Si stanno moltiplicando le denunce a carico di un broker (o presunto tale), originario di Apricena che nella sua veste di collaboratore di una agenzia assicurativa con sede a Termoli avrebbe venduto una serie di polizze Rc auto. Solo che pur a seguito di regolare pagamento, non risulta esservi copertura assicurativa. A segnalare il problema sono al momento due braccianti extracomunitari, seguiti dall’avvocato foggiano Giovanni Marseglia. “I miei assistiti hanno presentato già querela presso le autorità, l’ipotesi di reato è truffa e appropriazione indebita. Ma posso dire che si sta costituendo un comitato persone, non italiane, a cui è accaduta la medesima cosa. A mio avviso si tratta di una truffa ordita contro dei cittadini stranieri”, ha spiegato l’avvocato a l’Attacco.
Per ciò che riguarda i due episodi in questione, in uno l’assicuratore avrebbe incassato una somma in contanti pari a 900 euro con la rassicurazione che la copertura assicurativa sarebbe partita di lì a poco, nell’altro ha richiesto il pagamento tramite ricarica di carta prepagata in due soluzioni, da 250 euro la prima e da 650 euro la seconda, poi concretamente effettuato presso una ricevitoria, accompagnato con l’indicazione di un codice fiscale di una donna. Anche in questo caso all’assicurato era stato detto che avrebbe ricevuto la documentazione nel giro di qualche giorno. Tutto comunicato tramite messaggi sul cellulare.
I fatti risalgono ad inizio dicembre scorso. Ma di fronte a tempi che si allungavano sempre di più, i due malcapitati hanno cominciato ad incalzare l’assicuratore che avrebbe addotto ogni volta giustificazioni diverse, fino a che è divenuto del tutto irrintracciabile. “Persino al suo numero di telefono oggi rispondono altre persone – ha evidenziato Marseglia -, le quali tuttavia non si premurano di risolvere il problema ma semplicemente si limitano a dire che l’assicuratore non c’è più”. Il fatto è che a fronte del pagamento di somme importanti non vi è la copertura assicurativa, come avrebbe peraltro confermato l’agenzia di Termoli al legale.
La querela è partita in questi giorni, i due migranti hanno esibito all’avvocato e alle forze di polizia tutte le prove (visionate anche da l’Attacco, ndr) utili a dimostrare la veridicità di quanto raccontato.
“Ora questi ragazzi vogliono giustizia, ho ragione di credere che i casi simili a questo potrebbero essere decine, ecco perché invito chi ha subito lo stesso trattamento a rivolgersi presso il mio studio (recapito telefonico 3284389090) per chiarimenti e spiegazioni e, ove ci fossero i presupposti, intentare un’azione collettiva contro l’assicuratore. Evidentemente qualcuno ha pensato di approfittare di persone che non conoscono bene la lingua e le norme, che si fidano del passaparola e delle esperienze di propri connazionali. Ma questo è inammissibile”, ha concluso l’avvocato Giovanni Marseglia.
Il fenomeno delle truffe assicurative è in crescita, anche per il proliferare di non meglio identificate compagnie online. Ecco perché anche la Polizia Postale mette in guardia da possibili problemi. Ci sono precisi campanelli d’allarme: “La stipula generalmente avviene saldando l'importo dovuto attraverso una ricarica sulla carta prepagata del presunto assicuratore – si legge sul sito ufficiale della Polizia Postale -. Dopo aver effettuato il pagamento, in realtà, l'utente scopre di non essere assicurato e rischierà di essere sanzionato, secondo la normativa vigente, per mancata copertura assicurativa. Per evitare di incorrere in potenziali truffe, si consiglia di verificare la veridicità delle proposte contrattuali, contattando le compagnie assicurative attraverso i loro canali ufficiali e di controllare su internet se sono presenti segnalazioni di altri utenti”.
In generale il consumatore deve diffidare se i contatti con la compagnia avvengono esclusivamente via e-mail, cellulare o whatsapp. Un altro consiglio è quello di fare attenzione al momento della richiesta di pagamento del premio assicurativo da parte dell’agenzia. Meglio non versare l’importo se l’assicurazione richiede l’utilizzo di metodi di pagamento non tracciati, quali la ricarica di carte prepagate o servizi di trasferimento di denaro come Western Union, che non garantiscono la sicurezza del pagante.
Farsi ingannare è più facile di quanto si possa pensare, rilevano gli addetti ai lavori, ma gli utenti della strada possono sincerarsi di essere assicurati tramite il portale dell’automobilista, dove ci sono i servizi di e-government del ministero dei trasporti. Il portale offre l’informazione grazie all’inserimento di due semplici dati, vale a dire la tipologia di vettura (che può essere l’auto, oppure una moto o un rimorchio) e il numero di targa.
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