Il nuovo “disordine geopolitico” impone all’Italia e all’Europa di accelerare gli investimenti in innovazione e tecnologia. È l’analisi di Francesco Macrì, presidente di Leonardo, che, in occasione dell’evento organizzato a Foggia per i quarant’anni di Manta Group, ha richiamato i rischi legati alle dipendenze strategiche e alla competizione globale. "Tutti hanno avuto modo di comprendere quanto si è evoluto il quadro geopolitico negli ultimi anni. Abbiamo assistito ai blocchi contrapposti tra Est e Ovest, poi all’affermazione della globalizzazione e alla fase monopolare, durante la quale abbiamo goduto di un periodo di pace molto rilevante, che ha favorito la crescita economica globale e una fortissima interconnessione industriale e commerciale. Poi qualcosa ha cominciato a rompersi, siamo arrivati a questo disordine multipolare e oggi siamo in una fase veramente complessa. Ci sono 65 conflitti in tutto il mondo, più che raddoppiati rispetto agli anni Cinquanta. Le democrazie sono cresciute anche numericamente, superando quota 100 a livello globale, ma il quadro è estremamente deteriorato". A preoccupare è anche il controllo delle nuove tecnologie. "Stiamo assistendo a una forte competizione tecnologica, spesso nelle disponibilità di Paesi che non hanno particolare confidenza con la democrazia. Esistono potenze tecnologiche che non sono democrazie e tecnologie nelle disponibilità di singoli soggetti, in qualche modo autonomi, alcuni dei quali battono moneta attraverso le criptovalute e si dotano di consigli di sorveglianza, amministrando anche aspetti giuridici. Dobbiamo fare i conti con tutto questo. Una piccola realtà come l’Italia, nel contesto europeo, deve assolutamente svegliarsi".
La competizione, secondo Macrì, può però rappresentare un’opportunità, a condizione di investire con decisione. "Da una parte la competizione globale è positiva. Non riguarda più soltanto il costo del lavoro o l’efficienza, ma anche la tecnologia. L’Italia potrebbe tornare a fare la differenza, a patto che, insieme all’Europa, si svegli e cominci a investire. Credo che sia in gioco qualcosa di ancora più importante, cioè la nostra continuità democratica".
Il quadro internazionale, per il manger, rende urgente ridurre le dipendenze energetiche e strategiche. "Oggi ci stiamo abituando a una sorta di guerra latente, non siamo in un periodo di pace. Ci sono 65 conflitti e uno in particolare, quello in Ucraina, contribuisce alla nostra instabilità. Poi c’è il Medio Oriente, che evidenzia le nostre forti dipendenze energetiche. Dobbiamo quindi correre, come sistema Paese, per ridurre queste dipendenze investendo in innovazione e tecnologia".
In questo percorso, ha sottolineato il presidente di Leonardo, è indispensabile una strategia condivisa. "Una realtà come Leonardo rappresenta un presidio fondamentale, ma nemmeno Leonardo può farcela da sola. Dobbiamo agire in un contesto europeo e affermare un’autonomia tecnologica che è anche autonomia strategica e che può trasformarsi in autonomia economica. Dopo il Covid ci siamo resi conto delle dipendenze, anche banali, di cui soffriva il nostro Paese. Ora è il momento di guidare una nuova fase tecnologicamente rilevante, capace di contribuire a una nuova economia dell’innovazione. Non si tratta di andare verso un’economia di guerra, ma di prendere atto della situazione e investire in innovazione e tecnologia".
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).