Ortopedia e Traumatologia dell’ospedale di San Severo è un fiore all’occhiello, parola del paziente-medico Di Capua

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La sanità pubblica va difesa dagli attacchi di chi vuol privatizzarla a vantaggio del profitto e non della qualità. Basti pensare quello che sarebbe potuto accadere durante la pandemia se la sanità fosse stata privata e le cure sarebbero arrivate guardando “i colori”, e quindi i premi, delle polizze assicurative, come avviene in alcuni Paesi sparsi nei cinque continenti. Il presidio ospedaliero “Teresa Masselli-Mascia” di San Severo, con l’arrivo di alcuni primari (Ortopedia, Ostetricia e Ginecologia, Pediatria) ha ripreso “a correre” ed è tornato a riprendersi il ruolo che gli compete nel territorio dell’Alto Tavoliere. Chiaramente, grazie anche alle scelte fatte dalla Direzione generale e di quella Strategica dell’Asl-Fg. Reparti che si sono ben allineati a quelli già con manifestata eccellenza, come Cardiologia-Utic, Pneumologia, Medicina, Angiologia, il Laboratorio analisi, il COrO e non solo. 

La testimonianza sul buon nome del reparto, questa volta, arriva da un medico, da Fabio Di Capua, già primario della Chirurgia del “Masselli-Mascia” agli inizia degli anni ’90, dopo essere stato ricoverato e sottoposto ad un intervento di artroprotesi all’anca: “Desidero esprimere il mio sincero e affettuoso ringraziamento al personale medico, infermieristico e ausiliario della Unità operativa complessa di Ortopedia dell’ospedale di San Severo per la solerte attenzione e la grande disponibilità di cui sono stato oggetto in occasione del mio recente ricovero per protesi d’anca. Un particolare ringraziamento al direttore, il dottor Giuseppe Ricciardi, del quale ho potuto apprezzare le non comuni doti di professionalità e di umanità, interprete di un modo splendido di esercitare una professione per alleviare le sofferenze di tanti. Col suo impegno e quello dei suoi collaboratori, stanno contribuendo ad operare quel necessario recupero di credibilità e fiducia di cui il nostro ospedale ha assoluto bisogno”. 

Di Capua prosegue nella narrazione a l’Attacco: “Soffrivo di artrosi all’anca e da due mesi avevo un grave fastidio che mi portava anche a zoppicare: era arrivato il momento di una protesi. Non conoscevo Ricciardi, a cui non mi sono presentato come collega ma come semplice paziente. Avevo sentito parlare della sua esperienza in campo protesico, anche per interventi fatti ad alcuni amici. Ho trovato una persona molto disponibile che ha messo in evidenza quelle caratteristiche umane e professionali che vengono rivolte alla gente, a chi soffre, così come dev’essere in campo sanitario. Tanto vale anche per il suo aiuto, il dr. Quitadamo e gli altri colleghi. Tra l’altro – ha continuato Di Capua – sono davvero pochi in sala operatoria anche se sviluppano numeri importanti, effettuando interventi urgenti di alta qualità, facendo diminuire anche le liste d’attesa. Ecco perché non dobbiamo lasciarli soli e non dobbiamo perdere queste professionalità. Mi auguro che il dg Nigri quale va dato merito aver avviato questo processo di riqualificazione, possa mettere a disposizione le necessarie risorse organiche, strumentali e finanziarie affinché medici, come il dr. Ricciardi, possano trovare a San Severo le condizioni professionali più gratificanti per meglio servire i malati, recuperando al nostro ospedale, con la qualificata operatività degli altri reparti, quel ruolo di presidio dell’Alto Tavoliere che gli compete e che ha sempre avuto”. 

Fabio Di Capua fa emergere anche altri aspetti: “Ho ricoperto l’incarico di primario in Chirurgia, a San Severo, dal ’90 al ’94 e posso dire che, nella fisiologica altalena degli alti e bassi, l’ospedale ha avuto sempre personale qualificato. Anche se quella era una dimensione ospedaliera diversa, una medicina di tipo ‘romantico’ nel senso dell’atmosfera che c’era tra medici e pazienti. Un atteggiamento che ho ritrovato nel dottor Ricciardi e nelle donne e negli uomini del suo reparto. C’è la sua impronta”. Un reparto, quello di Ortopedia del nosocomio sanseverese, che va anche a limitare la mobilità passiva sanitaria. “Potevo andare a Bologna, visto che un paio di anni prima ero stato a visita dal dr. Moroni, ma mi sono fidato di Ricciardi e della sua equipe. Sono rimasto sei giorni in ospedale e appena le condizioni l’hanno consentito, sono stato dimesso. Sono a casa, in convalescenza e quasi autosufficiente, mentre continuo la fisioterapia”. 

Un altro tassello importante e di primordine è stato messo all’ospedale di San Severo, con l’espletamento delle procedure che hanno portato alla nomina di Direttore di Struttura Complessa disciplina Ortopedia e Traumatologia, del dottor Giuseppe Ricciardi. La nomina, come riportato nella nota n° 691 del 26 giugno 2023 sarà quinquennale e designa il primario di uno dei reparti che avevano avuto più criticità, causate dalla carenza di medici.

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