Un derby così fa accapponare la pelle. Il Foggia per la prima volta in 103 anni di storia è costretto a guardare dal basso verso l’alto l’Audace Cerignola, che appena nel 2014 era in Prima Categoria e che adesso vuole prendersi la leadership provinciale.
C’è quel 4-1 dell’andata che sposta gli equilibri a favore dei gialloblù di Michelino Pazienza, che da matricola terribile nella notte dello Zaccheria vuole staccare il pass per i quarti dei playoff nazionali. A 35 chilometri dal capoluogo c’è una città che sogna ad occhi aperti e che non vuole essere svegliata, l’incubo lo stanno vivendo i tifosi di fede rossonera che si ritrovano a un passo dall’eliminazione, e che pure prima di ammainare definitivamente bandiera bianca vogliono che la loro squadra per lo meno ci provi.
Forse anche per questo lo Zac alla fine si popola di almeno 6mila anime in pena, che aspettano di essere trascinate da una squadra che solo con uno scatto di orgoglio può riaprire il passaggio del turno.
Nei 90’ più complicati di stagione, Delio Rossi si trova di fronte a scelte pressoché obbligate: non c’è Thiam (squalificato) e allora riecco il desaparecido Dalmasso fra i pali, mentre Rutjens rileva Leo come braccetto di destra di difesa. In mezzo al campo Petermann torna titolare, e ai suoi lati ci sono Di Noia e Frigerio, mentre Bjarkason a destra e Costa sul versante opposto fungono da quinti. In avanti non c’è Ogunseye, e allora tutto il peso della prima linea è sulle spalle di Beretta, che fas coppia con Peralta.
Pazienza dall’altra parte cambia lo stretto necessario, non c’è Capomaggio e lo rileva capitan Allegrini al centro della difesa, mentre Malcore si riprende il suo posto al centro dell’attacco, e il sacrificato è il marocchino Achik.
Dopo 4’ Foggia già minaccioso con Petermann che dal limite scaraventa con vioolenza verso Saracco, ma incoccia in uno stinco di un avversario e la sua conclusione si spegne sul fondo.
Replica subito dopo 2’ l’’Audace con Malcore che ben assitito da D’Andrea trova il guizzo ma anche i guantoni di Dalmasso. Inizio veemente, la gara la fa il Foggia, il Cerignola è guardingo ma appena può riparte negli spazi che l’avversario fatalmente finisce col concedergli. Al minuto 18’ si riaffacciano i rossoneri in area gialloblù, dal vertice sinistro Costa disegna una parabola liftata che non termina molto distante alla sinistra del portiere ofantino.
La migliore palla-gol i padroni di casa se la costruiscono subito dopo la mezzora (33’) sugli sviluppi del quinto corner a favore, la palla arriva sui piedi di Kontek che però solissimo nell’area piccola spedisce incredibilmente di piatto sul fondo. Il Foggia ci crede e spinge sull’acceleratore, il Cerignola è passivo e la cosa indispettisce Pazienza che si agita dalla panchina, Beretta è ispirato e con lui anche Peralta fa molto movimento nella metà campo avversaria, ma manca la stoccata sottorete che potrebbe riaprire il passaggio del turno.
Si va al riposo sullo 0-0, e il Cerignola intravede sempre più vicini i quarti, in avvio di ripresa Rossi manda dentro Leo (per Rutjens) e al 49’ Bjarkason scheggia la traversa di testa. Il Cerignola si fa vivo al minuto 55’ con l’ex Sainz-Maza che trova un varco nell’area e dal limite incrocia oltre la trasversale. Come nel primo tempo anche nella ripresa il più pericoloso del Foggia si rivela Kontek che al 64’ si ritrova solo soletto in area e costringe Saracco a distendersi sulla sua destra, sulla respinta Petermann inquadra lo specchio, ma il suo tiro è centrale. Il Cerignola fa gara di puro contenimento, la sua qualificazione i gialloblù l’hanno messa in freezer all’andata, tuttavia al 78’ arriva il vantaggio dei padroni di casa con Schenetti (subentrato a Di Noia) che infila con una rasoiata dalla destra.
Forcing finale del Foggia che getta il cuore oltre l’ostacolo, sarebbe troppo tardi ma Frigerio prima e Kontek al 5’ di recupero completano la straordinaria rimonta che diventa leggenda.
FOGGIA-A. CERIGNOLA 3-0
Reti: 33’ s.t. Schenetti, 45’ s.t.+3’ Frigerio, 45’+5’ Kontek;
FOGGIA (3-5-2): Dalmasso, Rutjens (1’ s.t. Leo), Kontek, Rizzo; Bjarkason, Di Noia (7’ s.t. Schenetti), Petermann, Frigerio, Costa (39’ s.t. Iacoponi); Peralta (51’ s.t. Di Pasquale), Beretta.
In panchina: Raccichini; Vacca, Di Pasquale, Capogna.
Allenatore: Delio Rossi;
AUDACE CERIGNOLA (3-5-2): Saracco; Ligi, Allegrini (5’ s.t. D’Ausilio), Blondett; Coccia (38’ s.t. Righetti), Sainz-Maza, Langella (9’ s.t. Bianco), Tascone, Russo; Malcore (9’ s.t. Achik), D’Andrea (38’ s.t. Samele).
In panchina: Fares, Trezza; Olivera, Inguscio, Montini, Mengani, Botta, Ruggiero, Giofré.
Allenatore: Michele Pazienza;
Arbitro: Giordano di Novara;
Assistente 1: De Angelis di Roma 2;
Assistente 2: Cravotta di Città di Castello;
Quarto ufficiale di gara: Madonia di Palermo;
Note: serata primaverile, terreno in buone condizioni. Spettatori oltre 6mila. Osservato un minuto di raccoglimento per commemorare le vittime dell’alluvione che ha colpito l’Emilia-Romagna.
Calci d’angolo: 12-0
Ammoniti: Rutjens, Langella, Allegrini, Peralta, Sainz-Maza, Saracco, Costa, Kontek, Blondett
Recupero: 2’ p.t., 6’ s.t.
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