Un blitz di attivisti di Ultima Generazione ha scosso gli Uffizi di Firenze oggi alle 14.30. Due giovani hanno appeso sul vetro infrangibile che protegge "La Nascita di Venere" del Botticelli, uno dei dipinti più famosi del museo, delle immagini che mostrano i danni causati dall'alluvione di novembre a Campi Bisenzio.
Prima di essere allontanati dal personale di sicurezza, i due ambientalisti hanno dichiarato che il loro gesto mirava a richiedere “un fondo di riparazione di 20 miliardi di euro per tutti i cittadini che hanno subito o subiranno danni dalle catastrofi climatiche”, come è accaduto “in Emilia Romagna, dove i cittadini sono stati colpiti da un'alluvione, e poi a Campi Bisenzio, con altre persone colpite da un'alluvione”.
“Sono Giordano”, si legge nel testo di Ultima Generazione, letto anche dall'attivista, “sono un padre di famiglia e operatore socio-sanitario. Oggi ho scelto di contravvenire al mio obbligo di dimora e di infrangere nuovamente la legge, rischiando la prigione per mantenere la mia promessa di fare tutto il possibile per proteggere la vita. Oggi questo quadro, simbolo di amore e bellezza, si è trasformato mostrando la distruzione e il dolore che stiamo già vivendo a causa della crisi climatica”.
“Il Governo continua a fingere che i campi non siano arsi a gennaio, che l’acqua non sarà un problema quest’estate, che le case distrutte dalle alluvioni siano eventi accidentali e non causate da scelte umane. E anziché occuparsi di questi veri problemi, fa leggi assurde per zuppe su del vetro. I nostri politici continuano ad opprimere le voci di chi chiede aiuto e di chi li richiama al loro dovere, con nuove leggi punitive cercando di spaventarci: non capiscono o non vogliono capire, che io sto già soffrendo, soffro per il futuro dei miei amici, soffro per il futuro delle persone che amo, soffro per il futuro di mia figlia”.
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