A distanza di quasi nove mesi giungono importanti novità sulla vicenda delle morti sospette all’interno dell’hospice di Torremaggiore, pubblicata in anteprima da l’Attacco, e diventata poi un caso nazionale.
“Su 15 autopsie, 12 persone sono risultate positive a quei farmaci che non risultano prescritti nelle cartelle cliniche. Non è stato determinato il quantitativo, quindi non si sa se la somministrazione può aver determinato la morte. Le indagini proseguiranno”, fanno sapere a l’Attacco fonti qualificate che hanno seguito la vicenda sin dal suo inizio.
Come ormai noto, i giudici avevano disposto la riesumazione di alcune salme, tutti pazienti ricoverati e deceduti in un periodo che va dal 14 novembre 2022 al 16 febbraio 2023, nella struttura che prende in carico i malati terminali, per far eseguire ai consulenti autopsia ed esami tossicologici. Si cerca in particolare la presenza di midazolam. Si tratta di un principio attivo appartenente al gruppo delle benzodiazepine, che agisce sul sistema nervoso centrale inducendo sonnolenza, rilassamento muscolare, riduzione dell’ansia. Viene somministrato per sedare o anestetizzare prima di alcune procedure mediche o interventi chirurgici. Il midazolam viene utilizzato anche per la sedazione palliativa/terminale come atto terapeutico per ridurre la sofferenza.
Un’unica persona, dipendente Asl, risulta indagata per l’ipotesi di reato di omicidio. Il che lascia supporre che si sospetti un uso improprio del farmaco.
(A cura di Cinzia Celeste)
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