Si concluderà domani a Rimini la grande fiera del settore ortofrutticolo Macfrut, un comparto che in Italia nel 2022 ha movimentato qualcosa come 10 miliardi di euro in quanto a export. Un settore importantissimo per la Capitanata, dove invece il primo maggio si è chiusa la Fiera dell’agricoltura più desolante e vuota di sempre. Ormai è sotto gli occhi di tutti la morte di quello che era un simbolo per il capoluogo daunio, tra le polemiche di quanti evidenziano come negli stessi giorni eletti e associazioni di categoria nostrane fossero tutte non a Foggia bensì nell’enorme Villaggio Coldiretti di Bari.
L’inutilità dell’Ente autonomo Fiera di Foggia è tutta nei numeri della sua situazione economico finanziaria, da cui emerge con estrema chiarezza come le spese di funzionamento e per organi e personale superino gli introiti. E’ un ente che si regge sui contributi dei soci fondatori, sui fitti di locazione e sui ricavi legati al parcheggio, mentre dalle manifestazioni non arriva alcuna vera economia. Che senso ha, dunque, andare avanti a queste condizioni? E che ripresa potrà mai essere possibile? Nel resto d’Italia il comparto fieristico, dopo il biennio pandemico, sta registrando una robusta rinascita ma questo non avviene a Foggia, dove il disinteresse per l’Ente Fiera è plateale.
L’ultimo bilancio approvato, quello relativo all’esercizio 2021, si chiuse con un piccolissimo utile di 33.819,88 euro grazie ai concorsi pubblici ospitati, con costi pari a 2.494.557 euro e ricavi per 2.528.377 euro. Un dato migliorato rispetto all’esercizio 2020, chiuso con una perdita pari a -404.950 euro. Tra i molti crediti vantati dall’ente c’erano 510.479 euro verso espositori, quasi 3 milioni di euro (2.996.185 euro, per la precisione) verso enti fondatori, sostenitori ed enti vari.
Nel bilancio 2021 si spiegava che la Provincia deve versare 2.108.124 euro, CCIAA 873mila euro, la Regione Puglia 15.061 euro, mentre il Comune è in regola. Quanto ai 2.528.377 euro di ricavi di esercizio (che erano stati 1.500.450 euro nel 2020), provenivano per 196.300 euro da introiti di manifestazioni, per 835.743 da rendite patrimoniali, per 430mila euro da contributi degli enti fondatori, per 188.236 euro da altri ricavi e sopravvenienze attive, per 878.098 euro da contributo in conto capitale. Ma dei 196.300 euro ammontavano a zero sia gli introiti per ingresso di visitatori sia i proventi da mercati zootecnici; la somma derivava solo dai 14.800 euro per posteggi e dai 181.500 euro per forniture tecniche, servizi, noli.
Non entrerà nemmeno un euro dagli ingressi alle manifestazioni neppure nei prossimi anni. Risale al 28 novembre scorso l’approvazione - da parte del dimissionario commissario straordinario Massimiliano Arena e del segretario generale Raimondo Ursitti - del bilancio di previsione 2023, del bilancio pluriennale per gli esercizi 2023-2024-2025 e delle variazioni di assestamento al bilancio di previsione 2022.
