l’Attacco cambia pelle: non si nasconde e prova a costruire una nuova alleanza tra impresa, cultura e opinione pubblica

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Di solito si dice bagno di folla. A noi piace di più definirlo un bagno d’affetto. In tantissimi, oltre 250 presenti al Galà de l’Attacco e altrettanti che con un messaggio hanno manifestato la loro vicinanza all’iniziativa e a quella che il Governatore Michele Emiliano ha definito la squadra formidabile guidata da Piero Paciello.

Ed è stato proprio il video messaggio del Presidente della Regione ad aprire la serata, mentre in tantissimi riempivano le sale e l’esterno del Wasabi cafè che ha ospitato la serata. L’arrivo degli auguri del Presidente ha stravolto la scaletta perché non si è trattato dell’apprezzato messaggio di circostanza, ma di una condivisione piena del significato dell’iniziativa. Delle sue motivazioni e finalità. “O si cambia o si muore, bellissima iniziativa per modificare, inventare un nuovo modo di essere quotidiano, soggetto di una comunità che si evolve”.

Nelle parole di Emiliano il senso di quello che lui stesso ha definito un galà dell’innovazione nella comunicazione giornalistica, dando merito al direttore Piero Paciello “che guida questa squadra formidabile”. “Sono certo – ha aggiunto Emiliano – che il successo coronerà questa serata bellissima e che l’Attacco dimostrerà il suo ruolo nella società pugliese e nel riscatto di una città”.

L’attenzione del Presidente ha per noi questa valenza, certifica cioè ancor di più il ruolo del quotidiano nella società pugliese. Va a saldare un legame che già è stato avviato in precedenza con una finestra quotidiana sul cartaceo a cura di Onofrio D’Alesio, responsabile anche delle due edizioni quotidiane del tg web.

Uno fra i nuovi prodotti editoriali presentati durante la serata, che è davvero un nuovo corso del giornale, come l’ha definito il Rettore Pierpaolo Limone nel suo video messaggio, facendo i suoi auguri a “un nuovo corso ancora più multimediale e interattivo, a questo sistema nuovo che si sta costruendo con questa iniziativa editoriale. Credo che nella complessità della società contemporanea i giornali in tutte queste forme e articolazioni digitali abbiano sempre più importanza nel creare approfondimenti che permettano a tutti noi di leggere la realtà in cui viviamo”.

Il legame con Bari attraverso il Presidente – ma anche con Roma e Bruxelles attraverso i numerosi esponenti presenti – e quello con l’Università, sia tramite le parole del Rettore che con la rappresentanza dell’Università a suggellare questo ruolo del giornale, nella società pugliese e nel riscatto di una città, come ha ben colto Emiliano. Ci onora sottolineare che le presenze, quelle oltre 250 persone che hanno trascorso la serata ad ascoltarci, rappresentano la parte che più incide nella società. Dai Sindaci, ai rappresentanti delle Istituzioni e forze dell’ordine, fino allo stato maggiore della sanità. Ma ancora sindacati, organizzazioni di categoria, imprenditori, mondo della cultura, ordini professionali.

“Le presenze di questa sera – ha sottolineato il direttore Piero Paciello – danno il senso dell’impresa che negli ultimi cinque anni stiamo costruendo, un’impresa editoriale che investe nell’innovazione. Abbiamo cambiato pelle immaginando una formula nuova cioè innestando sul tronco del cartaceo altre due piattaforme. La rete, con una serie di prodotti e sperimentazioni avviate e da gennaio 2020 anche la piattaforma on-life, cioè un giornale che scende nelle piazze, che ascolta la gente e che porta nei luoghi di socialità i temi, le sensibilità, le battaglie. Non è stato semplice, ma abbiamo capito che avevamo due strade: o decidevamo di cambiare davvero o si rischiava di morire”.

"In un settore come il nostro, segnato da una crisi drammatica e vera, non solo in Capitanata, si cambia per intercettare segmenti di pubblico nuovi, cercando di conservare l’identità originaria. l’Attacco ha 16 anni di vita ed è un giornale che si sente molto Istituzione. Un quotidiano è un pezzo del paesaggio istituzionale della comunità anche se ferri del mestiere, identità di ruolo e perimetro della linea editoriale lo consegnano spesso ad un rapporto dialettico con i poteri costituiti. Il prodotto ipersettimanalizzato, che va in edicola da gennaio 2007, ha incardinato sui formati dell’approfondimento, dell’inchiesta e del dietro le quinte il suo patto con i lettori. Diventando nel frattempo oggetto di studio del giornale da parte dell’Università".

“Facciamo un giornale che si schiera, che scende in campo, che non ha paura di dire con chi sta”, così il direttore ha raccontato la linea editoriale. Un giornale che interviene. Che è pensato per costruire alleanze in una comunità e per cambiare le cose. E la società del cambiamento ha scelto di esserci. La platea degli amministratori della cosa pubblica, il significativo numero di imprenditori, quei pezzi di società civile vera. Tutti segnali che ci confortano nel convincimento che il cammino è giusto, che andiamo in direzione dell’allargamento dello spazio pubblico. Che significa più circolazione di idee, più dibattito, più senso di appartenenza comunitaria. Insomma, più democrazia.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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