Monte Sant’Angelo non cambia. Nella sfida più importante della tornata elettorale del 12 giugno in Capitanata, i cittadini della città Unesco hanno scelto di riconfermare il primo cittadino uscente Pierpaolo d’Arienzo (Pd), a capo della lista di centrosinistra Progetto Comune. Amplissima la distanza dallo sfidante Felice Scirpoli, ex coordinatore di Forza Italia che guidava la civica A Monte. A votare il 58,22% degli 11.406 aventi diritto, vale a dire 6.661 cittadini (626 in meno rispetto al 2017).
Nel 2007 l’affluenza fu del 70,9%, nel 2012 si arrivò al 65,78%, nel 2017 al 61,8%. Palazzo di città spiega che si tratta di un indice negativo che, oltre a decrescere più lentamente man mano che dal 2007 ci si avvicina ad oggi (2007/2012 - 5,12%, 2012/2017 - 3,98%, 2017/2022 - 3,58%), è comunque in linea con il trend degli altri Comuni dove si è votato. Sono stati 4.259 i voti per d’Arienzo (65,69%) rispetto ai 2.224 di Scirpoli (34,31%). Già da settimane gli analisti scommettevano su un 70-30 e non sono andati lontani dall’esito effettivo delle urne.
Trainata dal supporto del vicepresidente della Regione Raffaele Piemontese, la rielezione di d’Arienzo non è mai stata in bilico. Per lui si sono spesi anche il governatore Michele Emiliano e diversi sindaci di Capitanata della stessa area politica (Bonito di Cerignola, Merla di San Marco in Lamis, Crisetti di San Giovanni Rotondo, Sementino di Vico del Gargano, Nobiletti di Vieste).
“Hanno vinto 5 anni di buon governo, ha vinto una squadra concreta e competente”, il primo commento di d’Arienzo, che punta per il secondo mandato a obiettivi di peso come Monte Sant’Angelo capitale italiana della cultura nel 2025 e il Giubileo. “Sono orgoglioso e felice di questo risultato che premia il lavoro svolto in questi 5 anni e la concretezza di un progetto che ha convinto, ancora una volta, i miei concittadini. Monte Sant’Angelo vuole continuare lungo questo percorso virtuoso e lo ha espresso chiaramente. La sfida che ci attende è importante e la città ha deciso a chi affidare questo ruolo. Grazie ancora una volta per la fiducia che avete riposto in me, in noi. Lavoreremo duramente per questo ennesimo enorme atto di fiducia, per aver messo ancora una volta la città nelle nostre mani. Sapremo prendercene cura. Grazie alla mia squadra, Progetto Comune con d'Arienzo Sindaco, che si è spesa con grande impegno per questa campagna elettorale, grazie a tutti i nostri sostenitori per la forza e il grande incoraggiamento che non ci hanno fatto mai mancare, con garbo, eleganza, lealtà. Grazie anche ai candidati dell’altra lista per essersi messi in gioco. E grazie a tutti i miei concittadini che oggi mi hanno voluto ancora una volta come loro sindaco. Monte continua a guardare avanti, con noi”.
Alle ore 15.30, ad un’ora e mezza dall’inizio dello scrutinio, Felice Scirpoli ha ammesso la sconfitta: “I cittadini di Monte, in quella che è stata una grande giornata di democrazia, hanno scelto il loro nuovo sindaco, che ho già chiamato per rivolgergli i miei più autentici auguri. Un grazie sincero a tutti coloro che hanno creduto in me e mi hanno sostenuto, vedendo nella mia persona la possibilità di portare a Monte Sant’Angelo il cambiamento. I miei compagni di viaggio, i candidati della lista A Monte, sono stati coloro con cui ho condiviso la positiva ma ardua avventura della campagna elettorale. Ci siamo impegnati, ma questo è solo l'inizio. Possiamo e dobbiamo ancora fare tanto per la nostra città e la sua comunità, di cui noi tutti facciamo parte”.
Ma oltre al bis di d’Arienzo c’era anche un’altra previsione che è stata fatta nei mesi scorsi: la presenza per i prossimi cinque anni Palazzo di città, di nuovo, di una opposizione tenace e vera, che controllerà e darà filo da torcere alla maggioranza. Dopo il voto del 2017, infatti, le minoranze de La città nuova e Verso il futuro si erano dissolte, con eletti passati di fatto in maggioranza e altri assenti o silenziosi. Scirpoli e i suoi, dopo aver più volte sottolineato la necessità che maggioranza e minoranza svolgano ciascuna il proprio ruolo, garantiscono che manterranno fede alla promessa e onoreranno il compito affidato loro dai cittadini. Il confronto tra le due liste mostrava sin da subito una netta superiorità di quella di d’Arienzo, che schierava gli assessori ed altri uscenti oltre a innesti di grande peso elettorale come l’ex Sindaco Andrea Ciliberti.
