Per l’assalto (sventato) al caveau della Mondialpol di Calcinato (Brescia), che avrebbe fruttato un bottino di oltre 80 milioni di euro, la Procura di Brescia - nelle figure dei pm Erica Battaglia e Teodoro Catananti - ha chiesto condanne per un totale di 337 anni di carcere nei confronti dei 33 imputati finiti a processo: il 19 luglio prossimo è attesa la sentenza di primo grado.
Le condanne più pesanti sono state chieste per il cerignolano Tommaso Morra (12 anni, 2 mesi e 20 giorni), considerato il “capo” dell'organizzazione criminosa che stava preparando l’assalto da un capannone di Cazzago San Martino, e per i suoi fedelissimi Giuliano Franzè (12 anni) e Giuseppe Iaculli (12 anni).
Nel lungo elenco degli imputati ci sono anche due ex dipendenti della Mondialpol, che avrebbero “tradito” l'azienda e consegnato alla banda le informazioni necessarie per preparare l'assalto: per loro la Procura chiede 8 anni di carcere.
Il blitz delle forze dell’ordine, nel marzo di un anno fa, si concluse in una notte con oltre 30 arresti. Come nei film d'azione, i banditi guidati da Morra avrebbero studiato per settimane, forse per mesi, il deposito da svaligiare: anche fingendosi clienti, oltre al coinvolgimento di almeno due ex dipendenti.
Nella notte del blitz, in località Pedrocca a Cazzago San Martino - con il paese letteralmente blindato, armi in pugno e granate stordenti - ai rapinatori vennero sequestrati 4 kalashnikov, un fucile a pompa, una mitraglietta Uzi, una pistola, 21 molotov e chiodi a quattro punte che dovevano essere piazzati sulle strade per bloccare l'arrivo di volanti e pattuglie.
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