M5S, quando manca sintonia tra scelte dei vertici e base riottosa. Bevilacqua: “Furore decide e Conte ratifica”

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La scelta, per il M5S, delle alleanze e delle strategie in vista delle prossime competizioni elettorali riceve una spinta importante in favore del campo largo dalla vittoria della ex vicepresidente contiana Alessandra Todde alle regionali sarde. Un risultato festeggiato lunedì sera dai leader Pd e M5S, Elly Schlein e Giuseppe Conte, e che ora rende senza dubbio più probabile il via libera al fronte giallorosso anche in diversi comuni attesi dalle urne dell’8-9 giugno prossimi. Ma, al contempo, nella base degli attivisti restano le anime del tutto contrarie ad accordi coi dem e alla prosecuzione dell’alleanza col presidente della Provincia Giuseppe Nobiletti. Proprio la presenza di posizioni variegate ha spinto da diverse settimane il coordinatore provinciale del M5S in Capitanata, l’europarlamentare Mario Furore, a precisare che il proprio ruolo di vertice è di mediazione e che si raccolgono le indicazioni provenienti dai territori. Un modo per allontanare da sé le polemiche e il malcontento dei più critici, dopo il duro momento di scontro con i consiglieri comunali di Foggia dopo la vittoria di ottobre scorso. Del resto Furore lavora anche in vista della riconferma alle concomitanti elezioni europee, quando per il giovane foggiano è prevista una rielezione in scioltezza. Ma se a San Severo la base è arrivata a sconfessare pubblicamente l’operato dei vertici provinciali e della parlamentare Carla Giuliano in favore del campo largo e del candidato sindaco Angelo Masucci, tanto da rendere necessario l’intervento di Furore e del coordinatore regionale Leonardo Donno, a Manfredonia gli attivisti da un lato hanno chiesto di proseguire l’interlocuzione col centrosinistra avviata negli scorsi anni e dall’altro hanno cercato di sollecitare un accordo con le civiche dell’ex sindaco di centrodestra Gianni Rotice.

E’ chiaro che a questo punto a Furore non è rimasto altro da fare, davanti ai suoi e ai possibili alleati del campo largo, che chiedere di attendere l’intervento di Conte, che ha promesso di esprimersi in merito al Golfo una volta archiviata la partita in Sardegna. 

Anche sulle elezioni provinciali del 17 marzo, però, c’è chi è nettamente critico rispetto alla decisione di convergere sulla lista del presidente Nobiletti col proprio candidato Mario Dal Maso. Furore ha tenuto un preliminare confronto con gli eletti ma la scelta non è andata giù affatto alla ex consigliera comunale viestana Mariateresa Bevilacqua, che dal 2016 è su posizioni opposte a Nobiletti. 

“Il primo anno di governo con Nobiletti in Provincia non ha apportato alcun vantaggio al M5S”, dice l’avvocata a l’Attacco, molto risentita con Furore. 

“All'epoca delle elezioni del presidente della Provincia, Furore non aveva ancora conseguito la nomina di coordinatore ed eravamo ancora in una fase di assestamento organizzativo e la partecipazione alle elezioni provinciali è apparsa più che altro come una opportunità politica per introdurre il M5S nella Provincia. Purtroppo, la vicepresidenza non è stata percepita dagli attivisti come incisiva nelle decisioni assunte dal presidente. L'attivismo, infatti, non è stato coinvolto in alcun tema politico e amministrativo provinciale. Non sappiamo perché, ad esempio, non si sia preso posizione sull'aumento dell'addizionale provinciale sulla TARI, costituendo questo un ulteriore esborso di danaro a carico delle famiglie in un periodo di forte crisi economica e di notevole pressione fiscale. Ritengo che le decisioni assunte nei vari Comuni sul tema elezioni amministrative siano riconducibili principalmente ai coordinatori e successivamente ratificate dal presidente Conte”, continua Bevilacqua, che oggi è tra i protagonisti della base più riottosa e critica.

“Ricordo, infatti, che i coordinatori sono di diretta nomina fiduciaria del presidente, nonostante noi del M5S abbiamo sempre sostenuto la necessità di nomine condivise con la base. Pertanto, sono molto dispiaciuta per l'attacco subito dagli amici attivisti di San Severo che, per il faticoso percorso politico fatto in più di dieci anni, si ritrovano contrastati pubblicamente dai coordinatori. Spero e mi auguro che queste esperienze amministrative siano indicative della necessità di invertire la rotta, partendo dell'audizione dei territori tutti per poi giungere alla ratifica della volontà locale da parte del presidente. Dopotutto, il consenso elettorale è il risultato della fiducia riposta prima nelle persone ossia gli attivisti e poi nella forza politica, che essi rappresentano, e il rispetto dell'elettorato è fondamentale per giungere ad un tanto agognato rinnovamento politico”. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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