“Ai tempi della gestione guidata dalla dottoressa Silvana Salvemini i Servizi sociali del Comune di Foggia mandavano mensilmente un’assistente sociale a casa del signor Lioce. Dinamica scattata immediatamente dopo la segnalazione dei condomini giunta in via Fuiani. Finita la gestione Salvemini, con il subentro alla direzione del settore da parte della dottoressa Maria Giuseppina D’Ambrosio (segretaria generale comunale, che ha guidato per 6 mesi, ad interim, le Politiche sociali municipali, dall’estate 2022 fino agli sgoccioli dello scorso anno, ndr), da via Fuiani non è stato mandato più nessun assistente sociale a casa del signore. In sostanza Lioce è stato abbandonato. Se si va spulciare tra le carte si può evincere, nel dopo-Salvemini, l’omissione da parte del Comune su questo caso. Il signore era stato preso in cura dai Servizi sociali. Me lo ricordo come fosse ieri”. Sono le indiscrezioni giunte a l’Attacco da un’ex dipendente delle Politiche sociali del Comune di Foggia, in servizio in via Fuiani fino a diversi mesi fa. Il caso è quello portato alla luce da “Chi l’ha visto?”, che, dal primo marzo scorso, ha dedicato attenzione settimanale a Raffaele Lioce, l’80enne accumulatore seriale di cianfrusaglie raccattate in giro per la città, ex dipendente di Poste Italiane, dapprima dato per scomparso e infine trovato morto in casa il 17 marzo sotto il suo letto, a sua volta sepolto da una coltre di rifiuti.
Il ritrovamento (esito dell’attenzione mediatica dedicata a Lioce dalla trasmissione di Rai3) è stato effettuato dagli operai della ditta che hanno iniziato le operazioni di sgombero e sanificazione dell’appartamento-discarica all’indomani dell’ordinanza urgente del Servizio Ambiente del Comune di Foggia, risalente al 2 marzo scorso, che intimava all’amministratore di sostegno di Lioce, l’avvocato Marcello Sacco, di “provvedere entro 5 giorni alla bonifica ad al ripristino dello stato dei luoghi sotto la stretta sorveglianza del Corpo di Polizia locale, a causa della situazione di pericolo per la salubrità e per la sicurezza pubblica e privata”.
Ora la salma di Lioce si trova in obitorio, a disposizione dell’autorità giudiziaria, che potrebbe disporre l'esame autoptico nei prossimi giorni per approfondire origine causale e tempi del decesso. Restano, intanto, da ultimare le operazioni di riqualificazione ambientale dell’appartamento, lasciato inspiegabilmente aperto - secondo quanto raccontato mercoledì sera da “Chi l’ha visto?” - dopo il ritrovamento del corpo, con ulteriore grave disagio per gli inquilini del palazzo in via Mazzini. Vicini di casa che, attraverso l’amministratore di condominio, sin dalla prima metà di dicembre dello scorso anno, avevano segnalato all’avvocato Sacco (oltre che a polizia e vigili del fuoco) il fatto che l’anziano non si vedeva da due settimane, nonché la presenza di una “puzza tremenda” proveniente dall’appartamento.
Come racconteremo meglio in seguito, Federica Sciarelli, conduttrice di “Chi l’ha visto?”, nel confronto in diretta con l’amministratore di sostegno di Lioce, ha attribuito allo stesso Sacco non poche responsabilità rispetto alle evidenti falle che presenta questa brutta vicenda.
Nonostante le segnalazioni dei condomini, risalenti, come detto, a dicembre, la denuncia di scomparsa di Lioce da parte del suo tutor legale (nominato dal giudice tutelare del Tribunale di Foggia) è arrivata soltanto il 16 febbraio.
In tutti i modi, ieri mattina, l’Attacco ha provato ad approfondire la segnalazione giunta in redazione in merito all’operato dei Servizi sociali municipali, chiedendo, dapprima all’Ufficio stampa, e poi all’Ufficio di Gabinetto del Comune di Foggia, di poter verificare le informazioni acquisite attraverso un confronto telefonico con la segretaria generale Maria Giuseppina D’Ambrosio, tirata in ballo. Successivamente, in tarda mattinata, dall’addetto stampa comunale è stato anticipato a l’Attacco che: “Nel pomeriggio, per conto dei Servizi sociali di Palazzo di Città, arriverà un comunicato ufficiale sulla vicenda. Mi sto apprestando a redigerlo”, ha comunicato Fabio Prencipe.
l’Attacco ha provato inoltre a contattare l’assistente sociale, ora in servizio presso il Comune di Andria, che ai tempi ha seguito il signor Lioce. Un tentativo telefonico, al momento, senza esito. Tornando alla ricostruzione del focus effettuato da “Chi l’ha visto?” nella puntata serale del 22 marzo, Sciarelli cita una lettera risalente a maggio 2021 in cui i Servizi sociali all’epoca diretti da Salvemini segnalavano a Sacco la situazione di degrado in cui viveva Lioce, richiedendo allo stesso amministratore delegato dell’anziano di intervenire per la bonifica.
Sacco ha risposto raccontando che, in quel periodo, non aveva ricevuto, nell’alveo del suo mandato, capienza economica per poter disporre le operazioni richieste. “I Servizi sociali del Comune di Foggia l’unica cosa che fanno sono le intimazioni – ha ribattuto l’avvocato -. Chi lo doveva fare questo sgombero? Con quali soldi? Avrei dovuto farlo io con il sacco in spalla? I Servizi sociali erano perfettamente a conoscenza della situazione. Avevo fatto presente che non c’era capienza economica per liberare l’appartamento. Quando ho chiesto supporto per provvedere allo sgombero le risposte sono state ‘zero’”.
La giornalista alla guida di “Chi l’ha visto?” ha allora annunciato: “Sentiremo anche i Servizi sociali”. Facendo però presente (insieme al suo inviato) a Sacco che “in casi di emergenza l’amministratore di sostegno è tenuto a rivolgersi al giudice tutelare, il quale può emettere un provvedimento straordinario”.
Sciarelli, visibilmente incredula per le dinamiche intercorse in questa vicenda, se l’è poi presa anche con i rilievi effettuati, all’indomani della denuncia di scomparsa, da forze dell’ordine e vigili del fuoco per comprendere se l’uomo fosse in casa. “Come testimoniano anche gli inquilini del palazzo – ha spiegato la conduttrice – quei rilievi sono stati fatti entrando solo all’inizio dell’appartamento, non è stato fatto di più”.
La giornalista di Rai3 ha inoltre aspramente criticato il procedere a rilento delle operazioni di bonifica. Da quando è stata emessa l’ordinanza comunale, infatti, il cadavere di Lioce è stato ritrovato soltanto due settimane dopo.
“Dal primo marzo ad oggi, noi - ha concluso Sciarelli prima di passare alla trattazione di un altro caso – abbiamo detto ogni settimana che bisognava fare lo sgombero (‘Non è che Raffaele è lì dentro?’ aveva infatti rilanciato in precedenza la trasmissione; mentre Sacco, dopo i rilievi effettuati, aveva escluso che l’anziano potesse essere sepolto in casa, ndr). Siamo a Foggia, che non è terra di nessuno”, ha concluso amaramente l’anchorwoman di “Chi l’ha visto?”.
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