte consecutive, quello che è certo è che il Foggia di quest’ultimo quadriennio, escludendo la stagione della finale playoff persa con il Lecco, per il resto è stato sempre una spanna inferiore ai cugini. Che, viceversa, hanno vissuto un periodo di grande splendore, che li ha portati a prendersi anche lo scettro di Capitanata.
Ora però gli scenari pare stiano mutando, in riva all’Ofanto si respira aria di smobilitazione, la famiglia Grieco sembrerebbe voler tirare i remi in barca, e dopo i corposi investimenti degli anni scorsi, starebbe meditando addirittura l’addio. Ne sa qualcosa il ds Elio Di Toro, che anche in questo mercato di riparazione ha stretto la cinghia ed ha ulteriormente abbassato il budget a disposizione, privandosi di alcuni dei suoi pezzi pregiati come Cuppone ed Emmausso.
A Foggia, invece, contro ogni previsione, si è registrata la svolta: svolta societaria alle viste, l’uscita di scena di Nicola Canonico ha rivitalizzato un ambiente sempre più depresso, e l’avvento del nuovo corso nel segno del suo Casillo&De Vitto sembra poter essere foriero di buone nuove.
L’attuale classifica delle due squadre, però, per il momento dice altro: l’Audace, nonostante i profondi stravolgimenti dell’estate scorsa ed un complessivo ridimensionamento ancora in corso, si ritrova sempre lì a lottare per i playoff. Certosino il lavoro di ricostruzione di Di Toro, che per il post-Raffaele in panchina ha puntato su Enzo Maiuri, uno dei profili emergenti per la categoria, e poi è andato a pescare anche nelle categorie inferiori i nuovi Capomaggio e Salvemini.
Operazione chirurgica perfettamente riuscita, con il club gialloblù che oggi è ottavo in classifica, e che precede in classifica il Foggia addirittura di 10 lunghezze dopo un avvio di stagione che pure era stato tutto in salita.
Domani il derby torna ad infiammare lo Zaccheria, che già pregusta una gara che possa in qualche modo rilanciare Garofalo e soci, ed allontanarli dalle secche dei playout. Non sarà semplice, perché il Cerignola, dopo un avvio in salita, ha trovato la propria identità ed ora attraversa un momento particolarmente favorevole. È un derby però da esorcizzare, costi quel che costi.
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