“Ho le tue foto nuda, farò tremare Manfredonia”. Revenge porn e stalking di fisioterapista a ex compagna

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

“Davvero pensavi di lasciare un leader e numero uno al mondo come me? Ho le tue foto nuda e saranno tutte pubblicate su internet”. E’ questo uno dei messaggi di minaccia ricevuti a Manfredonia, tramite WhatsApp da una donna ultraquarantenne da colui che è stato il suo fisioterapista e compagno. Una storia di revenge porn basata sul ricatto dell’uomo, sessantenne, che dopo esser stato lasciato ha così cercato di far tornare la signora sui propri passi. A raccontarla a l’Attacco è l’avvocata foggiana Elda Panniello, che difende la vittima. “La signora si è rivolta a me dopo aver interrotto quella relazione a marzo 2022 e aver ricevuto circa 1000 messaggi sul proprio numero telefonico nel periodo natalizio, in appena due settimane. Si è fermato solo a gennaio, probabilmente dopo aver saputo che la donna aveva deciso di agire contro di lui”, spiega la legale.

“Il fisioterapista è ora indagato per revenge porn e stalking, la Procura sta svolgendo le proprie indagini e siamo ottimisti rispetto a questa vicenda. Sono certa del buon lavoro dei magistrati. E’ stato applicato il Codice rosso, che comporta una tempistica ridotta. La mia assistita non ha mai risposto a quei messaggi telefonici, inviati nel tentativo di riavvicinarsi a lei”.

L’avvocata sottolinea che la signora aveva messo fine alla relazione “quando si era resa conto di subire condotte illecite”.

“Lei era molto vulnerabile, si era rivolta al fisioterapista il quale l’aveva convinta che le tensioni erano collegate a questioni ginecologiche. Quando il fisioterapista l’aveva conosciuta aveva iniziato ad agire in modo tale da conquistarne la fiducia. Poi, sentendosi sicuro, aveva cominciato a isolarla il più possibile da amici e famiglia, perché evidentemente temeva che la signora avrebbe potuto confidarsi con terzi”, continua Panniello.

“Lei mi ha raccontato di aver capito in che situazione si trovava quando, guardando una trasmissione tv dedicata alle donne vittime di violenza, ha ascoltato una signora dettagliare le medesime modalità, adottate da un uomo nei suoi confronti. La mia assistita si è rispecchiata in quella descrizione e ha avuto la consapevolezza che stava subendo una violenza, un’ingiustizia. Lei non stava vivendo bene, aveva attacchi di panico generati dalla relazione. E’ così che, dopo aver preso coscienza, era arrivata a mettere fine a qualunque contatto col compagno-fisioterapista. Quando poi l’uomo ha iniziato a minacciarla e ricattarla le ha anche inviato alcune di quelle foto rubate, scatti fatti senza alcun consenso e senza che la signora se ne fosse nemmeno accorta. Gliele ha mandate perché lei era incredula”.

Da donna, l’avvocata Panniello è rimasta particolarmente colpita dall’accaduto: “Ci ho visto uno squallido ricatto”, afferma, “il caso dell’uomo lasciato che per scopi vendicativi adopera scatti rubati minacciando la sua ex compagna di screditarla di fronte a tutta la comunità. La signora considera questo rischio ancora attuale, tant’è che è evidentemente bisognosa di ricostruire la propria esistenza e di essere aiutata da esperti. La sua autostima è distrutta”.

Si può perfettamente immaginare quale danno arrechi ad una donna l’ipotesi di essere esposta al giudizio del proprio paese, al pubblico ludibrio, e di doversi vergognare e sentire responsabile per una colpa che, in realtà, non ha commesso. Violata nella propria privacy e colpita nell’intimità, sottoposta all’insostenibile spada di Damocle della prospettiva di poter finire da un momento all’altro sulla bocca della gente che, anche quando la donna è vittima, è sempre tesa tuttora a colpevolizzarla come se fosse una poco di buono o un’inetta. Violata nella propria dignità, nella sicurezza in sè stessa.

“Se non c’è una rete sociale a sostenerle, le donne spesso preferiscono non denunciare neppure. Rinunciano a farlo per paura di non essere credute e di essere giudicate male”, continua Elda Panniello.

“Talvolta, infatti, è evidente come esista ancora oggi una cultura patriarcale e maschilista che tollera simili condotte in un uomo. Ma noi ci siamo mosse su tutti i fronti, anche con una segnalazione del caso al Garante della privacy come previsto dalla legge introdotta nel 2019. Abbiamo spiegato che le foto detenute dall’uomo, dal contenuto sessualmente esplicito e scattate durante le sedute di lavoro, possono essere diffuse sui social. Il mondo della Rete è difficile da controllare”.

Quel che è peggio è che, a quanto pare, il fisioterapista non sarebbe al primo caso. “Da quello che abbiamo saputo”, spiega l’avvocata della vittima, “era stato segnalato da altre donne, in precedenza, per i medesimi reati di oggi. Insomma, si sarebbe verificato già prima lo stesso copione, con donne che si erano pure rivolte al suo studio professionale. Non sappiamo poi cosa sia successo, se quelle denunce ci siano state o le donne abbiano desistito dal procedere nei confronti del fisioterapista. Ci è parso di capire che i metodi utilizzati siano stati gli stessi di quelli adoperati con la mia assistita”.

La vicenda è finita martedì scorsi su Rai Uno, nella trasmissione Storie Italiane, condotta da Eleonora Daniele. La sipontina è stata intervistata, con un nome di fantasia e tutelandone la privacy. Ha raccontato che da tempo, ormai, non vive più serenamente e ha anche tentato il suicidio dopo essere stata ricattata dal fisioterapista che la curava e con cui ha avuto una relazione. “Da quando ho interrotto il rapporto con quell’uomo, non pronuncio più il suo nome, perché mi provoca ansia”, ha affermato. “Si è rivelato il mio peggiore incubo. A seguito di un incidente stradale, necessitavo di cure fisioterapiche e decisi di rivolgermi a lui. Avevamo stretto un rapporto amichevole: lui era simpaticissimo, gentilissimo, ironico, un uomo brillante”.

Il comportamento dell’uomo è cambiato “dal momento in cui ho cominciato a fare qualche passo indietro, accorgendomi della sua volontà di isolarmi da tutto e da tutti”, ha proseguito la donna. “Lui mi dava vere e proprie linee guida su come affrontare la vita. Mi diceva di essere più dura nei confronti degli altri, perché a suo dire ero fragile”. Fra gli sms mandati su WhatsApp dal fisioterapista “ho le tue foto nuda e saranno tutte pubblicate su internet”.

“Dopo avere appreso la gravità della cosa, io sono svenuta. Lui ha dichiarato esplicitamente di avere mie foto intime inequivocabili e “farò tremare Manfredonia. Ti farò uccidere da sola’”, ha concluso la donna.

Il fisioterapista, indagato, continua ad esercitare la professione come se nulla fosse accaduto e nonostante ci sarebbero stati altri casi precedenti di analogo tenore.
(Articolo pubblicato nell'edizione de l’Attacco di giovedì 9 marzo 2023)

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 



Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet