Temperature artiche e senzatetto, manca Piano emergenza freddo. Croce: “Attivo Pis comunale per accogliere”

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Le temperature siberiane calate su Foggia hanno fatto scattare l’allarme anche per i senza fissa dimora. Nel capoluogo daunio non c’è un Piano di emergenza del freddo, tuttavia funziona il Pronto intervento sociale del Comune che gestisce due dormitori: uno per accogliere 11 uomini, l’altro con 5 posti letto per le donne. Non sono ovviamente sufficienti ed in soccorso dei Servizi sociali municipali c’è il mondo del volontariato e della Chiesa. Per la nuova dirigente delle Politiche sociali, Serafina Croce, il Piano di emergenza del freddo è un falso problema perché si renderebbe poco necessario a Foggia. “Il Comune – ha dichiarato a l’Attacco – non ha all’attivo un Piano di emergenza del freddo, né lo abbiamo preventivato, semplicemente perché a Foggia fa molto freddo solo pochi giorni all’anno.

In tutti i modi, se le associazioni di settore ce lo propongono lo possiamo inserire all’interno della convenzione (sul nuovo Piano sociale di zona, ndr): attraverso lo strumento della co-progettazione è infatti possibile accogliere tutte le istanze”.

E a proposito di co-progettazione sulla nuova convezione, il Servizio sociale comunale starebbe lavorando proprio ad un potenziamento del Pis (che in due anni ha già accolto oltre 300 bisognosi) e del suo nuovo corso. “E’ quello – dichiara Croce – lo strumento del Comune per accogliere nella sua residenza-dormitorio i senza fissa dimora che ne facciano richiesta”.

A confermare il miglioramento del servizio è Domenico La Marca, operatore sociale che coordina il Pis, il quale racconta che nei giorni di freddo le richieste di accoglienza possono aumentare e che il dormitorio, soprattutto quello maschile, è sempre pieno.

“In questo momento - precisa però La Marca - c’è un’attenzione particolare dei Servizi sociali comunali. Con l’arrivo della nuova dirigente, essa stessa assistente sociale, si respira un’aria diversa rispetto al passato, più collaborativa. Stiamo co-progettando per il nuovo corso del servizio essenziale di risposta ai bisognosi e si sta pensando a novità che ci permetteranno di accogliere in maniera più strutturata. In sostanza si parla di un potenziamento del Pis anche per ciò che riguarda l’ampliamento dei posti letto per esigenze specifiche e fragilità particolari. Nel prossimo futuro si prevede una centrale operativa con apertura maggiore, che permetterà, cioè, di sviluppare anche momenti di socializzazione per i nostri ospiti. I due anni di esperienza sul campo hanno rappresentato per noi gestori del servizio una risorsa fondamentale per comprendere come farlo funzionare al meglio, anche grazie all’importante supporto rappresentato dalle assistenti sociali municipali. Nel nuovo progetto – aggiunge inoltre La Marca - saranno in rete anche la Caritas e le parrocchie”.

Il coordinatore del Pronto intervento sociale si sofferma poi sulle emergenze momentanee - per un servizio che non basta mai in una città come Foggia (tra le prime 6 in Italia per numero di homeless, secondo l’ultima rilevazione Istat) - e sulla capacità di attenuarle da un lato grazie alla nuova sensibilità espressa dall’attuale dirigenza comunale, dall’altro attraverso il sostegno della rete di accoglienza espressa dal territorio.

“Con il Comune – spiega - abbiamo raggiunto l’accordo secondo il quale, a maggior ragione in questi giorni di grande freddo, possiamo prorogare le permanenze in dormitorio oltre i 14 giorni previsti dalla convenzione, specialmente per le persone con fragilità più accentuate. Il PIs è anche in rete con altre realtà di accoglienza presenti sul territorio, con cui lavoriamo in sinergia per liberare posti e soddisfare in maniera diffusa le richieste che ci arrivano, anche in base a progetti individualizzati. Un signore italiano che è stato da noi per circa 1 mese – esemplifica La Marca – è stato ora accolto dalla parrocchia Gesù e Maria (che gestisce autonomamente una casa di accoglienza ben strutturata con 16 posti letto, ndr)”.

Importante, dunque, il servizio svolto anche dalle realtà ecclesiali (diverse delle quali contemplano mense e pasti caldi settimanali, o domenicali a rotazione, per i poveri e per gli homeless).

Tra gli addetti ai lavori del volontariato foggiano di settore, Emiliano Moccia dei Fratelli della Stazione. Moccia già un mese fa si era soffermato con l’Attacco sul tema della povertà locale: “Inutile dire che a Foggia siamo in ritardo da anni – aveva dichiarato -. Il Pis rappresenta un servizio vitale, ma i posti letto di cui attualmente dispone non sono sufficienti. A Bari – ha ricordato - ci sono 500 posti adibiti a dormitorio”.

Moccia si era poi soffermato proprio sull’assenza di un Piano di emergenza del freddo, un vulnus che ritiene “imbarazzante”. “E’ sconcertante – ha affermato - che Foggia non abbia ancora un simile strumento, a differenza di tante altre città italiane”.

A partire dalla scarsità dei posti letto del dormitorio comunale, i Fratelli della Stazione, da ormai due anni, hanno attivato, con il contributo della Fondazione Monti Uniti, una convenzione con un b&b di Foggia attraverso cui offrire tetto e accoglienza a persone in emergenza, soprattutto donne con bambini. E - pur ammettendo che in questi giorni di grande freddo non si stanno riscontrando particolari emergenze (precisando, però, che “è pur vero che durante i nostri ultimi turni in strada stiamo notando meno senza tetto in giro per la città, forse perché trovano autonomamente riparo in luoghi che sfuggono al nostro monitoraggio”) - il volontario fa comunque scattare il campanello d’allarme rispetto alle numerose accoglienze di donne con bambini che l’associazione ha sviluppato negli ultimi mesi presso il b&b.

“Da ottobre scorso ad oggi abbiamo accolto una decina di donne, per lo più africane, con i loro figli. Un segnale che dovrebbe far riflettere la macchina istituzionale dell’accoglienza rispetto ad un necessario potenziamento del servizio offerto ai bisognosi”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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