Quarant’anni di attività, oltre 210 dipendenti e un percorso industriale che dalla Capitanata si è esteso a importanti filiere nazionali e internazionali. Manta Group ha celebrato ieri mattina, nella sede della Zona Asi di Incoronata, a Foggia, il proprio quarantesimo anniversario con l’evento “Insieme è un’altra storia”, riunendo rappresentanti delle istituzioni, del mondo imprenditoriale, della finanza e della ricerca per discutere delle trasformazioni dell’industria e del valore della collaborazione tra imprese. Fondata nel 1986 da Domenico Frisoli e tuttora a conduzione familiare, l’azienda si articola oggi in tre società, Manta Group, TMC e Avioman, attive nei settori dell’aerospazio, della difesa e dei veicoli industriali. Le competenze spaziano dai materiali compositi avanzati agli assemblaggi strutturali, dalle lavorazioni meccaniche di precisione ai trattamenti superficiali e alle verniciature. Nel corso degli anni, il gruppo ha ampliato la propria attività dalle singole lavorazioni alla fornitura di assiemi complessi, coordinando diverse fasi del processo produttivo. Tra i clienti diretti figurano Leonardo, Iveco Group e Rheinmetall, mentre le forniture trovano impiego anche in programmi di Boeing, Mitsubishi e CNH. "Quarant’anni non rappresentano un punto di arrivo, ma una tappa di un percorso che guarda avanti", ha dichiarato Michele Frisoli, amministratore delegato di Manta Group, sottolineando l’importanza del confronto tra imprese e istituzioni per affrontare le trasformazioni del settore e contribuire alla crescita della filiera e del territorio. Ad aprire l’incontro è stato Domenico Frisoli, presidente e fondatore del gruppo, seguito dai saluti istituzionali del colonnello Roberto Losengo, comandante del 32° Stormo dell’Aeronautica Militare di Amendola, e di Raffaele Piemontese, assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità. La giornata è stata moderata da Sarah Varetto, EVP Communications, Inclusion and Bigger Picture di Sky Italia. Tra gli interventi quello di Francesco Macrì, presidente di Leonardo. Le tavole rotonde hanno visto la partecipazione, tra gli altri, di rappresentanti di Fincantieri Infrastructure, Cassa Depositi e Prestiti, Rheinmetall Italia, Luiss e Intesa Sanpaolo. A chiudere il confronto è stato Ferdinando "Fefè" De Giorgi, commissario tecnico della Nazionale italiana maschile di pallavolo, con una riflessione sul gioco di squadra, la leadership e la capacità di affrontare insieme le sfide. Nel suo intervento Michele Frisoli, amministratore delegato di Manta Group, ha illustrato le strategie che hanno guidato la crescita del gruppo e le sfide che attendono l’azienda nei prossimi anni. "Oggi siamo una realtà industriale di tre imprese. Manta Group è specializzata nella produzione di manufatti in composito e nell’assemblaggio di parti strutturali e critiche. Avioman opera nella meccanica complessa e di precisione, mentre TMC è specializzata nelle verniciature automatizzate. Una rete di imprese che cerca di offrire ai propri clienti servizi integrati e complementari. Oggi siamo un gruppo che guarda a un fatturato aggregato di poco meno di 40 milioni di euro e abbiamo investito negli anni più del 20% dei nostri ricavi in asset tecnologici, ricerca, innovazione e formazione. Siamo circa 230 persone e stiamo cercando di risalire la china della parità di genere grazie a tutte le nostre meravigliose donne, che ogni giorno contribuiscono ad arricchire il percorso aziendale".
Frisoli ha quindi ripercorso le difficoltà affrontate dall’azienda. "Per arrivare qua, il percorso è stato lungo quarant’anni. Abbiamo attraversato crisi cicliche che, in particolare nell’ultimo sessennio, si sono accentuate. Prima il Covid, poi i conflitti che conosciamo tutti. Ma questo periodo ci ha anche dato consapevolezza di quello che potevamo fare, perché ci ha costretto a reinventarci. Durante il Covid siamo stati la prima azienda pugliese a essere qualificata dall’Istituto superiore di sanità per produrre le mascherine. Da lì è partito un percorso di consapevolezza". La risposta alle crisi passa da alcuni principi strategici. "È chiaro che, in un contesto come quello degli ultimi anni, con un mercato particolarmente stimolato e un disordine multipolare, come lo ha definito il presidente Macrì, il rischio è quello di congelarsi, decidendo di non fare niente per paura che gli eventi avversi provochino interruzioni. Noi abbiamo scelto di definire dei pilastri dai quali non ci si può muovere, mantenendo flessibilità e capacità di adattamento al mercato".
