Nelle scorse settimane si è concluso, finalmente, il percorso di assegnazione di una nuova sede (al posto di quella originaria oggi inagibile) per l’Associazione intitolata a Giovanni Panunzio, quasi in concomitanza con il XXXIV° anniversario del suo omicidio. Tale passaggio non costituisce per noi un vanto, una pretesa dovuta o un privilegio, ma più semplicemente la concessione da parte del Comune di uno strumento necessario per rendere più incisivo il nostro impegno antimafia e di ciò ringraziamo il Consigliere comunale Angiola, che ha portato avanti in solitaria le nostre richieste (oltre alla questione della sede, voi sono state e vi sono, infatti, quelle ancora più cruciali dell’intitolazione di un luogo degno per la memoria di Panunzio in città, nonché il destino del bene confiscato alla mafia e intestato al coraggioso imprenditore edile ucciso per la sua ribellione al racket mafioso), giungendo a minacciare l’intervento del Prefetto di Foggia, dopo due anni di stasi, per una sede inagibile e l’atteggiamento tenuto sulla questione dalla maggioranza consiliare (con qualche eccezione) e dalla Giunta, ad iniziare dalla Sindaca Episcopo e dall’ Assessore De Santis.
Ricordiamo, peraltro, che l’attuale maggioranza consiliare e la Sindaca, nei mesi scorsi, hanno bocciato in Consiglio comunale un emendamento che riprendeva le questioni qui citate e ne chiedeva una efficace soluzione, senza dare validi motivi per il loro voto contrario. Proprio l’ Assessore De Santis, poi, al culmine di una polemica pretestuosa da lui stesso sollevata, ha usato nei nostri confronti, nello scorso mese di luglio, parole inaccettabili ed offensive, nonché fuori dalla realtà dei fatti, con le quali l’Assessore alla Legalità del Comune di Foggia ha temerariamente cercato di rovesciare i termini della questione, tentando di addebitare all’Associazione l’inerzia nel chiudere la questione della nostra sede, con la finalità, a dire di De Santis, di mettere in cattiva luce l’attuale maggioranza consiliare. Inoltre, sempre secondo le parole irricevibili dell’ Assessore, l’ Associazione avrebbe dimostrato un atteggiamento livoroso e immeritato nei confronti dell’attuale Giunta Episcopo, tra le altre cose per una sorta di invidia verso altre figure della storia recente di Foggia e per una sorta di prepotenza nel rivendicare come unica vittima di mafia da ricordare quella di Giovanni Panunzio; oltre ad altre affermazioni che qui non è nemmeno il caso di riportare. Un atteggiamento gravemente offensivo nei confronti del nostro percorso, accompagnato dal solito silenzio da parte della Sindaca, alla quale da tempo e vanamente abbiamo chiesto un intervento pubblico per affermare l’importanza di una memoria pubblica per Giovanni Panunzio in un luogo adeguato della città di Foggia, al di fuori di quello attuale, sito presso una piastra pertinenziale di un parcheggio di proprietà di A.T.A.F., con una stele ivi collocata, luogo gravato da polemiche ricorrenti e contenziosi che nuocciono alla serenità che la memoria del coraggioso imprenditore foggiano, il quale ha già dato tutto se stesso alla sua città, non si merita davvero.
