Foggia, cercasi continuità a Casarano: stasera rossoneri a caccia di punti, Auteri deve reinventare la difesa

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Il Foggia cerca a Casarano qualcosa che finora gli è mancato più dei punti: una linea di continuità. Perché una stagione vissuta a strappi, tra improvvise accelerazioni e altrettanto brusche frenate, non può trovare nella vittoria sulla Cavese un punto d’arrivo, ma semmai un’occasione da cui ripartire. Al Capozza stasera (ore 20.30), contro una squadra che viaggia a quota 14 come i rossoneri e arriva galvanizzata dal blitz di Crotone, servirà una risposta che vada oltre il risultato. Anche perché Auteri potrebbe essere chiamato ancora una volta a ridisegnare il Foggia, tra assenze, condizioni da verificare e soluzioni tattiche da calibrare.

La formazione resta un rebus. L’obiettivo, invece, è già definito: dare finalmente un’identità riconoscibile a un percorso fin qui troppo intermittente. E’ una sfida delicata, nella quale il Foggia è chiamato a dare seguito ai segnali di ripresa mostrati allo Zaccheria. E questo a prescindere dal fatto che Auteri dovrà fare i conti con alcune assenze che potrebbero condizionare le scelte, soprattutto nel reparto arretrato. Di Pasquale non sarà della partita, come Berra, che non ce l’ha fatta a recuperare in extremis. Due defezioni che costringono l’allenatore a intervenire sulla composizione del terzetto difensivo. Bigonzoni è ancora indisponibile, mentre arrivano indicazioni più confortanti da Petito e Smeraldi, entrambi recuperati e nuovamente arruolabili. Petito, in particolare, rappresenta un’opzione in più nelle rotazioni. Tutto da disegnare l’assetto difensivo, una delle ipotesi conduce a Todisco, che potrebbe essere arretrato nel ruolo di braccetto, posizione nella quale ha già dimostrato di poter offrire garanzie. L’altra porta a Parisy, giovane sul quale Auteri continua a lavorare e che potrebbe avere un’altra opportunità. Si va comunque verso la composizione di un terzetto cstituito da Azarovs, Seck e Todisco. Non meno interessante il rebus relativo al modulo, con il possibile ricorso ad un 3-5-2 più abbottonato per contrastare le folate offensive dei salentini. Auteri ha abituato a una certa elasticità nelle scelte, modificando interpreti e disposizione in funzione delle caratteristiche degli avversari e delle condizioni dei propri calciatori. L’eventuale impiego dal primo minuto di Haoudi potrebbe suggerire un ritorno al centrocampo a cinque, soluzione che consentirebbe di aumentare la qualità nella zona nevralgica del campo e di sfruttare le capacità di palleggio del centrocampista. Contro la Cavese, il suo ingresso nella ripresa aveva contribuito a cambiare il volto della manovra rossonera. Qualità, inventiva e capacità di trovare linee di passaggio differenti erano state tra le caratteristiche che avevano permesso al Foggia di aumentare la pressione offensiva. La candidatura di Haoudi per una maglia da titolare è dunque concreta, anche se Auteri dovrà valutare attentamente gli equilibri complessivi della squadra. La sua presenza potrebbe inoltre favorire la conferma della coppia offensiva composta da Ravasio e Luciani. Il primo è reduce dalla rete decisiva contro la Cavese e continua a rappresentare un riferimento importante per il reparto, mentre il secondo garantirebbe caratteristiche differenti e la possibilità di dialogare maggiormente con i compagni. Non è un’opzione esclusa dall’allenatore, che ha preferito mantenere aperte tutte le possibilità. Anche Oviszach, rientrato progressivamente nel gruppo dopo i problemi fisici, lavora per ritrovare la migliore condizione e tornare a essere una risorsa importante. Al di là delle questioni legate agli uomini e al sistema di gioco, tuttavia, il concetto sul quale Auteri ha insistito maggiormente è un altro: la continuità. Una parola che torna con frequenza nelle dichiarazioni del tecnico, quasi a voler individuare proprio in questa mancanza il principale limite del Foggia visto finora. I rossoneri hanno alternato prestazioni convincenti ad altre decisamente meno brillanti, senza riuscire a costruire un percorso lineare. Le vittorie non hanno trovato seguito, le buone indicazioni sono state spesso smentite dalle successive battute d’arresto e anche sul piano del gioco è mancata quella stabilità necessaria per riconoscere una precisa identità alla squadra. Il messaggio lanciato alla vigilia è quindi chiaro: non basta aver ritrovato il risultato contro la Cavese, occorre ripartire da quanto di buono è stato fatto, evitando di disperdere nuovamente le indicazioni positive emerse nell’ultima uscita. Al Capozza, anche attraverso soluzioni tattiche differenti e interpreti magari non abituali, Auteri cerca soprattutto una conferma: che la squadra abbia finalmente imboccato una strada sulla quale riuscire a procedere senza continue interruzioni. Perché la continuità, più che una parola d’ordine, è diventata una necessità.

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