La bufera sulle decisioni in materia di toponomastica, prese dall’Amministrazione comunale di Lucera martedì scorso, non hanno ancora terminato di mostrare i suoi effetti a Lucera e nel resto della provincia, anche perché la stessa Giunta Pitta nella giornata piuttosto convulsa di venerdì ha fatto parziale marcia indietro, rimangiandosi alcuni nomi che aveva già indicato come titoli per nuove strade. Breve riepilogo: dentro un’apposita delibera, ce n’erano 27, di svariate estrazioni e provenienze. Tra questi, quello di Giorgio Almirante, la cui indicazione (come tutte le altre) è stata fatta però dall’apposita Commissione nominata nel 2022. La presenza nell’elenco del politico e giornalista di estrema destra ha fatto saltare sulla sedia le varie anime della sinistra a vari livelli, che nel giro di poche ore si sono scagliate contro l’esecutivo che in realtà si è limitato a prendere atto del lavoro svolto dall’organismo, con la fissazione delle proposte in due distinti documenti risalenti al 2023 e all’anno scorso, senza fare alcuna valutazione di merito. Hanno preso posizione il movimento lucerino “Più Sinistra”, il partito provinciale di Alleanza Verdi Sinistra, il comitato provinciale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia e il circolo cittadino di Rifondazione Comunista. Tutti hanno sostanzialmente concordato nel definire inopportuna, offensiva e antistorica quella decisione, provocando subbuglio anche nella sezione locale del Partito Democratico che esprime nella Giunta di centro-sinistra il vice sindaco Claudio Venditti, il quale ha votato favorevolmente il provvedimento a pacchetto “chiuso”. Quella proposta peraltro stranamente protocollata al Comune a distanza di sei mesi dalla sua approvazione) era stata licenziata in commissione dai membri Sergio Granieri (insegnante), Massimiliano Monaco (storico locale), Ciro Curcelli (polizia locale) e dal presidente Giuseppe Trincucci, mentre erano assenti tutti gli altri: Stefano Ciccarelli (in qualità di presidente Pro Loco), Domenica Franchino (ex dirigente comunale del settore Cultura), Francesco Carbone (storico locale) e Francesco Corsano (architetto), oltre ai membri di diritto, cioè componenti della ex Commissione consiliare cultura oggi tutti decaduti: Antonio Dell’Aquila, Rossella Travaglio, Maria Angela Battista, Francesca Niro, Giuseppe De Sabato, Francesco Russo. Ma l’indignazione è montata in maniera esponenziale, con effetti che devono essere arrivati forti e chiari a Palazzo Mozzagrugno, perché con un nuovo provvedimento è stato deciso di correre ai ripari cancellando alcuni nomi, naturalmente a partire proprio da Almirante.
In realtà sono state depennate tutte le personalità politiche indicate, comprese quelle di Roberto Paolucci, Rachele Sinisi, Mario Di Gioia, Enrico Berlinguer, Amintore Fanfani ed Enrico Mattei, con la motivazione piuttosto suggestiva e palesemente creativa di voler poi destinare successivamente una specifica zona della città alla categoria dei “politici“. Per i primi due, invece, la Giunta ha scoperto solo dopo che sono deceduti da meno di dieci anni, e quindi improponibili al momento per legge. Insomma, un autogol politico-amministrativo che ha soltanto alimentato il dissenso, come quello manifestato nuovamente da Più Sinistra che ha parlato di una “pezza peggiore del buco - è scritto in una nota del movimento guidato da Mario Monaco e Lucilla Calabria - perché sono state revocate anche tutte le altre intitolazioni ai personaggi politici che nulla centrano con questa vicenda. Si ricava l’impressione che, per non scontentare qualcuno, se deve essere tolto Almirante si tolgono tutti gli altri, facendo così pari e patta azzerando la situazione. Un modo singolare di procedere, l'esigenza di approfondire e valutare più attentamente viene adottata solo poche ore dopo che si era ravvisata l'esigenza opposta, quella di fare una infornata onnicomprensiva di intitolazioni. Così si fa passare il messaggio che Berlinguer e gli altri politici democratici siano uguali ad Almirante. Questa è una logica che rifiutiamo con nettezza. Enrico Berlinguer non può essere accostato d scuri personaggi come Almirante, la storia della Resistenza al nazifascismo e l'epopea dell'emancipazione di milioni di lavoratori nella rinata Italia democratica, non può essere equiparata alle nostalgie fasciste e neofasciste. Questo è il punto politico che consegnano alla valutazione della nuova commissione toponomastica e all'Amministrazione comunale. E, anche, a forze politiche del centrosinistra che in questo accesso dibattito non hanno attuto un colpo”.
Sul tema è intervenuto anche il circolo cittadino di Fratelli d’Italia, parlando invece di “gioco delle tre carte con lo stradario cittadino da parte della Giunta che poi è scappata a gambe levate al primo accenno di polemica. Tutto quello che è successo e che abbiamo letto è persino considerato inaccettabile dalla stessa sinistra che è in maggioranza, che amministra e che quindi sta ridicolizzando se stessa. Sia ben chiaro un punto: noi non avremmo avuto assolutamente nulla in contrario sulle intitolazioni i queste trade ad Almirante e Berlinguer. Sono state figure di enorme rilievo istituzionale e radicate nella memoria storica del Paese. Quello che è intollerabile è la pessima figura che la città ha rimediato per colpa dell'Amministrazione Pitta, chiaramente pasticciona che prima firma i provvedimenti al buio, e poi ai accorge solo dopo il voto che alcuni dei personaggi scelti erano persino deceduti da meno di dieci anni, violando clamorosamente la legge. A Palazzo Mozzagrugno sono terrorizzati unicamente dalle polemiche scoppiate sui social e sulla stampa, correndo a cancellare d'urgenza i cartelli stradali pur di cercare di salvare la faccia. Una gestione ridicola che infanga la serietà istituzionale di Lucera e fa ridere l'intera regione”.
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