Il primo pilastro riguarda la gestione dei dati e l’affidabilità produttiva. "Devi diventare bravo a gestire il dato in modo organizzato. Questo esercizio è diventato realtà e consapevolezza quando abbiamo vinto la gara che ha portato alla costruzione di questo stabilimento. L’impianto che vedete qui accanto nasce dall’esigenza di Iveco di verniciare dei motori. Era una gara che ci chiedeva di essere i più affidabili, garantire zero fermi e competitività nel tempo".
Poi c’è l’innovazione aperta alla ricerca. "Il secondo pilastro è l’open innovation. Avevamo ricevuto stimoli costanti da un altro cliente, Leonardo, con cui abbiamo capito che bisogna alzare la testa per guardare al futuro. Altrimenti continui a scavare. Quei programmi ci hanno portato ad allargare la collaborazione alle università. Da tre anni abbiamo un dottorato di ricerca in azienda e dall’anno prossimo ne finanzieremo un altro con l’Università di Foggia e il Politecnico di Bari. Quest’anno abbiamo aperto all’Università di Tolosa. Un impianto che poi abbiamo provato a trasferire sul nostro core business".
Infine, ma non per importanza, ci sono persone e cultura aziendale. "Cultura e competenza significano avere ben chiaro il nostro obiettivo e sapere qual è il nostro valore. Perché, come dico sempre, bisogna fare bene quando non ti vede nessuno. Se fai bene quando non ti vede nessuno, costruisci cultura d’impresa. L’interazione di questi pilastri, negli ultimi quattro anni, ci ha portato all’aumento dell’unico parametro a cui guardiamo, le ore a prodotto. Le abbiamo aumentate del 36% all’anno, con nuovi impianti e un incremento della capacità core. È stato un risultato straordinario e approfitto per ringraziare tutti i ragazzi, che ci hanno messo l’anima. Aumentare le ore a prodotto significa farlo mantenendo un livello qualitativo consono all’industria che rappresentiamo".
I risultati raggiunti sono una tappa, non un punto d’arrivo. La prossima sfida passa anche dall’intelligenza artificiale. "Oggi siamo qua, ma il punto è dove vogliamo arrivare. Abbiamo fatto bene, ma evidentemente questa è una tappa. Per passare da una tappa all’altra dobbiamo evolvere ciò che abbiamo fatto e i pilastri strategici su cui abbiamo costruito la nostra crescita. Il monitoraggio è necessario, ma non è più sufficiente, perché oggi la tecnologia ci consente di costruire un modello di decision making di sistema. Con l’intelligenza artificiale posso avere una decisione già presa, non soltanto una lettura del dato. Il tema è costruire un sistema in cui quella decisione mi dia una direzione che posso seguire in tempi molto più rapidi di prima".
Anche l’innovazione deve cambiare passo, puntando sulla capacità di interpretare e verificare i risultati. "L’open innovation è una condizione necessaria, ma dobbiamo diventare centri di eccellenza dell’innovazione. Il professor Prencipe mi ha fatto notare che sono cresciuto con un modello che mi ha insegnato ad arrivare al risultato attraverso il processo, mentre oggi il risultato è già disponibile. Il professore diceva che ‘noi, ai ragazzi, e voi, ai lavoratori, dobbiamo insegnare a fare domande per validare il risultato senza essere passati attraverso il processo’. È una sfida non indifferente, ma fondamentale se vogliamo ambire al prossimo livello di innovazione".
La prospettiva finale è costruire un vantaggio competitivo attraverso una collaborazione più stretta con i clienti. "Con questo nuovo sistema, la sfida è costruire vantaggio competitivo. Le interazioni continuano ad avere il cliente al centro, ma non possono più essere rapporti unidirezionali o bidirezionali. Dobbiamo costruire rapporti come una tela che si intesse, perché bisogna lavorare di concerto per consentire al cliente di arrivare all’ultimate excess. E questo possiamo farlo solo insieme, perché insieme costruiamo un’altra storia".
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).