Sono dunque due, come anticipato ieri su queste colonne, gli avvisi di conclusione indagini per altrettanti procedimenti della Procura di Foggia inerenti ad Amiu Puglia spa e alla città di Foggia. L’ultimo riguarda l’emergenza rifiuti che sarebbe stata creata all’inizio dell’estate 2023 in maniera intenzionale nel capoluogo daunio e coinvolge gli allora vertici della partecipata barese del servizio di igiene urbana e dell’agenzia regionale Ager. L’accusa di concorso in interruzione di pubblico servizio è nell’avviso notificato nei giorni scorsi al direttore generale Amiu Antonello Antonicelli, all’ex dg di Ager Gianfranco Grandaliano e al funzionario responsabile dei biostabilizzatori di Bari e Foggia. Un filone parallelo rispetto alla prima inchiesta su Amiu e sul Comune di Foggia coordinata sempre dalla pm Paola De Martino (la stessa anche dell’indagine sulla gara del cimitero comunale) e che vede indagati Antonicelli, la ex dirigente comunale Concetta Zuccarino (apricenese, fino alle dimissioni di pochi mesi fa responsabile dell’urbanistica e, per all’epoca dei fatti, anche dell’ambiente), l’attuale dirigente comunale del Servizio ambiente Saverio Pio Longo (sangiovannese), il funzionario comunale foggiano Giovanni Sorbo e infine Maria Rosaria Mangiatordi, di Altamura, referente del consorzio Conai. Ma la decisione di rinnovare il contratto ad Amiu – regalando alla società in house di Bari un mega appalto da oltre 203 milioni di euro per 9 anni – fu assunta dalla commissione straordinaria che reggeva l’ente comunale foggiano a seguito dello scioglimento per mafia del 2021 e che era guidata dalla prefetta a riposo Marilisa Magno, legatissima all’ex sindaco di Bari Antonio Decaro. Sia lei che il collega commissario Sebastiano Giangrande apparivano profondamenti vicini alle dinamiche baresi. La terza componente della commissione era l’attuale viceprefetta di Foggia Rachele Grandolfo, numero due del titolare dell’Ufficio territoriale del Governo Maurizio Valiante. Ebbene, ora l’interrogativo che serpeggia tra gli addetti ai lavori è come mai i commissari non siano tra gli indagati. Eppure è la stessa Magno che ribadì tutta la responsabilità della propria scelta, quando a giugno 2023, quale ex commissaria straordinaria, fu ascoltata dalla Guardia di Finanza quale persona informata sui fatti nell’ambito di tale procedimento giudiziario.
Gli inquirenti vollero sapere da Magno in primis perché, a seguito della rimodulazione delle funzioni di direzione del Comune di Foggia (avvenuta con decreto commissariale del 29 dicembre 2021) era stato disposto che i rapporti con Amiu Puglia spa fossero affidati al dirigente Paolo Affatato, nonostante la competenza del Servizio ambiente fosse in capo alla collega ingegnera Zuccarino. “Una volta arrivati trovammo una situazione precaria per quanto riguarda il servizio di igiene urbana”, rispose Magno. “Pertanto nella rimodulazione degli incarichi decidemmo di lasciare ad Affatato i rapporti con Amiu in quanto sin dal 2013 se ne era occupato in prima persona”.
Ma, soprattutto, le Fiamme gialle chiesero come mai la commissione straordinaria avesse deciso di fare l'affidamento diretto ad Amiu e non una gara sul libero mercato. “La situazione precaria per quanto riguarda il servizio di smaltimento e raccolta, affidato ad Amiu, veniva trascinata da più di 9 anni. Noi della commissione, in comune accordo, decidemmo di continuare per l'affidamento in house ad Amiu, regolarizzando tutta la situazione e dotando il Comune degli strumenti necessari per riportare alla legittimità la procedura finora adottata. Infatti noi non decidemmo in quel momento di fare l'affidamento in house ad Amiu ma era già stato fatto con la partecipazione del Comune che ha acquistato le quote societarie nell'anno 2014, se non ricordo male, pertanto fu per noi una conseguenza naturale e più affidabile rispetto all'indizione di una gara. Infatti con l'affidamento in house il contratto sarebbe stato più flessibile in quanto ci si poteva confrontare con la stessa società. Inoltre, il Comune ha sulla società partecipata un controllo analogo, a garanzia dell'efficienza del servizio, che però fino a quel momento non era stato adottato dal Comune alcun regolamento in tal senso. Il controllo analogo nell'ambito delle società partecipate doveva essere esercitato dal capo di gabinetto. Tra l'altro andare in gara in un settore così sensibile, come quello dei rifiuti, sarebbe stato molto più rischioso. Per questi motivi abbiamo pensato di regolarizzare il tutto. Pertanto, più o meno ad inizio anno 2022, ci siamo inseriti nell'accordo-quadro tra Anci - Regione - Ager - Conai per poter essere aiutati alla redazione del piano industriale”, la spiegazione fornita da Magno agli inquirenti.
