L’auto dell’ex Consigliere comunale Saverio Cassitti – candidatosi senza successo alla tornata amministrativa di ottobre nella lista Azione-Tempi Nuovi del campo largo progressista – ha preso fuoco qualche notte fa, al rione Candelaro, proprio sotto casa del politico foggiano. Si tratta, più precisamente, di una Twingo immatricolata nel 2013 in uso alla moglie di Cassitti. Il fatto (per il quale l’ex amministratore pubblico ha sporto denuncia alle autorità competenti) è avvenuto circa una settimana fa, intorno all’una di notte. Mentre Cassitti stava effettuando il turno sul suo posto di lavoro, dunque, è stato chiamato dalla moglie che lo ha informato di quanto era accaduto. Precipitatosi sotto casa sua, intorno all’auto andata in fiamme e completamente distrutta ha trovato carabinieri e vigili del fuoco giunti sul luogo per domare il rogo. Di cui, al momento, non è chiara l’origine, non potendosi neppure escludere la matrice dolosa, anche se lo stesso Cassitti, ascoltato sul punto da l’Attacco, propende per l’ipotesi di un cortocircuito in seno alla vettura. Al momento l’ex consigliere comunale riferisce di non avere notizie su eventuali indagini in corso e sui possibili sviluppi del caso.
“Era una bella macchina, anche di un certo valore: l’ho dovuta rottamare. Ormai è andata in fumo, non ci voglio più pensare”, esordisce Cassitti. Che, come detto, propende “al 90% per un guasto tecnico all’origine del rogo, anche perché negli ultimi tempi non ci sono mai stati segnali o persone che hanno provato a darmi fastidio: sono fuori dal circuito istituzionale già da qualche anno ormai e dunque mi sento di poter escludere possibili ripicche legate alla mia passata attività amministrativa. Certo – prosegue Cassitti - il mio nome continua a circolare perché da ben 25 anni porto avanti un’attività sindacale tutt’ora prolifica”. Nell’eventualità di un’azione dolosa, l’ex consigliere comunale non riesce ad ipotizzare chi potrebbe esservi a monte: “Anche in questo periodo, come d’altronde ho sempre fatto, mi sono messo a disposizione di tutti coloro che hanno richiesto il mio aiuto sul versante, ad esempio, delle richieste voltura, manutenzione e quant’altro, interessandomi io, nell’attività sindacale che conduco, anche di inquilinato: laddove possibile ho sempre dato una mano, in piena trasparenza, gratuità e sempre agendo nel solco della legalità, a chi nel tempo ha richiesto la mia assistenza. Inoltre, ultimamente, proprio a Candelaro, insieme ad un amico, ovvero Valerio Ricci (figlio del senatore Ricci venuto a mancare proprio in questi giorni, ndr), abbiamo aperto un Caf-Patronato a nostre spese, già attivo ma non ancora ufficialmente inaugurato, dove operano due tecnici del settore che collaborano con noi per assolvere alle istanze dell’utenza. Questo per dire che la gente riceve da me solo azioni utili, in supporto alle varie problematiche di volta in volta rappresentatemi: ecco perché, nell’eventualità di un incendio doloso, proprio non mi spiego chi possa essere il responsabile”.
Quindi Cassitti esclude totalmente possibili motivazioni legate al suo ruolo di ex amministratore pubblico, in particolare in qualità di delegato alle Politiche abitative durante la passata amministrazione Landella? “Attualmente sì, lo escludo, poi però tutto può essere – replica -. Credo, d’altronde, che se c’entrasse una questione del genere il dispetto sarebbe avvenuto all’epoca, non oggi. Anche se pure una simile ipotesi, a mio parere, non reggerebbe, perché in quella fase della mia vita amministrativa, ovvero da delegato alle Politiche sociali, non avevo alcun potere di firma, cosa che però in molti ancora ignorano. Per cui se a qualcuno veniva assegnata o meno una casa popolare non era certo per mano di Saverio Cassitti. Io ero semplicemente colui che relazionava sulla materia. Però purtroppo a Foggia si è ancora convinti che il delegato alle Politiche abitative sia il responsabile di tutto il sistema di assegnazioni: a tal proposito voglio ricordare che ciò è avvenuto in passato, per esempio durante l’era Agostinacchio, in cui il delegato alle Politiche abitative aveva potere di firma, ma non certo durante il mio mandato amministrativo. E devo anche dire che io ero ben contento di non avere potere decisionale sulla materia perché probabilmente, in quel periodo, mi avrebbero potuto incendiare diverse macchine se io fossi stato davvero la persona preposta all’assegnazione e alla consegna degli alloggi. Nonostante ciò – conclude amareggiato Cassitti – c’è chi, tra i miei avversari politici, nell’ultima campagna elettorale ha provato a sporcare la mia immagine per screditarmi agli occhi dell’elettorato tirando in ballo quel mio ruolo pubblico con allusioni tendenziose e false notizie divulgate a mezzo stampa: qualcosa che mi fa ancora rabbia”.
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