Stati regionali dei rifiuti, Emiliano bersagliato da critiche dopo le parole sul caso dauno AMIU

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Negli ultimi giorni sul fronte dei rifiuti in regione ed a Foggia sono occorsi due eventi importanti. Al Teatro Petruzzelli di Bari si sono tenuti gli Stati regionali dei rifiuti in Puglia nel corso dei quali c’è stato un lungo intervento del governatore Michele Emiliano, che ha parlato anche del capoluogo dauno. A Foggia si è concluso, invece, con la firma del contratto di servizio, il procedimento amministrativo per l’affidamento diretto dell’igiene pubblica urbana per 9 anni ad Amiu Puglia Spa, per un corrispettivo complessivo di quasi 200 milioni di Euro. Al Petruzzelli Emiliano, a proposito della situazione di Foggia, ha detto, in sintesi, che il capoluogo dauno presenta una situazione amministrativa disastrosa ed è uno dei pochi capoluoghi di provincia sciolto per mafia, anche se non ci sono ragioni per connettere lo scioglimento del Comune con la gestione dei rifiuti.

“Foggia - ha proseguito il presidente di Regione - era stata già salvata anni prima dal fallimento della società municipale con un’acrobazia dell’allora sindaco di Bari Emiliano, una vera e propria acrobazia con cui l’Amiu di Bari acquisì questa società decotta ed io ricordo che i primi giorni che l’Amiu Puglia, perché da allora Amiu Bari si chiamò Amiu Puglia, cominciò a lavorare a Foggia fu veramente una situazione drammatica: quella sì me la ricordo anche con infiltrazioni criminali nell’azienda, perché i primi giorni che andammo lì mi ritrovai addirittura a contatto con uno dei parenti stretti dei fondatori della Sacra Corona Unita”.

In sostanza, Emiliano ha fatto intendere che, grazie ad un provvidenziale intervento in veste di sindaco di Bari, il servizio di raccolta dei rifiuti di Foggia si è salvato, dopo il fallimento, da infiltrazioni mafiose. Emiliano ha raccontato poi di come il progetto Amiu Puglia contemplasse la creazione di un’utility pubblica per i servizi di raccolta ma anche di come questo progetto sia stato ormai accantonato per scelta del Comune di Bari. Oggi, in sostanza, secondo il presidente della giunta pugliese, la Regione riprova a creare un’utility pubblica riguardante gli impianti e non più i servizi.

Nel corso del convegno tenutosi a Bari il 15 marzo scorso, Emiliano ha anche ammesso, senza mezzi termini, che la raccolta differenziata a Foggia, oggi, è praticamente a zero.

Sulle dichiarazioni rese dal governatore agli Stati regionali dei rifiuti in Puglia c’è l’analisi e il commento piccati dell’avvocato Nicola Zingrillo, firmatario - insieme ad un team di legali e di attivisti di associazioni locali, tra cui La Società Civile – dell’esposto formalizzato, a gennaio scorso, alla Procura della Repubblica, alla Corte dei Conti e ad Anac circa la ravvisata illiceità (oltre che inopportunità) del contratto di gestione che legherà per quasi un decennio il Comune di Foggia al servizio di raccolta rifiuti di Amiu Puglia Spa. Società il cui operato sviluppato nel capoluogo dauno nei precedenti nove anni è stato considerato, nel tempo, “inefficiente e non trasparente” dal gruppo di denuncianti, oltre che da una fetta rilevante di opinione pubblica cittadina.

“E’ necessario ricordare ad Emiliano – scrive ora Zingrillo - che il fallimento della società partecipata al 100% dal Comune di Foggia, Amica Spa (il cui declino ‘politico’ comincia con la sindacatura Ciliberti, ndr), è da imputare all’amministrazione in carica in quel momento, guidata da un rappresentante del suo stesso partito, come è ben chiarito dal decreto di fallimento del 17 gennaio 2012 del Tribunale di Foggia e da tutte le successive sentenze penali del Tribunale di Foggia e della Corte d’Appello di Bari che hanno assolto gli ex amministratori della società. Bisogna inoltre ricordare ad Emiliano che l’amministrazione comunale di centrosinistra ha lasciato in eredità ai foggiani, oltre ad una gestione finanziaria in predissesto, anche un debito diretto del Comune di Foggia nei confronti della curatela fallimentare della Amica Spa in corso di accertamento dinanzi al Tribunale di Bari stimato in circa 50 milioni di euro, che la Corte dei Conti continua a chiedere di sanare. La scelta di ‘salvare’ la gestione dei rifiuti da parte del sindaco di Bari, d’accordo con il sindaco di Foggia (l’allora primo cittadino Gianni Mongelli, ndr) – continua Zingrillo - è stata operata quando ad occuparsi del servizio era la curatela fallimentare, nella persona della dottoressa Mirna Rabasco, sotto il controllo del Tribunale fallimentare, nella persona del giudice delegato Roberto Gentile, che aveva appena concesso una proroga di tre anni alla gestione della curatela”.

