Una rapina al giorno, in alcuni casi anche diverse azioni criminali concentrate in pochi minuti. Da un paio di settimane, a Cerignola, si registra una recrudescenza di episodi di microcriminalità: rapine, furti che minano la sicurezza dei cittadini, dei piccoli imprenditori, degli esercenti. Se in alcuni casi le attività illecite sono al limite del grottesco, come il soggetto che ha tentato di effettuare una rapina in un bar in ciabatte e pigiama, in altri casi le conseguenze sono ben più pesanti. Nella scorsa notte, ad esempio, un uomo – titolare di un negozio di articoli cinesi – è stato ferito durante una rapina andata a segno. Ignoti, poi, nelle scorse giornate hanno provato ad asportare denaro dal Postamat ubicato nella centralissima piazza Duomo con la tecnica della marmotta (esplosivo), arrecando danni all’utenza che si trova in difficoltà – per medesimi atti avvenuti anche nei Cinque Reali Siti – a prelevare i contanti. Infine, un individuo non ha mostrato nessun cedimento nemmeno di fronte a una bambina – figlia della titolare – quando ha deciso di rapinare una tabaccheria in centro. “Generalmente, quando si forma una banda che commette atti di questo tipo, finché non trova ostacoli o i componenti non vengono intercettati dalle forze di polizia proseguono nella loro azione criminale – ha spiegato a l’Attacco Loreta Colasuonno, fino a novembre a capo del commissariato di Polizia cerignolano, ora in quiescenza –. Un po’ come quando si gioca al ‘gratta e vinci’: con le vincite si continua a scommettere con la buona sorte, poi si smette quando la fortuna svanisce. Secondo me, ad agire in questi giorni sono più o meno gli stessi soggetti che forse proseguiranno finché non saranno assicurati alla giustizia. Sostanzialmente, anche in passato, è sempre stato così”.
Non può essere trascurato il fatto che in almeno tre casi vittime delle rapine di questa ipotetica banda sono stati titolari di negozi di articoli cinesi. Che ci sia anche un’unica regia dietro a questi episodi?
“Quando sono arrivata a Cerignola, c’è stato un periodo in cui registravamo anche sette rapine ai piccoli esercizi commerciali in un giorno – ha ricordato Colasuonno –. In seguito, questo fenomeno ha subito un netto calo e all’epoca abbiamo registrato una tendenza da parte dei criminali a spostarsi verso altre attività illecite, in particolare lo spaccio di sostanze stupefacenti e i furti di auto. Negozi gestiti da cittadini cinesi presi di mira? Sono attività che lavorano incessantemente e producono buoni incassi. Non penso che sia un’azione mirata, forse depone a loro sfavore il fatto che i centri commerciali sono ubicati in zone più periferiche, quindi più facilmente aggredibili, e vicini agli svincoli della SS16, dunque in prossimità di una strada di fuga più facilmente raggiungibile”.
Il Sindaco Francesco Bonito ha avuto un incontro con il prefetto di Foggia all’inizio del mese al termine del quale fu decretato “il presidio degli esercizi commerciali in orario di chiusura” da parte di pattuglie delle forze di polizia. Non è semplice, perché l’agglomerato urbano è molto esteso. “E’ chiaro che sono profondamente preoccupata per l’escalation criminale nella nostra città”, ha affermato l’assessora alla Sicurezza Teresa Cicolella. “Però è altrettanto vero che non possiamo cedere, mollare, non possiamo accettare la sconfitta rispetto a questi atteggiamenti delinquenziali. Dobbiamo continuare ad avere fiducia nelle istituzioni”, ha aggiunto.
La questione è, dunque, sentita e la vicinanza del prefetto che ha subito ricevuto il Sindaco di Cerignola per un tavolo sull’ordine pubblico ne è la testimonianza più plastica.
“Speriamo che anche il ministero faccia la sua parte, distaccando o inviando altri uomini a Cerignola – ha evidenziato Colasuonno –. Si parla di commissariato di primo livello che comporta un maggior numero di agenti. Non è sempre così, e l’esempio è presente vicino casa nostra con Manfredonia che continua ad avere una forte carenza di personale – non si riusciva nemmeno a organizzare il servizio delle Volanti – nonostante alcuni arrivi nell’ultimo periodo. Allora io credo che sia più importante rimpolpare l’organico (oggi a Cerignola composto da una 50ina di agenti, ndr) e poi pensare al livello del commissariato. La carenza di organico è atavica. Dobbiamo considerare anche il periodo particolare, con la protesta degli agricoltori – ad esempio – che comunque impegna il personale nel servizio di ordine pubblico. Sono tuttora consapevole della grande professionalità dei ragazzi presenti a Cerignola che non si risparmiano minimamente”, ha concluso.
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