“Al momento non ci sono collegamenti con la criminalità organizzata, le indagini e gli accertamenti chiariranno anche questo aspetto”. Così a l’Attacco una fonte della Questura di Foggia in merito alla sparatoria avvenuta domenica pomeriggio in via Fuiani. Il gravissimo fatto di cronaca si è consumato alla luce del sole e di fronte ad alcuni testimoni impauriti. In zona ci sarebbero diverse telecamere ed è in atto tutta la fase delle attività di indagine con l’ascolto anche delle persone presenti. “Insomma – fanno sapere dalla Questura – stiamo operando come in tutti gli altri casi simili accaduti a Foggia”. Gli ultimi dettagli che sono stati resi noti è che l’uomo – un 23enne – è stato colpito da un proiettile alla spalla: era nella sua auto con la moglie e il figlio. Il 23enne, con piccoli precedenti e forse inserito nel tessuto della microcriminalità, non ha richiesto l’ambulanza ma si è recato al Pronto soccorso con la propria vettura e qui è stato medicato. Non era gravemente ferito e non è in pericolo di vita. Gli altri occupanti del mezzo sono rimasti illesi. Il giovane, ieri, è stato anche dimesso dall’ospedale e la sua prognosi è di pochi giorni di convalescenza.
Le forze dell’ordine – come riferito a l’Attacco – sono accorse sul posto della sparatoria perché avvisate dai cittadini dell’esplosione di colpi di arma da fuoco. Secondo quando raccolto dagli investigatori, i colpi – almeno tre – sarebbero stati esplosi da un’auto in corsa che poi si è subito dileguata dal luogo della sparatoria. Un bossolo è stato ritrovato all’interno di un cassonetto dell’immondizia.
Al momento nessuno dei candidati sindaci ha espresso un commento rispetto a un evento che ancora una volta ha destabilizzato la (poca) tranquillità presente in città. In realtà quasi nessuno della cosiddetta società civile si è espresso in merito. Eppure il tema della legalità, della lotta alla mafia è stato dibattuto più volte in questi giorni di campagna elettorale.
Nessuna comunicazione ufficiale, dicevamo, a parte un paio di post sui social di candidati al Consiglio comunale di Foggia. “Ancora un atto criminale a Foggia. Sparatoria su via Fuiani, proprio di fronte al mio comitato, di domenica pomeriggio. Non se ne può più. Non possiamo abituarci a questo. Basta”, ha scritto Giovanni Quarato, candidato nella lista del Movimento 5 Stelle.
“Avevo girato qualche giorno fa un ulteriore video per voi tra piazza Mercato e via Arpi, parlando delle soluzioni da mettere a punto per rilanciare la nostra città e discorrendo, tra l’altro, della storia criminale di alcuni suoi angoli. La sparatoria di via Fuiani ne conferma l’urgenza e soprattutto la necessità. Mentre altri troppi si imbrodano del termine legalità senza poi dire alcunché, c'è il nervoso - che poi sarei io, così qualcuno mi appella - che ne fa una ragion di vita e di campagna elettorale. Candidati e negazionisti, sveglia”, ha scritto invece Luigi Miccoli, candidato nella lista di Fratelli d’Italia.
Da mettere in evidenza almeno un paio di aspetti. Il primo è la ‘tranquillità’ della vittima dell’agguato che si è recato da solo in Pronto soccorso. Quasi come se fosse un intervento di routine. Il secondo è la ‘facilità’ degli attentatori che, noncurante dell’orario e della presenza di altre persone, hanno sparato a un altro uomo per poi scappare e far perdere le tracce. Sono aspetti che devono essere messi in risalto per non scadere nell’abitudine e nella normalità.
Una sparatoria che mette in risalto ancora una volta, poi, la facilità della circolazione di armi ‘clandestine’ e conferma come la provincia di Foggia, in generale, sia teatro di fatti di sangue. Nel recentissimo indice della criminalità de 'Il Sole 24 Ore la Capitanata è seconda per quanto riguarda gli omicidi volontari consumati: 2,7 ogni 100mila abitanti, con 4,2 è al 22esimo posto per omicidi colposi, 19esima per tentati omicidi.
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