I Carabinieri della Compagnia di Cerignola hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Foggia su richiesta di quella Procura della Repubblica, nei confronti di un 28enne cerignolano, accusato di rapina aggravata consumata nella mattina del 18 luglio 2025. Secondo la ricostruzione dei Carabinieri - nell’ambito di investigazioni coordinate dalla Procura della Repubblica di Foggia - l’indagato, dopo essere entrato in una farmacia di Cerignola armato di coltello e con volto travisato, avrebbe minacciato due dipendenti e asportato dalla cassa 1.500 euro circa in contanti, dileguandosi subito dopo a piedi.

C’è una vera emergenza sociale che, a detta di autorevoli fonti di Monte Sant’Angelo, sta affliggendo la città garganica. E’ data dagli ormai numerosi episodi di violenza che vedono protagonisti gruppi di giovani, persino minorenni. “A Monte ci sono gang giovanili che hanno fatto cose molto, molto gravi: sparatorie, aggressioni gratuite in strada, pestaggi. E’ una vera piaga, un fenomeno nuovo che andrebbe monitorato e contrastato”, dicono a l’Attacco alcuni beninformati. Un fenomeno che trova un preciso richiamo nella ordinanza, lunga quasi 500 pagine, dell’ultima operazione della DDA di Bari contro la mafia garganica, che lunedì scorso ha portato a misure contro nove persone. Gli inquirenti hanno lavorato per riscontrare le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, per i quali Ivan Rosa – ucciso il 19 marzo 2014 da un commando di fuoco formato, stando ai pentiti Quitadamo, da Pietro La Torre, Andrea Quitadamo e Pasquale Ricucci – era vicino ai Libergolis, dunque al clan avverso a quello Romito-Ricucci-Lombardi-La Torre. Il clan dei Montanari è guidato da anni dal reggente Enzo Miucci. Dopo aver evidenziato che il figlio del fratello Antonio Rosa, oggi 23enne, è fidanzato con la nipote di Enzino Miucci (in quanto figlia della sorella di quest’ultimo), gli investigatori sottolineano l’importanza di alcune conversazioni captate in auto. I colloqui, risalenti al 2023, hanno per oggetto alcuni litigi, sfociati in vere e proprie aggressioni, che hanno visto protagonisti a vario titolo e in diverse occasioni il figlio di Ivan Rosa (oggi 20enne), il figlio piccolo di Enzo Miucci (classe 2011) ed altri ragazzi di Monte Sant’Angelo, molti dei quali minorenni, che organizzati in vere e proprie bande giovanili imperversano in paese. In particolare, laddove le liti hanno coinvolto Miucci jr, temendo reazioni da parte della sua potente e vendicativa famiglia, al fine di non alterare delicati equilibri e non inimicarsela, i vari soggetti coinvolti si sono sempre preoccupati di giustificare il proprio coinvolgimento per dimostrare la propria buona fede. A novembre 2023 i due fidanzati furono intercettati mentre parlavano dei continui alterchi, che in quel caso vedevano coinvolti in episodi diversi due fratelli, contrapposti ai cugini Rosa. Mentre circolavano per il centro abitato, il nipote di Ivan Rosa fece salire a bordo dell’auto monitorata il figlio di Miucci e il fratello della propria fidanzata, cugino di Miucci jr.

Sabato sera Giuseppe Lorusso, detto “Musslin” (Mussolini), passeggiava tranquillamente per Corso Manfredi nella sua Manfredonia come tanti altri. Non immaginava che dopo pochi giorni, il lunedì seguente, sarebbe stato arrestato nell’ambito dell’operazione coordinata dalla DDA di Bari contro la mafia garganica, che grazie alle rivelazioni dei collaboratori di giustizia (zero fino alla strage del 9 agosto 2017, oggi 25 oltre a 4 testimoni di giustizia) e agli elementi probatori di riscontro individuati dagli inquirenti ha fatto luce sugli omicidi, rimasti a lungo irrisolti, di Francesco Libergolis, Francesco Armiento e Ivan Rosa. Tre delitti avvenuti tra il 2011 e il 2016 caratterizzati da una estrema ferocia ed efferatezza, tratto distintivo dei clan del Gargano. L’indagine – le cui misure hanno colpito anche tre collaboratori di giustizia mattinatesi (i fratelli Antonio e Andrea Quitadamo, alias “Baffino”, e Francesco Notarangelo, detto “Natale”), il mattinatese Francesco Scirpoli, Michele Silvestri, Matteo Lombardi, Pietro La Torre e un altro fratello Quitadamo, Renato – permette oggi anche di capire meglio alcune delle vicende che portarono nel 2015 al primo caso di consiglio comunale sciolto per mafia in Capitanata, quello di Monte Sant’Angelo. La commissione di accesso fu inviata da Prefettura e Viminale nel settembre 2014, l’anno in cui avvenne a marzo avvennero due episodi che nessuno ha scordato nella città dell’Arcangelo: il 1° marzo furono esplose trenta cartucce con fucile automatico AK47 Kalashnikov contro la saracinesca del garage del dirigente dell’Ufficio tecnico comunale Giampiero Bisceglia; il 19 marzo fu ucciso in un agguato il 37enne Ivan Rosa, mentre si recava nella sua masseria, in località Bosco Quarto.



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