Il fenomeno dei furti di auto a Lucera nelle ultime settimane sta facendo segnare una grandissima flessione numerica, anche “grazie” alla deterrenza di qualche arresto effettuato dai carabinieri soprattutto nelle giornate di mercoledì quando si celebra il mercato settimanale. E proprio in quella zona sparivano veicoli con una certa frequenza, situazione che è tornata in dimensioni fisiologiche. Non si può dire la stessa cosa per la salvaguardia degli esercizi commerciali nel centro urbano, tra colpi tentati e danneggiamenti subiti. L’ultimo episodio risale a qualche giorno fa in via dei Giardini, dove è stato appiccato il fuoco a un negozio inaugurato solo a novembre scorso. Le fiamme hanno avvolto la saracinesca e annerito i muri adiacenti e l’insegna sovrastante, turbando il silenzio di una strada che a tarda ora non è certamente di grande passaggio.
I militari al comando del capitano Federico Di Giovanleonardo ritengono di aver buoni elementi per risalire alla mano incendiaria, dopo aver osservato le immagini della videosorveglianza della zona, finalizzate a individuare l’autore di un gesto che è sembrato inequivocabilmente doloso. Ed è comunque già il terzo dall’inizio dell’anno, perché prima si sono contati un rogo a un cantiere edile di via Tiziano, condotto direttamente da Arca Capitanata, e pure una spaccata comunque non portata a termine, avvenuta in via Porta Foggia davanti a un negozio di telefonia. Almeno due persone in questo caso sono riuscite a portare un furgone fin davanti all’ingresso del locale “protetto” da un marciapiedi, cercando di rompere la porta con la forza d’inerzia del mezzo stesso lanciato in velocità. La serranda si è piegata ma ha retto l’urto, per cui i malintenzionati non sono riusciti a portare via nulla ma solo a fare danni.
E con l’innalzamento del livello delle sanzioni per le violazioni al Codice della Strada, i week-end ospitano piuttosto spesso delle vere e proprie “stragi” di patenti di guida, con servizi straordinari di controllo notturno del territorio che la locale Compagnia mette in campo con numerosi equipaggi schierati sul territorio, sia in divisa in auto che in abiti civili a piedi nel centro storico. E questo spiegamento, per esempio, ha portato all’arresto di un 21enne accusato di detenzione ai fini di spaccio di droga. Al termine di una perquisizione personale e domiciliare a cui è stato sottoposto, è spuntata una “stecca” di hashish di 60 grammi, oltre a 2.000 euro in contanti, un bilancio di precisione, un coltello ancora sporco di droga e altro materiale utile per confezionare le dosi. E dal bilancio dei posti di blocco, invece, è emerso il ritiro nella sola notte tra venerdì e sabato di ventina di patenti, di cui almeno una dozzina per variegate violazioni senza altre conseguenze, mentre per cinque persone si sono aggiunti risvolti di carattere penale, con altrettante denunce all’autorità giudiziaria: quattro di queste sono state trovate al volante sotto l’effetto di stupefacenti e un’altra era completamente sprovvisto del documento, peraltro recidiva nell’ultimo biennio. Per tutti sarà la prefettura a decidere la durata della sospensione che può arrivare anche a due anni, ma nel frattempo dovranno affrontare pure un procedimento in tribunale.
Sempre qualche giorno fa, un professionista di 29 anni è stato arrestato sempre dai carabinieri, per detenzione ai fini di spaccio di droga. Stavolta tutto è partito in un locale pubblico dove i carabinieri si sono imbattuti in questa persona che sembrava emanare un forte odore di cannabis, oltre a portare sul volto segni che facevano ritenere un consumo recente. A quel punto è stato fermato, identificato e portato in caserma per una perquisizione prima personale, al termine della quale non gli è stato trovato nulla addosso, ma le ricerche sono proseguite nell’abitazione che condivide con i genitori. In casa sono stati invece trovati una sessantina di grammi tra hashish e marijuana, circa 3.000 euro in contanti e vario materiale solitamente utilizzato per il confezionamento delle dosi, compresi coltelli e un grinder con cui si può triturare la sostanza. A quel punto sono scattate le manette e le comunicazioni di rito all’autorità giudiziaria.
In materia di ordine pubblico, infine, la situazione più difficile negli ultimi tempi sembra essere quella intorno al centro commerciale Incom, in zona 167. Sono tanti i cittadini che riferiscono delle scorribande di un gruppo di ragazzini finora rimasti ignoti e soprattutto impuniti nella loro capacità di scatenare il caos. Lanci di pietre a persone e veicoli colpiti per fortuna senza ferir alcuno ma con danni alle carrozzerie, assieme a scorrazzamenti con i carrelli del supermercato, urla e schiamazzi sono i comportamenti che hanno inquietato chi era di passaggio e ha pensato bene di allontanarsi velocemente. Ma anche chi ha provato a fermarli o difendersi non ha ricevuto trattamento migliore, anzi hanno mostrato strafottenza senza pentimento, salvo poi dileguarsi all'arrivo dei carabinieri chiamati da chi è rimasto sul posto perché voleva denunciare l'accaduto.
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