Unifg, tutto da rifare: improcedibile la gara dell’ex caserma Miale. Si riparte da capo dopo l’intervento Anac

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“Improcedibilità della procedura”. E’ quanto ha deliberato il consiglio di amministrazione dell’Università di Foggia nella seduta straordinaria di martedì scorso, in cui è stato affrontato il caso della gara relativa all’ex caserma Miale. Come rivelato da l’Attacco in esclusiva nei mesi scorsi, a paralizzare ulteriormente l’iter della super procedura da oltre 17 milioni di euro (affidamento dell'appalto integrato avente ad oggetto la progettazione esecutiva e l’esecuzione di lavori relativi all’intervento di ristrutturazione, rifunzionalizzazione e cambio di destinazione d'uso), avviata ormai un anno fa, è stata una nota dell’Anac-Autorità nazionale anticorruzione, di fronte alla quale la tecnostruttura dell’Ateneo si è fermata a lungo per riflettere sul da farsi. Finalmente il 23 giugno la decisione è stata ufficializzata, ricordando come l’Anac eserciti un’attività di vigilanza in materia di contratti pubblici e abbia trasmesso una nota il 30 marzo scorso, cui ne è seguita una seconda il 5 maggio con concessione del termine suppletivo di 60 giorni. Si citano anche il parere dell’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Bari del 14 maggio e la nota MUR (Ministero dell’Università e della ricerca) del 16 giugno. Alla luce di tali atti, il cda ha dichiarato l’improcedibilità della procedura e ha disposto il ritiro del bando di gara e degli atti endoprocedimentali correlati e successivi relativi alla procedura aperta per l’affidamento dell’appalto integrato, compresi il disciplinare di gara, il capitolato speciale d’appalto e ogni ulteriore documento di gara allegato.

Il responsabile unico del progetto è stato incaricato di avviare, “con la massima urgenza compatibile con le esigenze della corretta progettazione”, il processo di integrazione e adeguamento della procedura di gara e del piano di fattibilità tecnica ed economica, in conformità alle indicazioni contenute nella nota di definizione del presidente Anac Giuseppe Busia del 30 marzo, e in particolare: completamento degli elaborati strutturali relativi alla porzione soggetta a demolizione e ricostruzione, Corpo C, e alla realizzazione del piano interrato, con particolare riguardo alla valutazione del rischio sismico, alla progettazione delle fondazioni e alle strutture di contenimento; adeguamento del PFTE (piano di fattibilità) ai contenuti minimi essenziali previsti dagli articoli 6‑21 dell’allegato I.7 al decreto legislativo n. 36/2023; integrazione delle planimetrie delle interferenze con i pubblici servizi; avvio preventivo della conferenza dei servizi finalizzata all’acquisizione di tutte le autorizzazioni necessarie, al fine di garantire la massima stabilità del quadro autorizzativo e prevenire il rischio di successive varianti progettuali; revisione dei corrispettivi per la progettazione, con inclusione della remunerazione dei precedenti livelli progettuali, in conformità alla disciplina applicabile; adeguamento dei requisiti di qualificazione per la componente strutturale in misura proporzionata e attinente all’oggetto e al valore dell’appalto; provvedendo altresì ad adeguare il computo metrico al nuovo prezziario regionale delle opere pubbliche della Puglia - edizione 2026”, approvato con delibera della giunta Decaro lo scorso 16 giugno. Il RUP è stato autorizzato al tempestivo riavvio delle attività propedeutiche alla riedizione della procedura di gara, mediante predisposizione degli atti di gara conformi alle indicazioni dell’Anac, nel rispetto dei principi di concorrenza, par condicio, proporzionalità, trasparenza, risultato, fiducia e favor partecipationis.

Tale delibera verrà prontamente comunicata a Busia, come pure ai 28 operatori economici partecipanti alla procedura, con chiusura del procedimento sulla piattaforma telematica EmPULIA e restituzione delle garanzie provvisorie eventualmente prestate dai concorrenti. E’ stata demandata al RUP la predisposizione di un cronoprogramma aggiornato delle attività, da portare a conoscenza del cda nella prima seduta utile successiva all’adozione di tale delibera.

Infine il cda ha chiarito che “la presente determinazione è assunta anche al fine di preservare la stabilità dell’intervento, la regolarità della futura procedura di affidamento, la tutela dei finanziamenti pubblici già assentiti e delle ulteriori risorse programmate, nonché l’interesse pubblico alla celere e legittima realizzazione dell’opera”.

Sullo sfondo, aleggia sempre il rischio di perdita dei fondi: ammonta a 12.686.195 euro il cofinanziamento chiesto ed ottenuto nell’ambito del bando ministeriale del 2021 per l'ammodernamento e la riqualificazione dell'edilizia universitaria. L’importo monstre di partenza della gara era 17.139.858,10 euro, Iva esclusa, e il criterio di aggiudicazione quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa. La prima scadenza, fissata al 15 settembre scorso, fu dapprima prorogata di un mese, al 15 ottobre, e poi nuovamente fatta slittare al 3 novembre, alla luce di ben due rettifiche da parte dell’Area tecnica dell’Ateneo daunio. Seguì una lunghissima fase per la verifica sui 28 operatori economici fattisi avanti; a marzo una nuova proroga dei termini di conclusione dell’iter per tre mesi, indicando come termine finale per l’aggiudicazione dell’ambitissimo appalto il 27 giugno prossimo. E ora è tutto da rifare.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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