Grande fuga dal Ssn di medici e infermieri. “118 al collasso, operatori in grave affanno anche in Capitanata”

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“Il Set 118 di Capitanata è in forte affanno”, lo denunciano all'unanimità da tempo tutti gli operatori del sistema dell'emergenza urgenza della provincia di Foggia. Molto frequentemente, come più volte riferito a l’Attacco sia dai pazienti e loro familiari che dagli stessi addetti ai lavori, le postazioni territoriali 118 sono lasciate ai soli soccorritori e autisti soccorritori nella gestione delle chiamate in urgenza ed emergenza, per carenza di medici ed infermieri a bordo delle ambulanze.

“Per quanto bravi e competenti, tra mille difficoltà e responsabilità non dovute, i colleghi si fanno carico di tutto ciò con senso di abnegazione e dovere. Ecco, questo è il panorama attuale che si profila agli occhi dei cittadini che reclamano il diritto alla presenza dei sanitari per una migliore gestione globale degli eventi”. Si fa portavoce di questa crisi che sta portando il sistema al collasso Michele Pavone, infermiere dipendente della Asl Foggia, esperto del sistema dell’emergenza urgenza, già autore di numerose pubblicazioni su questo ed altri temi.

“Ormai – spiega Pavone a l’Attacco - in silenzio viviamo quotidianamente con segno di rassegnazione queste criticità, ben note da tempo anche alle istituzioni locali che fingono di non udire le nostre istanze: tra mille chiamate improprie che incombono, un'utenza non educata non fa altro che intasare gli operatori della centrale operativa 118 di Foggia, come ha evidenziato in un recente intervento anche il direttore Stefano Colelli. Per rimediare a questa condizione invochiamo urgentemente una vera riorganizzazione del sistema di emergenza sanitaria preospedaliera e l'integrazione con il sistema ospedaliero emergenza urgenza territoriale nazionale. Il sistema è ormai al collasso, questo è il nostro grido di dolore che vogliamo ribadire con forza e determinazione sperando che i nostri amministratori politici se ne facciano veramente carico, trovando possibili soluzioni. È un problema che non può e non deve essere ignorato, pur consci del suo carattere nazionale e vetusto. Il Set 118 ha la necessità di essere potenziato, contrariamente a quanto accaduto finora, in modo sistematico a livello ubiquitario nel Paese. Come se non bastasse, vi è un'assoluta mancanza di attrattività nei profili contrattuali attualmente esistenti. Rispetto alle connotazioni oggettive delle durissime condizioni operative sul campo, cui deve aggiungersi il rischio biologico assai elevato, pensiamo al soccorso nelle gravine, in alta montagna, in mare, in spazi confinati, in condizioni avverse, in alcuni territori, si aggiungono anche le imprevedibili aggressioni al personale intervenuto, è evidente quindi come la figura del medico a bordo dei mezzi di soccorso stia progressivamente scomparendo”.

Si tratta di un vero e proprio abbandono in massa in tutte le regioni e, in tempi recenti, della contestuale riduzione del personale infermieristico dedicato, mette in evidenza l’esperto. Per arginare questa situazione quindi “maiora premunt”, ribadisce Pavone. Ed in effetti sono al vaglio proposte a livello centrale, come il disegno di legge presentato in Senato sul riordino del sistema preospedaliero e ospedaliero di emergenza urgenza il 13 agosto scorso su iniziativa dei senatori Castellone, Pirro e Mazzella.

“Nel primo provvedimento denominato Ddl As 224 a firma della senatrice Cantù della Lega, vicepresidente della commissione affari sociali sono presenti disposizioni rilevanti, all'art. 6, riguardanti il personale del sistema preospedaliero e ospedaliero di emergenza urgenza sanitaria. Si prevede – illustra Pavone - che il personale sia assunto tramite contratto subordinato in conformità all'apposito Ccnl e si vieta l'appalto e l'esternalizzazione delle attività di primo soccorso. Inoltre il provvedimento stabilisce la presenza di personale di diversi livelli dirigenziali e non dirigenziali: medico, infermieristico, tecnico delle sale operative e soccorritori i quali devono possedere specifici requisiti formativi e professionali. Nei dipartimenti di emergenza e accettazione Dea il personale infermieristico dovrà svolgere servizio sia all'interno delle sale operative che nella rete di soccorso garantendo un'adeguata risposta alle esigenze di salute dei cittadini, integrazione e collaborazione con altre figure professionali del sistema emergenza sanitaria preospedaliera. Inoltre, il personale infermieristico operante sui mezzi di soccorso avanzati avrà la responsabilità dell'equipe di soccorso e utilizzerà algoritmi clinico-assistenziali finalizzati alla gestione di interventi salvavita, il trattamento delle patologie tempo dipendenti e la gestione del dolore, elaborati con il supporto delle società scientifiche e delle associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie”.

Riguardo al Ddl a firma della senatrice Castellone, l'articolo 5 del provvedimento si occupa del personale del Set 118. “E’ previsto che il personale medico diverso da quello ospedaliero debba essere dedicato in modo stabile al servizio di emergenza territoriale con un rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Gli infermieri del Set 118 verranno assunti tramite concorsi pubblici e dovranno possedere una specifica formazione professionale nell'area dell'emergenza. L'articolo 12 riguarda la formazione continua del personale Set, definendo i criteri generali del percorso di formazione per medici, infermieri e autisti soccorritori. La commissione affari sociali si appresta ad approfondire ulteriormente i contenuti di questi provvedimenti, consapevole della loro rilevanza nel contesto dell'emergenza sanitaria e prestando particolare attenzione alla possibilità di coinvolgere esperti tramite audizioni. Resta dunque fondamentale seguirne gli sviluppi per comprendere le implicazioni di queste proposte legislative per il servizio sanitario nazionale”.

L’ottimizzazione del sistema preospedaliero e ospedaliero di emergenza urgenza sanitaria in Italia è attesa da tempo e fortemente invocata anche dall'attuale presidente della Sis 118 Mario Balzanelli, al quale lo stesso ministro della Salute Orazio Schillaci ha assicurato massimo impegno a partire da questo primo passo “verso una riforma ad ampio raggio del Ssn, sia sul territorio che nelle strutture ospedaliere”.

“Si tratta di conferire agli operatori una maggiore capacità di salvare vite – sottolinea Pavone -. La proposta, di carattere strategico e strutturale, si articola su alcuni fondamenti tra cui la configurazione dei sistemi 118 in dipartimenti provinciali di emergenza territoriale, l'assicurazione che il paziente si trovi in una condizione di emergenza sanitaria, ossia in pericolo di vita tale da dover essere soccorso dal 118 in tempi brevissimi, entro 8 minuti dalla chiamata in area urbana da un mezzo di soccorso con medico ed infermiere a bordo, il riconoscimento di indennità incentivanti per il rischio ambientale e biologico in favore di tutti gli operatori del sistema. Infine, la riforma mira a garantire un servizio di emergenza efficiente e tempestivo per i cittadini, fornendo al personale coinvolto migliori condizioni lavorative e opportunità di crescita professionale. Attualmente il provvedimento è in fase di esame e discussione presso la commissione affari sociali del Senato dove verrà valutato attentamente insieme al disegno di legge riguardante il riordino del sistema ospedaliero di emergenza presentato dalla senatrice Cantù. Le decisioni adottate in seguito a questa fase potrebbero avere un impatto significativo in termini di qualità ed efficacia dei servizi di emergenza urgenza in Italia, migliorando di conseguenza il benessere e la sicurezza dei cittadini utenti”, ha concluso Pavone.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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