La lista di A Monte, invece, non vedeva quasi nessuno che potesse contare su un consistente bacino elettorale. Inoltre nell’ultima settimana è venuto meno il supporto in loco dei vertici del M5S. Tra i candidati di Scirpoli c’era l’attivista pentastellato Pasquale Palumbo e il M5S intendeva sostenere la lista in due modi: erano previsti sia un incontro tra Scirpoli e l’ex premier Giuseppe Conte in occasione del tour elettorale di quest’ultimo in Puglia (in altre province), con un video da registrare assieme, sia la presenza a Monte Sant’Angelo dei parlamentari 5S. Ma negli ultimi giorni prima del voto il malessere per l’arrivo in città dei leghisti ha provocare un chiarissimo passo indietro del M5S.
Il cambio di posizione è apparso evidente dopo la visita a Monte dell’europarlamentare salviniano Massimo Casanova, che ha portato gli eletti pentastellati a rinunciare a condividere lo stesso palco con l’odiata Lega e a indicare la presenza (non concordata) di una candidata leghista in lista. Vari i motivi di imbarazzo: da un lato la guerra coi salviniani, da anni, sul presidente del Parco nazionale del Gargano Pasquale Pazienza (nominato in quota Lega); dall’altro la querela per diffamazione che Casanova presentò tempo fa contro l’assessora regionale al welfare Rosa Barone proprio per affermazioni su frequentazioni inopportune della Lega a Monte Sant’Angelo. Nessuno dei parlamentari M5S ha più voluto essere presente nella città garganica al fianco di Scirpoli e Palumbo, nonostante le sollecitazioni degli attivisti locali.
Undici gli eletti di maggioranza, con un exploit di donne. Il nuovo campione di consensi è una donna: si tratta di Rosa Palomba (772 voti), vicepreside e in questi 5 anni assessora alla cultura. Cinque anni fa il più votato era stato il funzionario Inps Antonio Fusilli, che ne incassò 884 nel 2017 e che oggi è uscito di scena. Secondo degli eletti con 763 preferenze è il giovane presidente del consiglio uscente, Giovanni Vergura; terza la presidente della Pro loco Lea Basta (611 voti). Quarto l’ex consigliere provinciale Pd Generoso Rignanese (558 voti), nel primo mandato assessore al bilancio, seguito dall’infermiera Antonella Iaculli (481 preferenze), alla sua prima candidatura così come Basta.
Torna in aula anche Libera Armillotta (480 preferenze), che è stata negli ultimi anni assessora al welfare. Rieletto il sindacalista Sisecam Vittorio De Padova (453 preferenze), già delegato per la frazione di Macchia.
Faranno i consiglieri di maggioranza le due new entry di peso della coalizione: l’ex Sindaco e medico in pensione Andrea Ciliberti (401 voti) e il dentista Michele Ciuffreda (395), detto Chichino, che era il capogruppo della civica di opposizione La Città nuova nello scorso quinquennio. Seguono Mariligia Ciuffreda (394), il piddino e dipendente del Parco del Gargano Antonio Masulli (312), l’ex assessore e fisiatra Giuseppe Totaro (306), Antonio Renzulli (254), Matteo Frattaruolo (232), Loredana Santoro (182) e infine Biagio De Nittis (144).
Per l’opposizione entrano in consiglio, oltre a Scirpoli, altri quattro, tre dei quali giovani: con 422 voti Mariangela Rignanese (impiegata presso il CAF CIA, figlia del dirigente comunale Mimmo, il quale da alcuni anni è in rotta con d’Arienzo e la maggioranza); con 369 la studentessa universitaria Laura Potenza; pure 369 preferenze per il sociologo Matteo Notarangelo (referente dell’associazione Genoveffa de Troia e da anni autore di numerosi interventi pubblicati sulle pagine de l’Attacco); 362 preferenze per Felice Totaro (presidente dell’associazione UGR 27, unità ausiliaria e volontaria di Protezione civile, e responsabile regionale del CAF CIA, il patronato dell’organizzazione agricola).
Ecco il quadro delle altre preferenze dei candidati di Scirpoli: 358 per di Iasio, 285 per Lionetti, 246 per Granatiero, 201 per Gentile, 154 per di Martino, 147 per Lauriola, 104 per Narcisi, 103 per Palumbo, 88 per Fidanza, 87 per Ciuffreda, 87 per Facciorusso e 83 per Savchuk.
Pierpaolo d’Arienzo e Progetto Comune in termini precentuali hanno fatto meglio di cinque anni fa quando, a giugno 2017, Monte Sant’Angelo tornò alle urne dopo i due anni di commissariamento per presunte infiltrazioni mafiose. Un verdetto che, oltre a rappresentare il primo caso in provincia di Foggia, di Comune sciolto per mafia, spaccò irrimediabilmente la città. Alle elezioni comunali si presentarono all’epoca tre liste e il piddino vinse col 61,64% e 4.383 voti, che permisero a CambiaMonte di ottenere 11 seggi. Secondo il medico Luigi Mazzamurro col 27,48%, a capo della civica La Città Nuova. I consensi furono 1.954, pari a 4 seggi. Terzo arrivò l’ex primo cittadino e dg ASL FG Donato Troiano con la civica Verso il futuro. Raggiunse il 10,87%, pari a 773 voti e a un seggio.
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