“Francesco era un bravo ragazzo, la famiglia è gente perbene”. Funerali dopo autopsia, proclamato lutto cittadino

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Avrebbe compiuto 24 anni il prossimo 23 marzo Francesco Albanese, il giovane operaio morto martedì scorso nelle campagne alla periferia di Stornara. Un decesso che ha sconvolto la comunità del piccolo centro dei Cinque Reali Siti: non solo per la giovane età del ragazzo, ma perché in paese era molto conosciuto, insieme alla sua famiglia (mamma, papà e sorella). “Era un esempio”, ha detto Francesco Bianchino, parente della vittima e presidente del Consiglio comunale di Stornara. “Era stato assunto in un cooperativa agricola di Stornara”, ha aggiunto Bianchino a l’Attacco. “Era un operaio specializzato. Sulla dinamica dell’incidente non sappiamo nulla perché gli investigatori e gli inquirenti mantengono il più alto riserbo. Funerali? Non possiamo ancora indicare una data perché è stata disposta l’autopsia. La famiglia, però, non ha ancora ricevuto nessuna notifica (questo ieri, ndr). Secondo gli ambienti investigativi, la salma potrà essere consegnata tra la fine di questa settimana e l’inizio della prossima”. In quell’occasione verrà disposto il lutto cittadino.

“Ancora una volta la nostra comunità si trova a piangere un nostro concittadino deceduto sul posto di lavoro per un tragico e gravissimo incidente. In attesa che venga verificata con rigore la dinamica che ha portato a questa tragedia, dobbiamo dire a gran voce che, in ogni caso, questo è intollerabile e non più accettabile. In occasione dei funerali sarà proclamato il lutto cittadino: la nostra comunità di Stornara si stringe attorno alla famiglia, ai cari della vittima e a tutti i colleghi e le colleghe”, ha riferito il Sindaco Roberto Nigro. 

Albanese aveva frequentato l’istituto Agrario di Cerignola, dopo il diploma si era subito messo in cerca di un’occupazione e aveva poi trovato l’impiego in una società cooperativa del posto. “Qua ci conosciamo tutti – ha riferito a l’Attacco un cittadino di Stornara –, non è da tutti avere già un lavoro a quella età. Per operare in quel settore, poi, bisogna avere tanta volontà. Era un bravissimo ragazzo e la famiglia è composta da gente perbene”. 

Per ciò che concerne l’aspetto delle indagini, sarà da chiarire la dinamica dell’incidente. Non è chiaro se si sia trattato di un errore o di un caso fortuito. Il giovane operaio stava lavorando per la messa in opera di un impianto di irrigazione in località Contessa. Non è chiaro nemmeno se il ragazzo sia stato travolto dal terreno accumulato dallo scavo o dalla parete interna allo scavo stesso. Il fatto ha avuto una forte eco mediatica, c’è anche una maggiore attenzione al tema dopo la morte degli operai a Firenze.

“Un lavoratore è un essere umano, non è umano lasciarlo morire. Fermiamo l'eccidio”. Lapidario è il commento di Giuseppe Filannino, presidente nazionale dell’associazione “Mai più” che tutela il mondo del lavoro per la prevenzione degli infortuni sul lavoro. “Serve un piano d’emergenza nazionale di formazione sulla sicurezza del lavoro – prosegue ancora Filannino –, è chiarissimo che i lavoratori sono tutti in pericolo, siamo tutti colpevoli, tutti responsabili. Non possiamo perdere più tempo, mentre parliamo e scriviamo sappiamo che si continua a morire sui posti di lavoro”. 

Il presidente di “Mai più” commenta amaro: “Tanti, troppi lavoratori sono privi di formazione, privi delle più elementari conoscenze di prevenzione. Non è ora il momento di ribadire che sono stati per troppo tempo lasciati soli. Nessun datore di lavoro vuole la morte di un lavoratore, nessun lavoratore vuol morire. Nessuno è vittima di una fatalità”.

Filannino conclude: “Basta far finta di non vedere e girare la testa dall'altra parte. L’Italia fondata sul lavoro non può far morire i propri lavoratori. La formazione e la prevenzione non devono essere un costo per lavoratori ed aziende. Non è un business salvare vite ma un dovere”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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