Zeman tutta la vita...

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Domanda impertinente: non succede, ma se sabato prossimo il Foggia dovesse inciampare anche in riva allo Stretto contro il Messina come si regolerebbe il patron? 

Darebbe il benservito a Zdenek Zeman nonostante il fresco rinnovo contrattuale, oppure ingoierebbe la pillola amara rinnovando (obtorto collo) la fiducia al suo allenatore?
L’interrogativo è legittimo, alla luce anche del fatto che nel frattempo i rossoneri sono scivolati fuori dalla zona play-off e non vincono ormai da sei turni (tre soli punti all’attivo).
C’è chi sostiene che, non si fosse trattato del tecnico di Praga, il destino dell’allenatore sarebbe già stato segnato da tempo, e probabilmente dopo lo scivolone sul campo del fanalino di coda Potenza l’esonero sarebbe stato inevitabile. Oltre che scontato. E non è da escludere che sia proprio così.

Canonico, che di certo ad oggi non è soddisfatto del rendimento della squadra e più in generale dalle risultanze che arrivano dal campo, sarebbe pure tentato di dare una scossa e di propendere per il ribaltone.
E il fatto che abbia sussurrato nell’orecchio di Zeman di mettere nel mirino la B da subito è la conferma da un lato dell’ambizione che anima l’imprenditore barese, e dall’altro testimonia il legittimo desiderio di vedere molto più su in classifica la sua squadra. Perché se hai in panchina uno come Zeman, non puoi che puntare a vincere.

Ma devi anche provvedere a mettergli a disposizione i cavalli giusti. E quì la faccenda comincia ad ingarbugliarsi, ed allora c’è chi frena, e lo invita ad essere più riflessivo e meno istintivo, perché in fondo l’organico non è di primissima scelta, gli investimenti sul mercato sono stati contenuti, e quindi propendere per l’idea di cambiare potrebbe rivelarsi un fiasco clamoroso. Oltre che un rischio. Proprio così, perché siamo poi proprio certi che chi eventualmente dovesse essere chiamato a sostituire Zeman riuscirebbe a fare meglio del suo predecessore con l’attuale materiale umano a disposizione?

Meglio allora soprassedere, e non lasciarsi sopraffare da una idea bislacca che rischierebbe di mettere a nudo tutte le contraddizioni di una stagione che a questo punto va conclusa nel migliore dei modi.
Senza ulteriori scossoni che potrebbero risultare controproducenti.
Il Foggia alla fine dovrà centrare la qualificazione ai play-off, possibilmente piazzandosi meglio della scorsa stagione: già l’ottavo posto finale, dunque, andrebbe salutato con soddisfazione, perché è il traguardo al quale in partenza il club ambiva.

Toccherà a Zeman in questa seconda parte di stagione convincere i più scettici, e dimostrare una volta di più che il suo calcio tutto è tranne che superato.
C’è tempo e spazio per recuperare, e questo il boemo lo sa bene, ecco perché continua a difendere a spada tratta le sue scelte: certo il 2022 finora è stato da incubo, e quell’undicesimo posto attuale apre il campo a diverse interpretazioni. Ma il Maestro dall’alto delle sue 74 primavere preferisce far ricorso a pillole di saggezza, e a continuare a guardare il bicchiere mezzo pieno. Anche perché fino a quando la squadra non ha pagato dazio a squalifiche, infortuni ad oltranza e al Covid-19 ha mostrato una insospettabile compattezza sul piano squisitamente dei risultati.

Ed ora che per strada Zeman sta ritrovando tutti i suoi interpreti, intimamente sa che la svolta potrebbe essere dietro l’angolo: magari fin da sabato prossimo a Messina, dove il Foggia si imbatterà in una squadra con il morale a mille che ha appena affondato al San Nicola la corazzata Bari e che, sulle ali dell’entusiasmo, vorrà dimostrare di potersi tirare fuori dalle sabbie mobili della bassa classifica. Ma proprio il match in riva allo Stretto può segnare lo snodo cruciale della stagione rossonera che all’orizzonte vede profilarsi un poker di impegni da brividi con Palermo, Turris, Monopoli e Bari. Il probabilissimo ritorno al centro della difesa di Sciacca dovrebbe segnare la parola fine all’emergenza in casa Foggia, ed aprire una nuova fase nell’ottica di un rilancio che sembra poter prendere forma finalmente anche nella sostanza.

Il ritorno di quasi tutti i titolarissimi (al Franco Scoglio dovrebbero essere assenti i soli Petermann, Di Pasquale e Garattoni) dovrebbe restituire nuove certezze ai rossoneri, e metterli nella condizione di tentare il colpaccio. Soprattutto sapendo di poter fare nuovamente affidamento a tempo pieno su bomber Ferrante.
Non succede, ma se il Foggia dovesse ancora inciampare, il patron come la prenderebbe?

Auguriamoci con filosofia, perché con uno come Zeman si va fino in fondo: non si sa mai, e non è detto che alla distanza la coerenza paghi. Poi c’è sempre spazio e tempo per ritornare sui propri passi. Ma a bocce ferme e avendo a disposizione dati oggettivi.
Per ora è ancora tutto troppo interlocutorio per essere vero.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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