Il mese di febbraio che sta per terminare è stato davvero difficile sotto l’aspetto dell’ordine pubblico e della sicurezza a Cerignola. Così come è stata evidenziata la recrudescenza della piccola criminalità, si deve anche registrare una prima, parziale risposta delle forze di polizia che nelle scorse ore hanno arrestato diversi soggetti accusati di aver portato a termine furti e rapine o aver tentato tali azioni illecite.
In realtà, sin dopo le prime notizie di fatti di cronaca il primo cittadino del centro ofantino Francesco Bonito aveva richiesto un incontro con il prefetto di Foggia Maurizio Valiante. All’esito del quale era stata assicurata maggiore ‘copertura’ da parte delle pattuglie di polizia e carabinieri in particolare nelle ore più sensibili, quelle in prossimità della chiusura degli esercizi commerciali e notturne.
Ed è così che il rafforzamento delle pattuglie impiegate ha consentito ai carabinieri di arrestare un 40enne del posto: i militari dell’Arma, infatti, sono intervenuti con immediatezza presso un bar, momentaneamente chiuso al pubblico, dove era stata segnalata la presenza di un soggetto con il volto travisato (e in ciabatte, ndr) che stava tentando di sfondare con un mattone la vetrina dell’esercizio commerciale.
I carabinieri hanno rintracciato l’uomo che tentava la fuga allontanandosi dal locale e nascondendosi tra le autovetture in sosta in una via adiacente, riuscendo però a bloccarlo e a rinvenirgli indosso, nel corso d’una perquisizione personale, denaro asportato pochi minuti prima presso il bar. Questo secondo la ricostruzione dei carabinieri. L’arrestato, accusato anche di essere evaso dagli arresti domiciliari per commettere il furto, è stato portato nel carcere di Foggia, mentre la refurtiva recuperata è stata restituita al legittimo proprietario.
In un’altra operazione, invece, sempre i carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato un 28enne del luogo. I militari dell’Arma, allertati per una rapina a mano armata in atto in un supermercato, sono intervenuti presidiando le principali arterie stradali e le vie di collegamento e riuscendo a individuare un’autovettura corrispondente a quella utilizzata dai rapinatori per darsi alla fuga dopo la consumazione del reato.
Questo è stato possibile grazie alla presenza di pattuglie già in servizio nelle vicinanze: in seguito a un breve inseguimento per le vie della città, i carabinieri sono riusciti a bloccare l’autista del veicolo il quale, dopo aver fermato il mezzo in una strada senza uscita, ha tentato la fuga a piedi unitamente a un complice che è invece riuscito a far perdere le proprie tracce.
Nel corso delle perquisizioni personali e veicolari i militari hanno rinvenuto un passamontagna, un paio di guanti in lattice e una pistola clandestina utilizzati, secondo l’ipotesi degli inquirenti, nel corso dell’azione delittuosa. Sono stati recuperati anche 930 euro in contanti che costituirebbero buona parte della refurtiva portata via dall’indagato, portato in seguito nel carcere nel carcere del capoluogo dauno.
L’ultima operazione può essere presa ad esempio per avallare la tesi – riportata su queste colonne – di Loreta Colasuonno, fino a novembre a capo del commissariato di Polizia cerignolano, ora in quiescenza: “Generalmente, quando si forma una banda che commette atti di questo tipo, finché non trova ostacoli o i componenti non vengono intercettati dalle forze di polizia proseguono nella loro azione criminale – ha spiegato a l’Attacco –. Un po’ come quando si gioca al ‘gratta e vinci’: con le vincite si continua a scommettere con la buona sorte, poi si smette quando la fortuna svanisce. Secondo me, ad agire in questi giorni (all’inizio del mese, ndr) sono più o meno gli stessi soggetti che forse proseguiranno finché non saranno assicurati alla giustizia. Sostanzialmente, anche in passato, è stato così”.
In precedenza, poi, due giovani erano stati sorpresi dalla polizia mentre cercavano di manomettere il sistema automatico di erogazione della Casa dell’Acqua al fine di prelevare illegalmente l’incasso. Mentre i due giovani – un ragazzo e una ragazza – armeggiavano per forzare la cassa, i residenti della zona hanno allertato le forze dell’ordine che prontamente sono intervenute sul posto. La polizia ha quindi arrestato i due giovani cerignolani.
Duramente le operazioni di scassinamento, uno dei due responsabili del tentato furto ha riportato delle ferite: dapprima hanno tentato di aprire il sistema automatico, poi con calci e pugni hanno forzato manualmente la cassa, ma l’arrivo tempestivo dei poliziotti ha sventato il colpo. “Non può piovere per sempre”, era stato il commento di Teresa Cicolella, assessora alla Sicurezza del centro ofantino.
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