Quando Zuccarino presentò la relazione sulla convenienza dell’affidamento in house ad Amiu (che nella prima versione contava la bellezza di appena otto pagine) ci fu la forte opposizione del dirigente dei Servizi finanziari Carlo Dicesare che la ritenne totalmente insufficiente. Fonti interne sostengono che i commissari spinsero per la chiusura rapida dell’istruttoria, mettendo fretta a Zuccarino (che appare sempre più come un capro espiatorio) e che Giangrande avrebbe detto in una riunione che la dirigente avrebbe dovuto farsi aiutare da Amiu nella redazione della relazione, come effettivamente avvenuto con la “correzione” fatta da Antonicelli. La polizia giudiziaria chiese a Magno se ricordasse se l’ipotesi della gara fosse stata considerata dalla commissione o proposta da dirigenti comunali. “Non lo ricordo”, le uniche parole della prefetta, che poi spiegò come l’iter istruttorio dell'affidamento in house fosse stato curato inizialmente da Affatato e poi da Zuccarino, la quale firmò poi gli atti dell'affidamento. “Non ricordo se Affatato ha aiutato Zuccarino fino alla fine, nella redazione degli atti per l'affidamento”, le parole di Magno. La Procura, che ha mosso accuse (a vario titolo) di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e falso in questo procedimento, è convinta che il rinnovo sia stato orchestrato con Amiu pur nella piena consapevolezza, da parte del Comune, di quanto fosse inadeguato il servizio, peraltro con dati falsificati sulla raccolta differenziata.
Ebbene, la GdF domandò a Magno quali criticità avesse rilevato in merito al servizio di igiene urbana una volta insediatasi in Comune a maggio 2021. “Non vi era un regolare contratto, se non un contratto provvisorio. Non esisteva un piano industriale né un piano economico finanziario e si andava avanti con proroghe mensili o bimestrali. Tali proroghe erano determine dirigenziali a firma di Affatato, con le quali veniva prorogato di fatto il servizio il cui affidamento in house era stato deliberato nel 2013 con deliberazione del consiglio comunale. Inoltre, il controllo analogo non era regolamentato anche se la figura era prevista nell'ambito dell'ufficio del capo di gabinetto”, rispose l’ex commissaria straordinaria.
Da lì l’ovvia domanda sul perché, nonostante la consapevolezza delle irregolarità sulle proroghe bimestrali e delle inefficienze nella gestione del servizio da parte di Amiu, non avesse valutato di ricorrere al mercato libero. Una decisione che stata, come l’Attacco dice da tempo, molto più logica e corretta, anche alla luce dell’importo monstre dell’appalto. “Abbiamo escluso dopo ampia valutazione il ricorso al mercato in quanto è un settore particolarmente sensibile, l'evidenza pubblica ha un costo, non ci sarebbe stata garanzia dei livelli occupazionali. Soprattutto è un settore particolarmente sensibile, il Comune era stato appena sciolto per infiltrazioni mafiose e pertanto unitamente a Grandolfo e Giangrande abbiamo ritenuto che la scelta della società a partecipazione pubblica desse da questo punto di vista più garanzie”, fu il chiarimento dato da Magno, che ammise anche di essere a conoscenza della manifestazione di interesse arrivata al Comune. “Ricordo che tale società era del Nord, aveva detto di essere disponibile a svolgere il servizio in questione per la città di Foggia. Noi della commissione pensammo in quel momento che fosse una cosa davvero anomala. A tale manifestazione dovrebbe aver risposto l'Ufficio ambiente negativamente, ma non ricordo con precisione. Voglio precisare che per noi era impensabile affidare il servizio ad una società privata poiché sarebbe stato illegittimo e non in linea col Codice dei contratti. Anzi abbiamo voluto regolarizzare il servizio di igiene urbana e valorizzare Amiu attraverso il controllo serrato e il rispetto del contratto”.
A quel punto la polizia giudiziaria chiese per quale ragione l'iter istruttorio per l'affidamento in house ad Amiu fosse stato istruito, valutato e definito in tempi piuttosto brevi. “I tempi non sono stati brevi in quanto la situazione era molto complessa, anzi l'iter è stato lunghissimo. Da quello che ricordo ci è voluto quasi un anno a partire inizialmente dalle riunioni con l’ingegner Affatato a cui a volte ha partecipato anche il dottor Dicesare, poiché venivano chiesti al suo ufficio i dati sulla TARI, oltretutto lo stesso si occupava di assicurare una copertura finanziaria. Preciso che per l'approvazione del piano industriale gli atti preparatori erano stati già sottoposti più volte alla nostra attenzione nel corso dell'anno 2022 che è stato un anno preparatorio. Inoltre specifico che tutti gli atti preparatori a supporto degli atti deliberativi sono stati frutto di studio e valutazioni unitamente agli altri due commissari, ai dirigenti succitati e anche al supporto del Conai, per poter arrivare alla materiale adozione dell'atto. Tra l'altro il 31 dicembre 2022 sarebbe scaduto l'affidamento ad Amiu e quindi c'era interesse a completare l'iter entro tale scadenza. Noi commissari abbiamo sempre agito nell'interesse del Comune di Foggia, cercando di riportare l'azione amministrativa nell’ambito della correttezza e legalità”. Ma il dubbio che persiste è che, di fatto, il comportamento tenuto rispetto ad Amiu sia stato fin troppo favorevole e prono ad un altro Comune, quello di Bari dell’amico Decaro.
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