Costruire una rete istituzionale che coinvolga genitori, studenti e docenti per fronteggiare insieme bullismo e cyberbullismo: questo è il fine del progetto ‘Stop bullying-Safe school zone’ giunto alla terza edizione e presentato questa mattina nella sala consiliare del Palazzo di Città di Cerignola.
Il progetto è promosso dalla cooperativa Social service e finanziato dall'Ambito territoriale di Cerignola in partenariato con l'Ufficio Scolastico Regionale ufficio V Ambito territoriale della provincia di Foggia.
I fenomeni del bullismo e del cyberbullismo sono sempre più diffusi, come attestano i dati forniti in apertura dell'incontro: a livello mondiale, un giovane su tre d’età compresa tra i 13 e i 15 è stato vittima di bullismo (sito Unicef). In Italia la situazione è preoccupante: l’Osservatorio indifesa di Terre des hommes ha condotto nel 2023 un'indagine su un campione di 4mila giovani d’età compresa tra i 14 e i 26 da cui è risultato che il 65% degli intervistati ha subito atti di bullismo.
Ecco allora nascere l’esigenza di un progetto che metta insieme il maggior numero possibile di attori (istituzioni, scuole, famiglie) che fornisca alle vittime una rete di supporto. Come spiega ai microfoni de l’Attacco Francesca D’Alessio, pedagogista coinvolta nell'iniziativa, “per i ragazzi non è facile raccontare le loro difficoltà e a noi tocca inserirci in un clima quasi di omertà. Dobbiamo dunque adattarci alle loro necessità. Abbiamo così introdotto di giovani tutor nelle scuole così da poter facilitare le relazioni e il racconto da parte dei ragazzi”.
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