Frizioni in corso fra staff tecnico e proprietà? Non sarebbe la prima volta che accade nella gestione di Nicola Canonico. Anche se poi non si hanno elementi tali a disposizione per confermare quella che al momento resta una semplice indiscrezione. In ogni caso la domanda sorge spontanea a margine delle riflessioni pre-gara di Luciano Zauri, che non le ha certo mandate a dire al patron dopo che il partente Murano non è stato adeguatamente sostituito. E la successiva risposta arrivata sabato sera contro l'Avellino sembra la reazione di una squadra che ancora una volta ha saputo ricompattarsi.
Una vittoria che sa di rivalsa per un gruppo spesso e volentieri bistrattato. E che pure contro l'avversario più difficile ha trovato dentro di sé le motivazioni giuste per ribaltare ogni pronostico. "È lì, all'interno dello spogliatoio, che dobbiamo ritrovarci - aveva dettato alla vigilia della sfida con gli irpini il tecnico del Foggia, che sperava così di toccare le corde giuste dei suoi per spingerli a sfoderare una prova di carattere.
Tentativo esperito al meglio, visto lo spirito e l'abnegazione con cui poi i rossoneri hanno inseguito i 3 punti. Che, se non cambiano il corso della stagione, comunque riportano un briciolo di serenità in più in un ambiente sempre in subbuglio, che non risparmia più critiche feroci all'indirizzo di Canonico. Il quale, per tutta risposta, continua a disertare lo stadio in casa e in trasferta. Dando così forza alle voci sempre più insistenti di un suo imminente disimpegno.
Chi deve invece fare giochi di equilibrismo in questo frangente è il ds Luca Leone che, a differenza di Zauri, sembra essersi allineato alle posizioni della proprietà. Almeno così traspare, atteso che sotto traccia pare si stia adoperando per smussare gli angoli e di far ritrovare, attraverso i risultati, l’entusiasmo perduto all’imprenditore di Palo del Colle.
Non foss'altro che per dare continuità ad un progetto tecnico sul quale il dirigente pescarese sembrerebbe pronto a scommettere: "Ci sono le condizioni perché questo gruppo possa essere realmente competitivo fin dalla prossima stagione", ha ammesso a chiare lettere di recente Leone, che da qui al prossimo giugno spera di fare cambiare idea al suo presidente e di spingerlo a restare in sella.
Difficile dire se riuscirà nell’intento, quello che è certo è che l'operazione di "ripulitura" dell'organico (che ha portato ad alcune epurazioni eccellenti), sta rafforzando il convincimento che il sacrificio alla distanza possa procurare effetti benefici. Perché all'atto pratico il Foggia non sembra pagare dazio in termini di prestazioni e risultati: proprio il match con l'Avellino ha dato risposte esaurienti in questo senso, in attesa di capire fino a che punto gli arrivi dal mercato di riparazione di Kiyine e Tahou possano risultare funzionali, le scelte di Zauri sono nette. E vanno esattamente nella direzione di recuperare sul piano psico-fisico tutti gli effettivi a disposizione.
Un pò quello che il tecnico marsicano ha sempre ripetuto fin dal suo arrivo a Foggia, quando gli si chiedeva espressamente di tagliare i cosiddetti rami secchi. Zauri, invece, con la terapia del buonsenso, ha lavorato ai fianchi dei suoi ragazzi, e da ognuno di essi sta ricevendo le risposte che si attendeva.
È il caso di Da Riva, Zunno e Sarr, un tris di nomi che sembrava sempre più lontano dai radar rossoneri, e che adesso invece torna prepotentemente d'attualità. Così come molto presto tornerà in auge il nome di Orazio Pazienza, il cui rientro a grandi passi si avvicina. Il giovanissimo mediano che ad un certo punto è stato gettato nella mischia quando in mezzo al campo si è registrata una imprevedibile penuria di uomini, è destinato a riprendersi le chiavi del centrocampo rossonero. A maggior ragione dopo che gennaio non ha registrato l’ingresso di ulteriori puntelli nel ruolo di play, a parte forse l'ex Milan Futuro Gala.
Ora però non è il momento di andare troppo per il sottile, ma di ottimizzare il lavoro messo a punto in questi ultimi mesi da Luciano Zauri. Il quale qualche sassolino comincia a toglierselo dalle scarpe dopo aver infilato la vittoria più prestigiosa di stagione sin qui conseguita dal Foggia: "Chissà oggi dove saremmo se fossi arrivato dall'inizio...”, l'interrogativo intrigante posto dal tecnico abruzzese a margine del successo sui biancoverdi.
Domanda che ovviamente non troverà risposta, e che cadrà nel nulla come i tanti quesiti che hanno accompagnato le ultime stagioni del Foggia.
Zauri era e resta un precario. Al pari del suo mentore Leone, che in un frangente di grande incertezza come quello attuale, ha un solo modo per riguadagnare posizioni nella hit di gradimento: vincere per rafforzare la posizione sua e dell'allenatore.
Anche se quel contratto in scadenza nel prossimo giugno lascia tutti liberi di orientarsi come meglio si crede. A meno che Canonico non sorprenda ancora una volta tutti, e d’amblè rinnovi ad entrambi la sua fiducia. Nel qual caso vorrebbe dire che di mollare il patron non ci pensa proprio. Molto probabile, anzi certo.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).