Una fuga progettata da mesi, se non da anni. Almeno quattro, indica l’edizione odierna de La Nuova Sardegna.
Da qualche mese Marco Raduano, il boss della mafia pugliese evaso in maniera clamorosa dal carcere nuorese di Badu e’ Carros nel pomeriggio di venerdì scorso, si era fatto assegnare alla biblioteca, che si trova al piano più alto della struttura.
Da quel punto di osservazione privilegiato aveva studiato i cambi turno e scoperto la carenza di personale in una precisa fascia oraria. Ora lo cercano ovunque e sono state aperte due inchieste: una dalla Procura di Nuoro e l’altra interna dal ministero della Giustizia.
La “caccia” per rintracciarlo non si ferma, così come la ricerca di complici, evenienza questa sempre più certa. Mentre non si placano le polemiche sulle falle nel sistema di sicurezza del penitenziario.
Emergono particolari che hanno dell’incredibile: come quello relativo alla sala della videosorveglianza del carcere, che dalle ore 15:00 del pomeriggio sarebbe rimasta vuota. E il fatto che Raduano sapesse dov’erano le chiavi del portone blindato. Quindi è sceso al piano di sotto, ha provato ad aprire per uscire verso l’esterno. La chiave era sbagliata. Dunque ha rifatto il giro, ha preso un’altra chiave, stavolta quella giusta. Poi si è diretto al muro di cinta e si è lanciato dopo essersi inizialmente calato con delle lenzuola lasciate probabilmente incustodite.
Infine, fanno discutere anche gli appalti relativi proprio alla sicurezza, fermi da cinque anni.
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