La grande moda internazionale arriva in Puglia con la nuova edizione della Mediterranean Fashion Week 2026 ideata da Marianna Miceli, con lo scopo di promuovere il territorio attraverso il fashion, in programma dal 1° al 5 settembre 2026 nelle città di Lecce, Taranto, Mesagne, Bari e Vieste. L’evento è realizzato con il Patrocinio di Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Provincia e Comune di Lecce, Comune di Bari, Comune di Taranto, Comune di Mesagne, Comune di Vieste, Consigliera Nazionale di Parità, Università degli studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, Confindustria Puglia, Confcommercio Provincia di Bari e BAT, Confcommercio di Brindisi e Camera di Commercio di Bari.
La Puglia si appresta a vivere una pagina straordinaria di cultura e promozione territoriale, attraverso una sinergia che unisce l'intera regione sotto il brand #WeAreInPuglia. L’evento accoglierà più di 200 ospiti internazionali, in rappresentanza di circa 20 Stati, compresa l’Italia, e oltre 50 brand esteri, provenienti da Slovenia, Argentina, Portogallo, Marocco, Malta, Russia, Bosnia Erzegovina, Cina, Croazia, Bulgaria, Albania, India, Kazakistan, Georgia, Turkmenistan, Uzbekistan, Kirghistan, che sfileranno nei luoghi più caratteristici e suggestivi della regione.

Dieci edizioni sono abbastanza per poter parlare di una tradizione, ma anche per cominciare a chiedersi che cosa si possa diventare. Oleocentrica - La Settimana dell’Olio ha chiuso giovedì sera a Marina Piccola il suo decimo appuntamento e, mentre sul palco si discuteva di mercati internazionali e delle possibilità dell’extravergine garganico oltre i confini italiani, già si ragionava sul futuro della manifestazione. Non sulla sua sopravvivenza, che appare fuori discussione, ma sulla forma da darle dopo aver raggiunto una periodicità che consente a questo punto di pensare più in grande. L’assessore Del Zompo ha sgombrato il campo da dubbi - laddove ve ne fossero -, confermando alla direttrice organizzativa Sabrina Pupillo che la Settimana dell’Olio tornerà anche il prossimo anno. Un impegno accompagnato, nell’intervista rilasciata a l’Attacco, dalla consapevolezza che il format abbia bisogno di evolvere. “Si è conclusa questa decima edizione di Oleocentrica, una decima tappa di un viaggio bellissimo che ci ha portato alla scoperta dell’olio extravergine d’oliva di alta qualità”, ha detto, tracciando un bilancio “certamente positivo”. Un riscontro arrivato anzitutto dal pubblico: “I partecipanti hanno gradito molto tutte le attività, tanto che diverse sono andate sold out già al loro annuncio. Questo ci lascia ben sperare per il futuro”, rispetto al quale l’assessore alza l’asticella: “Deve guardare più in alto. Abbiamo la necessità di apportare alcuni accorgimenti e correttivi e di ampliare questo progetto in prospettiva. Avremo sicuramente novità importanti da qui alla prossima edizione”. Dieci anni hanno consentito alla Settimana dell’Olio di costruirsi un’identità riconoscibile, però, proprio la maturità raggiunta rende possibile interrogarsi anche su ciò che può essere implementato o aggiunto. Una prima riflessione riguarda il calendario, dato che, confrontandosi con alcuni produttori ha preso corpo l’ipotesi di spostare la manifestazione più avanti, verso settembre. La collocazione nell’ultima parte di agosto presenta infatti qualche difficoltà per loro: Vieste è ancora popolata da un numero enorme di visitatori, ma gli operatori e gli stessi produttori sono nel pieno delle rispettive attività e non sempre riescono a partecipare quanto vorrebbero. Inoltre il turismo agostano, più numeroso e veloce, non coincide necessariamente con quello maggiormente disposto a fermarsi per una degustazione, ascoltare il racconto di una cultivar o comprendere che cosa distingua un extravergine di qualità.  Settembre offrirebbe da questo punto di vista un pubblico diverso e ritmi meno frenetici, sebbene anche questa soluzione presenti qualche problematicità: è il mese della Vieste in Love, altro appuntamento ormai consolidato, e concentrare due manifestazioni importanti nello stesso periodo rischierebbe di creare una sovrapposizione anziché un allungamento dell’offerta. 
È dunque solo una possibilità e potrebbe essere uno dei temi da valutare nella costruzione dell’undicesima edizione.

Nella serata di giovedì 27 agosto, si è chiusa a Vieste la decima edizione di Oleocentrica -  La Settimana dell’Olio, con il talk dedicato a “L’olio extravergine di oliva e le olive da tavola: la sfida dei mercati internazionali”. Un approdo tutt’altro che casuale per una manifestazione che, dopo dieci edizioni, prova ad allargare lo sguardo: dall’ulivo alla bottiglia, dal paesaggio al mercato, fino a chiedersi quale spazio possa conquistare l’extravergine italiano fuori dai confini nazionali. Ne hanno discusso la senatrice Gisella Naturale, presidente dell’Intergruppo parlamentare per lo sviluppo e la valorizzazione del settore olivicolo-oleario; la consigliera regionale Graziamaria Starace; l’assessore all’Agricoltura e alle Politiche Forestali di Vieste, Alessandro Del Zompo; Federico Sisti, segretario generale della Camera di Commercio dell’Umbria; Mariella Cerullo, responsabile marketing e pubbliche relazioni di Oleificio Zucchi e vicepresidente di Federolio; Nicola Ruggiero, presidente di Oliveti d’Italia; Antonio Mitrione, produttore garganico; Martina Bacceli, vicecapo panel del concorso nazionale Ercole Olivario - Olive da tavola e la direttrice organizzativa Sabrina Pupillo. Tutti i loro interventi sono finiti per convergere su un aspetto: la qualità, da sola, potrebbe non bastare se l’olio del Gargano vuole raggiungere consumatori lontani e trasformare una produzione fortemente legata al territorio in valore economico, per cui è necessario superare quella frammentazione tra produttori, territori e regioni che - a detta dei produttori stessi - continua a rappresentare uno dei grandi limiti del comparto. Il problema parte da una contraddizione: un prodotto identitario, radicato nella storia e nel paesaggio italiano, è minacciato dalle logiche di un mercato che tende invece a uniformare. “L’olivicoltura è in ginocchio!”, avverte Naturale nelle sue dichiarazioni a l’Attacco, “L’olio d’oliva non può diventare una commodity. Il rischio è questo e la politica deve scongiurare ciò che la globalizzazione sta generando”. Una battaglia fondamentale, più di ogni altra ragione perché attorno agli ulivi sopravvivono territori e possibilità di futuro: “L’olivicoltura può essere la garanzia per tanti giovani che vivono questa terra e Vieste e il Gargano, oltre al mare, hanno un mondo olivicolo davvero da difendere e da far conoscere”.

La qualità da sola non basta più. Non per portare l’olio extravergine e le olive da tavola del Gargano oltre i confini nazionali, per cui è necessario costruire un’identità riconoscibile e imparare a parlare a consumatori con abitudini molto diverse dalle nostre. L’appuntamento conclusivo della decima edizione di Oleocentrica - La Settimana dell’Olio, che la sera di giovedì 27 agosto a Vieste ha tenuto il suo ultimo talk, si è approcciato con questo spirito alla tematica dei mercati internazionali.



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