Non finiscono qui le pulci che il legale foggiano fa all’intervento condotto da Emiliano in occasione degli Stati regionali dei rifiuti. “A Foggia non c’è la Sacra Corona ma altra organizzazione mafiosa (la cosiddetta Quarta Mafia, ndr)”, questa l’ennesima correzione rivolta al governatore da Zingrillo. Il quale, poi, torna nel merito della gestione locale dei rifiuti e della storia progettuale della relativa società in-house.

“A detta di molti esperti – afferma l’avvocato foggiano - l’operazione ‘Amiu Puglia’ è servita più a salvare Amiu Bari che a salvare Foggia. La scelta di creare un’utility pubblica per il servizio di raccolta contrastava già all’epoca con la scelta della Puglia nella pianificazione regionale di rendere pubblica la gestione degli impianti ed esternalizzare i servizi. Quella operazione poco lungimirante ha creato dunque un soggetto giuridico senza senso in cui due comuni distanti 120 chilometri ed appartenenti ad ambiti territoriali diversi gestiscono, non si sa cosa, in comune”. Per Zingrillo, inoltre, la costituzione di Amiu Puglia fu “una scelta disastrosa, non imputabile all’amministrazione Landella, alla quale si possono rimproverare nella questione dei rifiuti solo le innumerevoli proroghe (più di 50) ed i mancati controlli sulla (in)adeguatezza del servizio, responsabilità condivisa per questi ultimi due anni anche dalla gestione commissariale”. Ed avendo lo stesso Emiliano riconosciuto che la raccolta differenziata a Foggia sta a zero (a dispetto di un corrispettivo annuo di circa 21 milioni di euro negli ultimi 9 anni) “è evidente, allora - per Zingrillo -, che la responsabilità è dell’Amiu Puglia e di chi l’ha gestita finora: Comune di Bari 79% - Comune di Foggia 21 %. Quando ho sentito dire che Emiliano si sta impegnando per salvare la Puglia dall’emergenza rifiuti, affiancato dallo stesso management che ha gestito per anni Amiu Puglia, come ha salvato Foggia – conclude il legale in veste di attivista - mi sono un bel po’ preoccupato”.

Tornando ai futuri 9 anni di gestione del servizio di igiene pubblica urbana nel capoluogo dauno, a proposito del contratto siglato da Palazzo di Città con Amiu, va ricordato che, solo qualche giorno fa, il nuovo commissario straordinario Vincenzo Cardellicchio, nel presentarsi alla comunità in conferenza stampa, su precisa sollecitazione de l’Attacco (che da tempo ha avviato una battaglia contro la poca trasparenza, quanto ai dati truccati sulla differenziata, del servizio reso dalla municipalizzata) ha dichiarato, in sostanza, che l’accordo firmato potrebbe essere oggetto di modifiche e ravvedimenti laddove ne dimostrasse la necessità l’attività di controllo sulla raccolta rifiuti che il futuro governo politico della città dovrà esercitare.

Sul punto anche Antonio Tutolo, consigliere regionale (stando ai rumors, potrebbe candidarsi alle prossime amministrative foggiane) che presiede la II commissione dell’assise pugliese, nella quale recentemente ha audito Amiu e Ager sulla questione rifiuti a Foggia, ritiene che “nel caso in cui le inadempienze della società in-house dovessero continuare si potrebbe rescindere il contratto. Foggia – ha ribadito tranchant a l’Attacco - è stata abbandonata da Amiu: la scelta di affidarle il servizio per altri nove anni è francamente incomprensibile”.

Tutolo è critico anche sul nuovo Piano regionale di gestione dei rifiuti, che, ricorda, lui votò solo per una questione di tempistica: affinché, cioè, la Regione non perdesse gli ingenti finanziamenti a disposizione. Un Piano, che, però, per Tutolo, successivamente alla sua approvazione andava rivisto e integrato. “E’ un Piano che non regge – analizza infine il consigliere regionale - perché non prevede nuovi impianti nelle province in cui mancano, come per esempio nel Leccese. Mentre, invece, in Capitanata abbiamo un impianto di compostaggio, una discarica e un inceneritore, abbiamo fatto strike – ironizza Tutolo -. L’ho già detto in consiglio regionale: non si pensi – avverte - che la provincia di Foggia possa essere il secchio dell’immondizia di Puglia”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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