Su questo ed altri fronti, quindi, il nulla o parole diffamatorie nei nostri confronti. Come Associazione abbiamo atteso per lungo tempo e con pazienza che le situazioni oggetto dei nostri appelli fossero affrontate degnamente e con efficacia dagli attuali Amministratori della città di Foggia, ma nulla è successo e, alla fine, ci siamo pure dovuti sorbire le parole insultanti dell’Assessore De Santis nel corso della scorsa estate. No, non ci stiamo! Dopo tanta pazienza, arriva il momento delle scelte conseguenti, tanto rigorose quanto già assunte in passato nei confronti di altri che avevano parimenti negato dignità al nostro impegno di antimafia, di denuncia sociale e di memoria per Giovanni Panunzio. Come Associazione, nel rispetto dei ruoli istituzionali retti dagli attuali Amministratori della città, e nel primario rispetto delle elettrici e degli elettori che a tali incarichi li hanno destinati, abbiamo deciso che non collaboreremo più con l’attuale Giunta e con l’attuale maggioranza presso il Comune di Foggia che la sorregge, pur riconoscendo che alcuni esponenti ci hanno espresso attenzione e ascolto e pur restando a disposizione di chiarimenti e di un auspicabile riavvicinamento.
Siamo, tutto sommato, una piccola realtà dell’antimafia sociale del Sud Italia, fenomeno importantissimo nella storia recente italiana e figlio proprio dei movimenti antimafia delle regioni meridionali della nostra Nazione. Siamo una piccola realtà e rivendichiamo la nostra libertà del tutto aliena da collateralismi di sorta rispetto a centri di potere o partiti politici, libertà senza la quale non c’è antimafia sociale. Siamo liberi e orgogliosi della nostra libertà, capaci di formulare critiche motivate senza guardare in faccia a nessuno e senza parteggiare per questo o quel politico, senza ragionare in termini di convenienza di potere, visibilità o faziosità di comodo. Ci pare che la politica e gli Amministratori della nostra città non sappiano politicamente accogliere e valorizzare la nostra libertà e la cooperazione che, nell’ambito delle rispettive posizioni e dei rispettivi ruoli, possa sussistere tra noi attori cittadini in modo fecondo. Anzi, troppe volte siamo stati trattati con supponenza, fastidio, livore o rifiuto. Ebbene: ne traiamo le dovute conseguenze e, con tutto il rispetto per il Prefetto di Foggia e per il Questore di Foggia, i quali hanno da poco assunto i loro rispettivi incarichi di grande rilievo e delicatezza nel territorio di Capitanata, augurando loro un buon lavoro, evidenziamo che non saremo pertanto presenti alla commemorazione di Giovanni Panunzio del prossimo 6 novembre presso la stele posta davanti al parcheggio dell’ A.T.A.F.
I familiari di Panunzio decideranno per loro conto come atteggiarsi, ma certamente l’Associazione intitolata a Panunzio non sarà presente, per le ragioni qui ampiamente illustrate. Sappiamo che quel giorno vi sarà anche la rappresentazione teatrale, organizzata dal Comune, del testo “La Terra”, con i monologhi dedicati a Panunzio e a Mario Nero, ma proprio Panunzio e Mario Nero ci hanno insegnato la radicalità nel percorso di una seria memoria vivente, che significa andare alla radice delle cose senza compromessi, e non saremo presenti nemmeno a tale rappresentazione, non accogliendo l’invito pervenutoci. Continueremo in libertà, autonomia e chiarezza il nostro percorso, in attesa di tempi e situazioni migliori, rispetto ai quali lavoreremo e daremo il nostro continuo contributo affinché essi possano concretizzarsi. Oggi la scelta, anche per un fatto di dignità, è quella appena espressa e siamo certi che le persone di buona volontà e in buona fede sapranno comprenderla. Tornando, per fare un ulteriore esempio, alla questione della sede, nei giorni scorsi abbiamo pure ricevuto una diffida da parte dall’ Avvocatura del Comune di Foggia, davvero senza fondatezza, e che verrà debitamente contestata. Sui comportamenti e sulle parole propalate contro di noi in modo grandemente offensivo, inoltre, chiariremo e chiederemo tutela ogni volta che ci sarà possibile. Tutto questo nel nome della memoria vivente di Giovanni Panunzio, che continueremo a portare avanti in qualunque forma e modalità possibile, quale nostro contributo alla lotta contro le mafie. - Il Presidente dell’Associazione, Dimitri Cavallaro Lioi.
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