Una squadra Speedy-Gonzales. Che corre a mille all’ora e che fa scorrere il pallone sul prato come fa una pallina impazzita nel flipper. Il Foggia griffato Z&P (alias Zeman e Pavone) edizione 2022-23 è pronto a rilanciare la sua scommessa al tavolo del campionato, e sarebbe già più di un semplice abbozzo. Tecnico e ds hanno ormai più che chiaro dove intervenire per rendere quello che è un gruppo di fascia media in una rosa pronta a competere per i massimi livelli. E per tentare la scalata alla Serie B. Fra il dire ed il fare, però, c’è di mezzo... Canonico.
Già, perché poi l’ultima parola spetta al maggiore azionista del club rossonero, che da un orecchio sembra non sentirci e dall’altro ascolta solo ciò che gli pare.
E così quella che con gli opportuni ritocchi ed inevitabili aggiustamenti potrebbe diventare una Ferrari nelle mani del boemo, per ora resta solo un’ipotesi schizzata su carta, e che dovrà passare attraverso tutte le verifiche del caso. Sempre ammesso, ovviamente, che nel frattempo, il tandem dalle uova d’oro del Foggia riesca a trovare un punto d’intesa con l’attuale proprietà.
Che tutto sarebbe disposta a fare, tranne che di mollare. Almeno queste sarebbero le intenzioni del patron, che non più tardi di ieri ha ritrovato d’improvviso la parola per anticipare che ogni decisione slitterà ad inizio della prossima settimana, e che sul suo conto si starebbero scrivendo e raccontando solo un mucchio di baggianate,
Umori e prospettive del presidente a parte, continua il braccio di ferro a distanza con l’area tecnica, alla quale l’imprenditore barese non pare per nulla intenzionato a dare carta bianca ed autonomia operativa, il che accresce il sospetto che si vada inevitabilmente verso la definitiva rottura.
Un anno di lavoro che rischia di essere cestinato, perché è chiaro che chiunque dovesse subentrare a Pavone e Zeman si ritroverebbe nella condizione di ripartire da zero. O quasi. Con un parco giocatori che andrebbe rivisitato a tutto tondo alla luce anche di quelle che sarebbero le legittime richieste di chi subentrerebbe.
Tutte valutazioni che evidentemente Nicola Canonico avrà fatto e starà continuando a fare a mente fredda dopo la delusione per il mancato superamento del turno playoff con l’Entella. E che lo avranno portato a trarre inevitabili conclusioni. Che ovviamente vanno nella direzione diametralmente opposta a quella che vorrebbero seguire Pavone e Zeman, i soli nella condizione al momento di dire cosa andrebbe conservato e cosa migliorato dell’attuale rosa.
La stagione che in casa rossonera è appena andata in archivio ha sostanzialmente detto, che al netto di una fase anche piuttosto lunga di adattamento al 4-3-3, esiste uno zoccolo duro dal quale ripartire. Zeman strada facendo ha trovato un portiere come Dalmasso sul quale si può lavorare in prospettiva, e alle sue spalle Alastra e Volpe oltre che valide alternative possono in qualunque momento sopperire ad eventuali defaillance del portierino argentino. In difesa su tutti il duo Sciacca-Di Pasquale, che quando ha fatto coppia fissa ha mostrato di essere più che affidabile, mentre sulle corsie esterne su Garattoni e Martino si può continuare ad insistere. In mediana Petermann è un punto fermo, i suoi progressi sotto la cura Zeman sono stati sensibilissimi, riprova ne sia il fatto che il suo finale di stagione è stato un crescendo rossiniano.
Ai suoi lati Rocca, Garofalo e Gallo meriterebbero ampiamente la riconferma, anche se il primo è stato al di sotto del suo standard ed ha pagato i troppi infortuni che ne hanno frenato il rendimento. Il vero punto interrogativo riguarda la prima linea (capace di mettere assieme un bottino complessivo di una quarantina di reti) e che con ogni probabilità sarà smantellata. Atteso che Merola tornerà alla casa madre dell’Empoli per fine prestito, e che per Ferrante servirà alzare la posta con la Ternana per trattenerlo (l’attaccante è stato prelevato l’estate scorsa con la formula del riscatto a favore del club umbro e del controriscatto da parte del Foggia).
Al momento dunque resterebbe il solo Curcio per un reparto che andrebbe ricostruito di sana pianta. O quasi. Fra le seconde linee chi potrebbe guadagnarsi la riconferma è Nicolao, assieme a Di Paolantonio, Di Grazia e Vitali. Il che farebbe lievitare il numero degli abili ed arruolati ad una quindicina di elementi. Ad occhio e croce, dunque, ne occorrerebbero 7-8 di tasselli per integrare la rosa, e di questi almeno 5 dovrebbero essere prime scelte in grado di far compiere il definitivo salto di qualità al gruppo.
Pavone, che in tutti questi mesi ha scandagliato da cima a fondo il mercato soprattutto degli under sa dove bisognerebbe mettere mano, sulla sua agenda sono finiti i nomi di alcuni fra i profili più interessanti a livello giovanile attualmente in circolazione. Per alcuni di essi il ds barlettano avrebbe anche avviato il discorso con le rispettive società di appartenenza. Ma si tratta solo di un semplice pour-parler, e chissà mai se prossimamente sarà possibile che certe idee possano poi tramutarsi in certezze sul campo.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).