Pizzo pagato per anni: le ammissioni degli imprenditori foggiani solo una volta scoperti dagli inquirenti
Degli undici imprenditori foggiani che sono risultati vittime di estorsioni o tentativi di estorsioni, nell’ambito dell’ultima operazione antimafia della DDA, solo due avevano denunciato subito le richieste illecite ricevute da parte di uomini delle batterie della Società foggiana. Una diffusa omertà, come evidenziato dagli inquirenti e dalla gip Paola Angela De Santis, che fa sorgere diversi interrogativi. Perché ancora oggi la maggior parte degli imprenditori taglieggiati decide di non denunciare? Non si sentono adeguatamente protetti dallo Stato, temono ritorsioni o interdittive antimafia, oppure considerano il pizzo alla stregua di un canone periodico da versare per ricevere copertura dalla mafia? E come mai hanno continuato a pagare imprenditori i cui nomi già comparivano nella lista delle estorsioni sequestrata dagli inquirenti nel lontano 2018, nomi come quelli di Russo, Boscaino e Sannella? Nel documento, utilizzato anche nel procedimento penale Decima Bis, sono riportati i nomi di una serie di imprenditori, con l’indicazione, accanto al nome di ciascuno, dell’importo di denaro, mensile o trimestrale a seconda dei casi, che gli stessi versavano a titolo di tangente nelle casse dell’organizzazione mafiosa. Ma c’è anche un secondo ordine di domande. Perché le denunce latitano nonostante un decennio di intensa azione di contrasto da parte dello Stato in Capitanata, dunque nell'azione repressiva messa in campo specie dopo il quadruplice omicidio del 9 agosto 2017? Tra il 2015 e oggi si sono avuti innumerevoli casi di prevenzione amministrativa antimafia (sei consigli comunali sciolti, centinaia di interdittive per le imprese), casi di prevenzione giudiziaria, diversi blitz della DDA e processi. E cosa non ha funzionato nell'antimafia sociale e nell'azione educativa? Fino a che punto si trattato di sterile e inefficace retorica e quanto, invece, hanno influito nel cambiare le coscienze e responsabilizzare imprenditori e commercianti? Cosa, infine, è mancato da parte delle organizzazioni di categoria? Sono le domande che l’Attacco ha posto nella pagina accanto – ai vertici delle organizzazioni di categoria e che avrebbe voluto porre anche a chi oggi presiede la casa delle imprese, ovvero Camera di commercio, ma non ha ricevuto risposta.
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