Amiu, tutti i dati alterati per raggiungere l’obiettivo prefissato del 22 per cento

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La gestione del servizio di igiene urbana a Foggia riesce nell’impresa di aggravarsi sempre di più, mese dopo mese. In questi giorni di fine gennaio si è appena verificato il momento più critico e inquietante dell’intera vicenda. L’interrogazione parlamentare a firma M5S depositata ufficialmente nella giornata di ieri, ma annunciata in esclusiva su queste colonne sin dalla scorsa settimana, avrebbe dovuto rappresentare il momento di massimo allarme di una questione che nasce dalla volontà dei commissari straordinari di rinnovare l’affidamento del servizio ad Amiu Puglia spa per altri 9 anni.

Nell’interrogazione, tra le varie anomalie, si rimarca con forza il fatto che i dati relativi alla raccolta differenziata risultino dopati in maniera grave, ripetuta e prolungata.  Nel momento del deposito dell’atto parlamentare non era immaginabile quello che sarebbe successo di lì a poco con la pubblicazione sul portale regionale Puglia. Con dei dati di dicembre 2022 e quindi del computo totale dell’intero anno.

Per comprendere l’enormità e la varietà di tali anomalie è necessario procedere per piccoli passi. Nel nuovo report mensile è in primis sparita l’impresa Galatea Malerba.

Ogni mese dal lontano 2016 veniva registrata la raccolta effettuata da questa azienda di Galatone (Lecce) presso i suoi clienti (alcuni supermercati) a Foggia. Incredibilmente, da quando è stata pubblicata l’inchiesta de l’Attacco relativa ai dati gonfiati della carta di novembre, non solo quel dato anomalo è rimasto un caso unico ed isolato, ma sembrerebbe completamente venuto meno il servizio dell’impresa salentina nel capoluogo daunio.

Un rapporto che durava da anni interrotto nel momento di massimo splendore, sulla carta (si perdoni il gioco di parole). In realtà le tante attenzioni mediatiche e non solo devono aver indispettito un’impresa che non aveva voglia di essere tirata dentro un gioco perverso di possibili falsi in atti pubblici e allora il suo nome non appare più. Questa defezione avrebbe dovuto abbattere di oltre la metà il dato dell’intera raccolta differenziata, stando alla logica, ed invece no. Lo scoop è tanto vero quanto difficile da credere e comprendere: Foggia sarebbe passata da una media mensile di circa 1 milione di kg di raccolta differenziata al valore di dicembre 2022 di 20.697.391 kg.

Dentro c’è di tutto e in quantità folli: dagli 878.990 kg di vetro (+978% rispetto a novembre) ai 947.580 kg di raccolta multimateriale (+3841%), dai 1.353.010 kg di recupero ingombranti (+1597%) ai 8.498 kg di farmaci  (+1048%). Al primo posto come exploit più impressionante ci sono i 16.369.860 di kg di recupero di rifiuti urbani misti e residui della pulizia delle strade, a novembre erano solo 186.310 kg, un aumento del 8.686%.

Ad essere pesantemente dopato non è solo un valore, ma tanti, e per quantitativi da record mondiale. Paradossalmente si segnala che a dicembre non c’è raccolta di due materiali basilari come plastica e legno, mancano totalmente le voci, ma in compenso c’è la nuova categoria della frazione organica umida (nuovo servizio presentato in pompa magna a dicembre) che si è attestato ad uno striminzito valore di 3.720 kg (a Bari Amiu riporta 1.404.170 kg nell’ultimo mese dichiarato). Non il successo prospettato e raccontato sui media. Riguardo il resto dei dati solo il grafico può aiutare a rendere l’idea di questi report che sembrerebbero casuali se non ci fosse dietro una precisa regia, indisposizione alla correzione ed un probabile movente.

Amiu Puglia nel suo Piano Economico Finanziario, validato da AGER (nonostante sia stato definito “non soddisfacente”) e comunicato a tutti gli enti di controllo e di analisi, aveva previsto per il 2022 una raccolta differenziata del 22%. Su quel risultato si basano direttamente ed indirettamente affidamenti, bandi pubblici e reportistica ufficiale. Persino le classifiche di Legambiente e Sole24Ore prendono per buono quel dato previsionale. Si consideri che nel tanto criticato e sbugiardato Piano industriale alla base del neo affidamento si attesta a più riprese che la raccolta effettuata da Amiu nel 2021 fosse del 28%, nonostante siano state ampiamente dimostrate le incidenze inverosimili ed irregolari dei rifiuti inerti.

Poco male: come ammesso dallo stesso direttore generaledi Amiu Antonello Antonicelli nell’incontro del 10 gennaio scorso con le associazioni cittadine e i legali sensibili alla questione, “quel piano è pieno di refusi”. Lo stesso Antonicelli che nella conferenza stampa di dicembre per il lancio della raccolta differenziata dell’organico aveva ammesso le precedenti anomalie sui dati della raccolta ed aveva promesso che avrebbe corretto e vigilato da lì in avanti. Non solo non ci sono state correzioni e ripristino della legalità e della verità ma la situazione è notevolmente peggiorata. Il doping sui dati ha raggiunto livelli mai visti prima.

Quel 22% è stato così raggiunto e superato, ma non è bastato per Amiu perché si è deciso di gonfiare oltre ogni immaginazione anche il valore assoluto della raccolta, raggiungendo il totale annuo di 30 milioni di kg di differenziata. Per comprendere l’assurdità si pensi che automaticamente il valore pro capite di produzione di rifiuti è balzato da una media mensile di circa 40 kg al valore di 526,94 di dicembre. Ogni foggiano avrebbe prodotto 526 kg di rifiuti in un solo mese. Si pensi che la produzione di rifiuti media nazionale in un anno a persona è di 500 kg. Foggia questo dato lo avrebbe superato solo nel mese di dicembre. Se si considera tutto il 2022 si superano i 967 kg pro capite.

E’ evidente ormai che stare ad analizzare i dati della raccolta di Amiu è inutile ed offensivo per l’intelligenza delle persone. Sviscerare ulteriormente i dettagli di questa gigantesca presa in giro non è più un esercizio appassionante o minimamente utile a livello scientifico e statistico. Quei dati sono oggettivamente falsi, e lo sono in maniera grossolana e risibile. Il tutto per raggiungere risultati tanto falsi quanto a loro volta indecorosi, atti a mascherare con fatica un servizio che giudicare inefficiente è un eufemismo.

Il focus dovrebbe piuttosto spostarsi ora sulla Regione e sugli enti di controllo, da AGER fino ad ARERA, l’Autorità nazionale di regolazione per energia reti e ambiente. Di questa enorme macchinazione dovrebbe essere messa al corrente l’ISPRA, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Nel frattempo indiscrezioni segnalano l’apertura di un fascicolo in Procura della Repubblica per l’accertamento delle notizie di reato ricevute a seguito dell’esposto dei cittadini organizzati.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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