Come registrato dal collegio dei revisori dei conti, le voci relative alle entrate correnti, previste in complessivi 1.800.000 euro, in diminuzione di ben 4.129.400 euro rispetto all'esercizio 2022, presentano diverse variazioni significative: le entrate per rendite patrimoniali pari a 546.000 euro derivano dalla locazione di parte degli immobili, da canoni per organizzazione di manifestazioni e da concessioni aree e servizi extra fiere, con un decremento di 493.000 euro rispetto al 2022; le entrate per le manifestazioni pari a 256.000 euro rilevano un incremento complessivo di 146.000 euro a fronte della previsione di maggiori introiti da vendita di spazi espositivi e da ricavi pubblicitari; le entrate per contributi obbligatori degli enti fondatori e sostenitori pari a 680.000 euro presentano un incremento di 250.000 euro a fronte della previsione di maggiori contributi provenienti dalla Regione Puglia rispetto al bilancio assestato 2022 (200mila euro per il Comune, 130mila per la Provincia, 100mila la Camera di commercio); le entrate in conto capitale pari a 4.001.000 euro rilevano un incremento rispetto al bilancio assestato 2022. E ancora: le uscite per spese in infrastrutture oneri patrimoniali presentano un incremento di 6.000 euro per maggiori interessi passivi bancari oltre a incrementi di spese di manutenzione di immobili; le uscite per spese generali di funzionamento per 1.037.000 euro presentano un decremento di 57.000 euro; le uscite per l'organizzazione di manifestazioni di 322.000 euro registrano un decremento complessivo di 94.100 euro per lo sviluppo di attività fieristiche; le spese in conto capitale di 60.000 euro registrano un decremento di 3.983.000 euro relativo all’acquisto di beni mobili, attrezzature. Il personale di ruolo costava nel 2022 ben 600mila euro, per il 2023 si prevede una spesa di 550mila euro; in calo anche gli oneri sociali, da 180mila a 170mila euro.
“L'esercizio 2023 sarà di fondamentale importanza per il futuro della Fiera in un'ottica di continuità delle attività dell'ente da un lato e dell'entrata in funzione del parcheggio interrato su corso del Mezzogiorno che certamente darà nuova linfa alle entrate dell'ente che sta ancora pagando gli effetti derivanti dal Covid”, scrivevano i due vertici a novembre facendo riferimento alla prevista privatizzazione della gestione delle manifestazioni fieristiche, “anche se va detto che l’attuale congiuntura economica non aiuta il settore fieristico, rendendolo, al momento, poco attrattivo per i privati e comunque dovrà essere riproposta la procedura già posta in essere ed andata deserta non essendo pervenuta nessuna proposta. Nel contempo e fino alla conclusione delle procedure di evidenza pubblica per individuare il soggetto che gestirà la parte commerciale, definendo il rapporto contrattuale tra l'Ente Fiera e la società di gestione, stabilendo la durata del contratto comprese le modalità di utilizzo del Quartiere con l'individuazione delle strutture e delle aree interessate nonché il corrispettivo della concessione, è necessario che questo Ente provveda ad assicurare la indispensabile attività e garantire la continuità amministrativa e finanziaria dell'Ente Fiera”. “Il 2023”, proseguivano, “non si presenta ancora con un reale superamento delle criticità emerse a seguito della pandemia sia dal punto di vista della lievitazione dei costi correlati alle manifestazioni da svolgere ma soprattutto per gli effetti economici negativi che continuano ad affiggere gli stakeholder di riferimento quali espositori, organizzatori, visitatori e operatori vari. Appare, quindi, ancora lontana la effettiva ripresa del comparto fieristico e pertanto anche nella programmazione delle manifestazioni occorre assumere un atteggiamento prudenziale per evitarne l'annullamento per carenza di espositori. Altro aspetto importante è la ripresa dell'utilizzo del Padiglione 69 che è stato sede della HUB vaccinale da parte della Protezione Civile della Regione Puglia e della ASL di Foggia che hanno inciso non poco sulle manifestazioni dell'ente”.
Arena e Ursitti spiegavano che “ad ogni buon conto, nel 2023 questo ente ha intenzione di dare modo agli espositori di fruire di servizi di fiera digitale, anche con realtà virtuale e realtà aumentata”. Innovazioni che finora sono rimaste sulla carta.
“Aspetto di rilevantissima importanza per il futuro e per le attività dell'ente è quello che si sta determinando in relazione al completamento dei lavori per la realizzazione delle infrastrutture a servizio del Quartiere Fieristico, che oltre ai nuovi uffici dell’ente prevedono la realizzazione di un parcheggio interrato da circa 700 posti auto, che produrrà un notevole introito di flussi di denaro che consentiranno di migliorare sensibilmente le entrate proprie dell'ente. I lavori termineranno certamente entro il primo semestre del 2023”. Un’altra previsione errata, visto che dalle ultime notizie – riportate da l’Attacco giorni fa – i lavori termineranno “entro fine estate-inizio autunno”.
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