Ataf, a fuoco l’auto del capo del personale, Piarullo: “Non mi faccio intimidire, non ho paura”

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

A fuoco nella scorsa notte l’auto di Stefania Piarullo, capo del personale di Ataf spa, municipalizzata del trasporto pubblico locale. Le fiamme che hanno avvolto la macchina della dirigente sembrerebbero essere di natura dolosa, come spiega la nota congiunta delle organizzazioni sindacali (Filt Cgil, Fit Cisl, UilTrasporti, Ugl, Faisa-Confail) che, nella mattinata di ieri, hanno espresso ferma condanna dell’atto intimidatorio e piena solidarietà a Piarullo.

“Dai rilievi effettuati dalle forze dell’ordine – raccontano i sindacati - si evince chiaramente la matrice dolosa, pertanto le scriventi condannano fermamente il vile gesto perpetrato ai danni di chi quotidianamente lavora con coscienza ed abnegazione a favore dell’intera cittadinanza. Ci auguriamo che i colpevoli vengano quanto prima assicurati alla giustizia”. Anche la Faisa Cisal, venuta a conoscenza del grave episodio, ha espresso rammarico e sconcerto, condannando fortemente il gesto e confermando la propria vicinanza a Piarullo, laddove venisse accertato che quanto accaduto non sia casuale. "Augurandoci che le forze dell’ordine pongano la massima attenzione nelle indagini sull’accaduto al fine di verificare se l’incendio dell’autovettura sia di natura dolosa o accidentale, riteniamo che tale eventuale atto di violenza rappresenti un preoccupante segnale delle condizioni del nostro contesto sociale".

Così i segretari provinciale aziendale Antonio Tuand e provinciale vicario Vincenzo Delli Carri: "È necessario, infatti – continuano -, stigmatizzare quanto accaduto a tutti i livelli istituzionali, in quanto tali azioni non sono più tollerabili. In attesa che si faccia piena luce su quanto accaduto, la Faisa Cisal manifesta la propria vicinanza e offre la piena disponibilità per qualsivoglia necessità".

Per capirne di più l’Attacco ha contattato alcune delle organizzazioni sindacali presenti in Ataf. Non riesce a spiegarsi la matrice del gesto Antonio Travisano, lavoratore Ataf e sindacalista della Cgil. “Sono rimasto spiazzato e perplesso quando ho appreso la notizia – commenta a l’Attacco – perché attualmente il clima in azienda è piuttosto sereno. L’unica trattativa in atto con la dirigenza, con cui c’è pieno dialogo e sintonia, riguarda la ridefinizione degli accordi sulle indennità di secondo livello, per le quali i vertici aziendali stanno mostrando grande disponibilità ad ascoltare le controproposte di cui si faranno portatori i sindacati. Per addivenire, infine, ad un accordo di sintesi che possa essere soddisfacente per tutti. In Ataf – continua Travisano- non c’è più il clima teso di qualche anno fa, quando occorsero attriti tra i lavoratori e la dirigenza nell’alveo di una precedente contrattazione sugli accordi aziendali”.

C’è però chi, tra i dipendenti della municipalizzata ascoltati da l’Attacco, segnala l’istituzione di una procedura di selezione pubblica (pubblicata anche sul sito web di Ataf) per la formazione di una graduatoria per l’assunzione di conducenti di autobus con profilo professionale “operatore d’esercizio”, parametro retributivo 140 del Ccnl per autoferrotranvieri-internavigatori, con contratto di lavoro a tempo indeterminato. La scadenza di presentazione della domanda per partecipare alla selezione è fissata al 14 aprile.

“L’atto intimidatorio potrebbe essere legato al concorso che Ataf terrà per assumere nuovi conducenti d’autobus – ipotizza un lavoratore della municipalizzata, precisando però di non avere alcun elemento plausibile per validare questa teoria -. Qualcuno – continua tuttavia ad analizzare - potrebbe aver chiesto alla dirigente favoritismi per superare quella selezione. A quel punto Piarullo, che è persona integerrima, avrà sicuramente opposto un ‘no’ secco. Dopo il quale potrebbe essere scattata la vendetta”, continua ad ipotizzare la fonte de l’Attacco. Che, poi, rivela anche quanto segue: “Nei corridoi dell’azienda, da settimane si vociferano nomi di chi si dice certo di poter essere assunto nell’alveo di quell’avviso pubblico: si tratta dei nomi di mogli o figli di alcuni autisti Ataf o di ex dipendenti in pensione”.
Derubrica, invece, l’ipotesi acquisita da l’Attacco a “leggende metropolitane, chiacchiericci per me privi di fondamento”, proprio la diretta interessata dall’atto intimidatorio, che ieri mattina era regolarmente al lavoro perché “non ho paura, non mi faccio intimidire”, ha affermato Stefania Piarullo a l’Attacco.
“A proposito di quella selezione, non ho mai ricevuto richieste di alcun genere anche perché – precisa il capo del personale di Ataf - non è nel mio stile lasciare la possibilità a chicchessia di chiedermi favori nell’ambito della mia attività professionale. Il clima in azienda è sereno – conferma, proprio come Travisano, anche Piarullo – motivo per il quale non ho la più pallida idea di cosa possa esserci a monte dell’atto incendiario. Mi affido agli inquirenti, saranno loro a svolgere le dovute indagini”.
Ma c’è una lettera anonima (firmata “Alcuni lavoratori Ataf”), giunta in redazione non più di due settimane fa, che esprimerebbe, invece, tensioni e malcontenti nei confronti non solo di Piarullo ma anche di Leonardo Ciuffreda (direttore d’esercizio dell’azienda).

“Ormai in azienda – recita un passaggio della missiva - il sindacato è sotto lo schiaffo dei due padroni, Piarullo e Ciuffreda, che minacciano continuamente i lavoratori rifacendosi al codice etico aziendale. E ci scusiamo se non ci firmiamo perché non vogliamo fare la fine di un collega che solo perché ha denunciato a una testata giornalistica un atto illegale che l’azienda ha prodotto (cambio azienda fra un lavoratore Ataf e uno proveniente da una azienda privata non previsto dalle leggi vigenti) ora rischia il licenziamento”. Informata da l’Attacco di questa lettera, Piarullo ha la risposta pronta anche su tale versante: “Innanzitutto, nei confronti del lavoratore cui fa riferimento quella segnalazione non è stato emesso alcun provvedimento espulsivo, il dipendente è tuttora in regolare servizio. A giudicare dai fatti, l’atto intimidatorio l’ho subìto io questa notte. Pertanto, il contenuto di quella missiva stride con la realtà”. Per il sindacato, altrettanto chiamato in causa dalla “denuncia” anonima, risponde Travisano, ma solo a titolo della Cgil: “La mia organizzazione non è sotto lo schiaffo di nessuno: stiamo operando nell’interesse dei lavoratori. Certo, c’è sempre qualcuno che resta scontento nei percorsi di concertazione sindacale, ma non credo a tal punto da arrivare a compiere un gesto così grave come quello verificatosi la scorsa notte ”.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet