Dal 20 giugno al 2 luglio si svolgerà la terza campagna di ricerche sull’isola di Sant’Eufemia a Vieste, nell’aria del santuario rupestre di Venere Sosandra, dove dal 2019 si svolgono campagne di documentazione e di scavi da parte delle Università di Bari e di Foggia.
Le indagini finora condotte hanno portato al censimento di circa 250 iscrizioni e segni di vario tipo (croci, palmette, ecc.), databili tra l’età romana e l’età contemporanea. Una iscrizione è in caratteri greci ed è riferibile a un certo Gaios Gellios, sei sono quelle latine di età repubblicana e imperiale di cui ben cinque con dedica a Venere Sosandra, oltre 30 quelle latine databili tra Tarda Antichità e Medioevo. Numerose sono poi le iscrizioni lasciate dai fanalisti almeno fino al 1926.
Gli scavi del 2021, condotti sia nella grotta e che nell’area antistante, hanno fornito importanti risultati sulla fisionomia della grotta santuario, sulla sua presumibile estensione e sulla presenza di una serie di elementi, tra cui vasche e cisterne per l’acqua, che stanno cominciando a delineare l’articolazione del santuario viestano.
Sono state individuate anche alcune sepolture: le analisi al C14 effettuate su due campioni ossei hanno fornito interessanti datazioni al V-VI secolo e al X-XII secolo, confermando una utilizzazione del santuario, diventato ormai cristiano, tra Tarda Antichità e pieno Medioevo.

“Il culto di Venere Sosandra – afferma il prof. Giuliano Volpe, responsabile della campagna – è legato alla sfera del mare e soprattutto al viaggio marino. I marinai, durante la navigazione adriatica, sostavano a Vieste per recuperare acqua e viveri ed esprimevano la loro devozione alla divinità, che qui aveva un suo luogo di culto ricordato anche da Catullo, nel Carme 36, a proposito di Uria, cioè l’antica Vieste. Altra iscrizione di grande importanza è quella datata al 3 settembre 1002 che ricorda il passaggio del doge Pietro II Orseolo durante la spedizione, con 100 navi da guerra, in soccorso di Bari assediata dai Saraceni”.
Durante la prossima campagna, oltre a proseguire l’attività di documentazione, compreso un rilievo tridimensionale finalizzato alla creazione di un modello virtuale della grotta, si conta di proseguire lo scavo sia nella grotta, pavimentata in età recente, sia all’esterno, con la speranza di poter rinvenire ulteriori elementi per meglio definire la configurazione del santuario rupestre e di recuperare possibili reperti che possano meglio datare le fasi antiche e medievali di occupazione”.

Durante la campagna di scavi si svolgerà a Vieste la seconda edizione dell’ArcheoFilmFestival “Premio Venere Sosandra” (29 giugno-1° luglio), a cura di Archeologia Viva, e il 29 giugno saranno presentati i risultati delle ricerche condotte nel santuario di Venere Sosandra.
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