Le periferie di Foggia abbandonate a se stesse. È la denuncia fatta a l’Attacco da alcuni residenti del comparto Biccari, zona 167, che da troppo tempo oramai, riversa in situazioni di degrado. Strade rotte, dissestate che causano non pochi problemi agli abitanti del posto, ma soprattutto la mancanza di luce in diverse aree del luogo rende l’area priva di qualsivoglia sicurezza. “Il Comparto Biccari è uno dei tanti esempi di abbandono della città di Foggia, e il commissario nulla ha fatto, proprio come l’amministrazione precedente - spiega a l’Attacco Nicola Russo, residente del luogo – nel frattempo l’Edison ha vinto la gara d’appalto in città: i foggiani però non possono aspettare l’inizio dei lavori che arriveranno chissà quando. I residenti hanno bisogno di servizi che mancano dall’epoca di Agostinacchio e Mongelli. Sono trascorsi almeno 20 anni e la gente che abita in questo rione, che ha pagato tutte le opere di urbanizzazione, non vede alcun risultato. Possibile che le persone sono oggi costrette a scavalcare pietre, a camminare su strade rotte e buie per ritirarsi nelle proprie abitazioni?”.
Non è infatti la prima volta che il Comparto Biccari finisce alla ribalta delle cronache cittadine. In tanti ci hanno provato a risollevare la situazione. Nessuno però, ci è finora riuscito. “Le strade sono interrotte, i marciapiedi cadono a pezzi – aggiunge Russo – basta recarsi su via Francesco Nardella per capire qual è la situazione. Tutto è tamponato alla carlona. Nessuno mai interviene, ma chi dobbiamo chiamare? Certo una lampada può fulminarsi in qualsiasi posto: la gente però, può aspettare l’Edison che interviene fra tre mesi? Il pericolo c’è ora”.
“Da circa due mesi hanno sospeso la squadra del Comune di Foggia che si occupava del riparo e della sostituzione dei lampioni. I cittadini sono stanchi di lamentarsi, non sanno più nemmeno a chi rivolgersi. Sopra ciascun palo c’è un biglietto informativo che indica il numero del lampione – rincara – ma se si prova a chiamare per la sostituzione di una lampada la risposta è sempre la stessa: ci rimandano ad uffici e a persone che non rispondono mai. Altro che ripristino nel giro di 24 ore. Forse in città si scorda che la luce è parte integrante della sicurezza, non è solo decoro urbano. Sono sempre meno le pattuglie delle forze dell’ordine che girano per la zona. Un appello lo facciamo ai vigili urbani, venissero anche qui a controllare la situazione. A Foggia non esiste solo il centro: delle periferie chi se ne prende cura? Eppure i foggiani pagano le tasse, ma i servizi?”
E non finisce qui. “Che aspettano ad aprire l’orbitale? Così si smaltisce il flusso veicolare? La mattina per recarsi dal Comparto alle scuole su via Napoli ci si impiega mezz’ora. È un vero macello perché si creano lunghe code di auto davanti all’ospedale. Tutto a Foggia resta appeso”.
Dello stesso avviso Maurizio Marrese, presidente del WWF Foggia, residente del Comparto che da anni denuncia il degrado della zona.
“Come cittadino e presidente del WWF ho inviato dal 2018 numerose PEC al Comune di Foggia e alle forze dell’ordine per segnalare i diversi problemi del rione – denuncia – a cominciare dalle aiuole pubbliche recintate dai privati lungo la pista ciclabile. Alcuni foggiani hanno ben pensato di appropriarsi di aree verdi cittadine inglobando nei “loro” giardini perfino panchine, cestini dell’immondizia e pali della luce pubblica. Ma a distanza di anni nessuno mai è venuto a controllare. Il rione presenta anche oggi diverse aree lasciate al buio, in alcuni casi vandalizzate appositamente. Ai tempi di Landella dei vandali sostituirono un lampione inserendo sul palo una bottiglia di Coca Cola. Nessuno lo ha mai rimesso apposto nonostante le tantissime segnalazioni alle forze dell’ordine e alle istituzioni preposte”.
“L’illuminazione è una piaga della città di Foggia, particolarmente evidente al rione Biccari. E la gente è rassegnata – conclude Marrese – personalmente come cittadino e membro del mondo associazionistico cerco di combattere la rassegnazione nella gente, oggi sempre più assuefatta, abituata al degrado. Ma il mondo, così come la nostra città, non possono essere lasciati in mano a certe persone. La parte buona deve prevalere e combattere per avere e vivere in un posto migliore”.
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