“Anche se sei solo, non sei mai solo”: la lezione sulle relazioni umane che viene da Casalnuovo Monterotaro

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I Monti Dauni non possono essere raccontati soltanto attraverso ciò che perdono. Spopolamento, giovani che partono e servizi che arretrano sono problemi reali. Descrivere questi borghi solo come luoghi in declino significa, però, considerarne già scritto il destino. Il futuro, invece, si gioca nel riconoscere le difficoltà e le energie che ancora li attraversano. Un territorio segnato dall’isolamento, da un’economia fragile e dalla diminuzione dei servizi essenziali. Servono trasporti, scuole, sanità accessibile e lavoro: senza queste condizioni, la rinascita resta uno slogan. Sviluppo significa rendere possibile una vita quotidiana stabile, per chi abita già qui e per chi potrebbe arrivare. C’è poi una dimensione meno misurabile, che risulta decisiva: il modo in cui una comunità incontra chi arriva. La parola “accoglienza” è spesso confinata ai dibattiti sull’immigrazione o ridotta a procedure e strutture. Nei piccoli centri può essere un fatto ordinario: un saluto, una conversazione, la possibilità di non sentirsi estranei. La mera presenza diventa partecipazione. La cordialità non ferma da sola l’emigrazione. I rapporti umani non si sostituiscono alle istituzioni ma, nonostante ciò, sarebbe altrettanto miope considerarli marginali. Dove una persona può sentirsi riconosciuta, condividere abitudini e costruire fiducia, cresce la possibilità che un territorio smetta di essere una tappa provvisoria e diventi una scelta. Casalnuovo Monterotaro offre un dato da non trascurare. Tra il 2021 e la fine del 2025, il paese ha guadagnato quindici residenti, nonostante 27 nati a fronte di 105 decessi. Il Sindaco ha collegato la controtendenza anche alle politiche di accoglienza e integrazione, ricordando che alcune persone - al termine dei percorsi dedicati - scelgono di restare e lavorare nel territorio o nelle vicinanze. Non è la soluzione a una crisi strutturale, ma pur sempre un segnale che merita attenzione. Un paese resta vivo quando offre condizioni materiali per abitare e ragioni umane per farlo. Una vicenda nata in uno di questi paesi mostra cosa può accadere quando una vita incrocia quella di un’intera comunità. Una casa si compra per avere un tetto e uno spazio da abitare. Può diventare anche una porta d’ingresso in una comunità, come è successo a Marianna e alla sua famiglia, che hanno acquistato a Casalnuovo Monterotaro l’abitazione appartenuta a Maria Leonarda, una donna centenaria. La compravendita non è rimasta una questione privata: ha avviato una relazione più ampia con il paese e con le persone che lo abitano. Marianna ha dedicato a Casalnuovo un capitolo della propria tesi, presentata nell’ambito del corso di laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale. Il lavoro affronta la socializzazione: il processo con cui le persone costruiscono relazioni, fiducia e senso di appartenenza. In quest’ottica, il paese viene osservato attraverso gesti, abitudini e incontri quotidiani.

Nei ringraziamenti della sua tesi, Marianna scrive: “Grazie a Paolo, che con un annuncio su Facebook, ha reso possibile tutto questo”. Il riferimento è a Paolo Zeoli, impegnato nella promozione del paese e - in questa circostanza - tramite tra una casa disponibile e una famiglia pronta ad acquistarla. Dietro quell’annuncio, infatti, non c’era soltanto una proprietà da vendere, ma la possibilità di mettere in contatto persone che ancora non si conoscevano.

Marianna ricorda Maria Leonarda, precedente proprietaria dell’abitazione, e sua figlia Filomena, “che hanno deciso di vendere proprio a noi”. Poi il ringraziamento si allarga agli abitanti di Casalnuovo, che hanno accolto lei e la famiglia facendoli sentire a casa in poco tempo e trattandoli quasi subito come parte del paese. 

Nel suo racconto, colpisce la rapidità con cui la distanza tra chi è del posto e chi è appena arrivato si è trasformata in familiarità. L’accoglienza è entrata nella vita quotidiana ed è diventata materia di riflessione universitaria.

La tesi si sofferma sui luoghi in cui le relazioni prendono forma e, tra questi, c’è il bar, che nei piccoli centri svolge spesso una funzione più ampia di quella commerciale. Qui s’incontrano generazioni diverse: anziani che conversano, adulti che si fermano per un caffè, ragazzi che giocano a carte, bambini accolti con familiarità. 

La socialità nasce dalla ripetizione degli incontri e dalla possibilità di riconoscersi, oltre che dal fatto che ciascuno possa trovare un posto - anche solo per qualche minuto - dentro la vita del paese. Una frase di uno dei proprietari dei bar del paese sintetizza questo spirito: “Anche se sei solo, non sei mai solo”. È l’idea che la presenza degli altri possa diventare una rete. Un saluto ripetuto ogni mattina, una conversazione nata per caso: dettagli modesti, ma capaci di trasformare un luogo da semplice scenario a parte della propria vita.

“Casalnuovo sembra essere esattamente questo luogo: non un paradiso idilliaco – afferma Marianna -, ma uno spazio comunitario reale in cui questo bisogno trova ancora una risposta concreta e quotidiana”. Nessuna idealizzazione, quindi, visto che il valore di un borgo sta nella presenza di relazioni che possono essere alimentate senza nascondere le imperfezioni della vita comune. La comunità è una pratica da rinnovare ogni giorno.

Anche i ringraziamenti diventano una mappa affettiva. Marianna ricorda gli amici del gruppo “Po vdim”, le persone conosciute in paese, gli amici del bar e gli “sguardi gentili incontrati passeggiando per il corso”. Conta l’accumularsi delle esperienze, la sensazione di essere riconosciuti e il (ri)trovare ogni giorno qualche ragione per sentirsi apprezzati. “Un grazie alla grande comunità di Casalnuovo Monterotaro, senza cui tutto questo, non sarebbe stato possibile”, è il pensiero con cui Marianna chiude idealmente un percorso che era iniziato con l’annuncio online e ha raggiunto una rete di persone che ha dato all’acquisto un significato ulteriore. 

Una comunità può diventare una ragione per restare, tornare o ricominciare. E può persino diventare l’oggetto di una tesi, perché le relazioni che la compongono hanno qualcosa da insegnare anche fuori dai confini del paese.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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