Da viale Candelaro a viale Ofanto, alle tre corsie. Nuovo look per le strade di Foggia (non solo per il Giro)

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Strade, strade e ancora strade. Da sempre il tallone d’Achille del capoluogo daunio, da sempre nei pensieri di ciascun automobilista foggiano a causa delle pessime condizioni in cui riversano da tempo immemore. Eppure sembra che in città qualcosa stia cambiando negli ultimi mesi. I lavori alla rete idrica ed elettrica e relativi al passaggio imminente del Giro d’Italia hanno in qualche modo messo una pezza alle tante disastrate arterie foggiane particolarmente interessate dal traffico. Il prossimo 8 maggio Foggia ospiterà la terza tappa (Vasto-Melfi) della carovana rosa che passerà in città ma non vi si fermerà.

Diverse le aree coinvolte. Il Giro arriverà dalla statale 16 entrando in città da via San Severo. Transiterà lungo viale Candelaro fiancheggiando Parco San Felice e proseguirà diritto su viale Ofanto fino ad arrivare all’incrocio con viale degli Aviatori – di fronte all’ospedale D’Avanzo – per poi proseguire verso la Mongolfiera. Tutte le strade interessate dalla manifestazione sportiva sono state rifatte. Ma non solo.

A sorpresa ci sono anche tante altre arterie cittadine che sono state interessate dai lavori di rifacimento stradale. Un esempio? La via che porta a piazza Sant’Eligio o lo stesso viale Ofanto. Di fatto una volta superato l’incrocio col D’Avanzo è possibile notare i lavori che proseguono fino ad arrivare all’innesto con le tre corsie, o viale Michelangelo. Rifatte per l’occasione anche le segnaletiche orizzontali.

Ma non è tutto oro ciò che luccica, o almeno è quello che pensano alcuni cittadini ascoltati da l’Attacco. “Le hanno rifatte solo in vista di una manifestazione sportiva – dicono alcuni passanti a l’Attacco – le rifanno solo per le grandi occasioni, quando arriva in città qualche celebrità o pezzo grosso dello Stato. Per il resto non si interessano di noi foggiani costretti a viaggiare su strade dissestate e pericolose, piene di buche”.

Non convinto dei lavori neanche Giorgio Cislaghi. “Hanno rifatto anche strade che non c’entrano col passaggio delle bici, come via de Petra - dice a l’Attacco - Il problema è però un altro: come le stanno facendo.  Se si vuole dare una mano di vernice su un muro vecchio o se si vuole affrontare per davvero l’annosa questione. Il problema non è il manto superiore ma tutto ciò che c’è sotto. Se continuano a lasciare strati su strati di asfalto malandato questo continuerà a saltare via, si dovrebbe invece rimuovere tutto quello malandato che sta sotto. Vanno rifatte da zero”.

Secondo Cislaghi, infatti, le strade foggiane non possiederebbero il cosiddetto fondo di binder. Per chi non è del mestiere si tratta del quarto strato, ovvero di una sorta di collegamento o “transizione” tra lo strato più superficiale, il manto di usura e quello intermedio, lo strato di base. Una porzione che ha il compito di regolarizzare il piano di base così da offrire il miglior rapporto di “planarità-pendenza” possibile.

“Per non parlare dei cedimenti – continua Cislaghi – ce li ritroveremo nel giro di un anno e mezzo. Un esempio è via Lenotti, arteria posta davanti al Liceo Marconi e che prosegue fino a via Gandhi. Rifare le strade non significa togliere l’asfalto e rimetterlo, ma eliminare l’asfalto che va tolto, risistemare il fondo e ripristinare il tutto a mestiere. E contemporaneamente pensare anche ai marciapiedi perché quelli attuali non sono più a norma, manca l’altezza di sicurezza per i pedoni, e i tombini e le caditoie sono incassati. Purtroppo Foggia subisce da oltre 30 anni dei lavori malfatti che non durano Natale e Santo Stefano. Queste strade “nuove”, appena rifatte – conclude poi Cislaghi – non dureranno più di due anni”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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