Omicidi e colpo in banca tra Foggia e provincia, casi di cronaca potrebbero ispirare film e fiction

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La cronaca sembra essersi ripresa giornali e palinsesti. Solo negli ultimi due anni, in Puglia, si registrano una dozzina tra produzioni, progetti in attesa di approvazione e trattamenti al vaglio di finanziatori.

Dal successo del film ‘Ti mangio il cuore’ di Pippo Mezzapesa (basato sulla storia dell’impossibile relazione sentimentale tra esponenti di clan rivali nella faida di Monte Sant’Angelo, che deve il titolo alle cronache di nera redatte per trent’anni da Gianni Rinaldi sulla Gazzetta del Mezzogiorno) alla serie ‘Avetrana – Qui non è Hollywood’, firmata dallo stesso regista (incentrata sul delitto di Sarah Scazzi): questo solo per rievocare il recente passato, perché per l’immediato futuro sarebbero al vaglio progetti che riguardano alcuni tra gli episodi più controversi avvenuti in Puglia dal 1990 a oggi.

Potrebbe diventare fiction (il progetto è al vaglio di una importante produzione internazionale) anche il delitto avvenuto a Castelluccio dei Sauri il 14 marzo 1998, quando la studentessa Nadia Roccia fu attirata in trappola e uccisa dalle compagne di classe Anna Maria Botticelli e Mariena Sica: un caso che sconvolse l’Italia perché tutte le protagoniste erano donne, legate dal macabro rondò di esistenze – la cronaca dell’epoca mitizzò l’eventuale coinvolgimento di pratiche sataniche – in cui solitudine, noia paesana e follia bastano (e avanzano) per giustificare anche l’abisso.

Così come potrebbe diventare fiction anche l’assassinio di Antonio Perrucci Ciannamea, un ragazzo di Cerignola rapito il 7 novembre 1999 e ritrovato incaprettato 13 giorni dopo in un pozzo nelle campagne alla periferia della città ofantina: l’intenzione era quella di estorcere del denaro alla famiglia, ma poi la situazione è sfuggita di mano ad Angelo Caputo, al figlio Leonardo e al loro complice Damiano Russo (della condanna dei quali, in appello, si occupò l’ex magistrato e oggi presidente della Regione, Michele Emiliano).

Non si tratta di una serie, ma di un possibile lungometraggio, il trattamento in stesura molto avanzata – per una regia a quattro mani – che avrebbe l’obiettivo di raccontare il cosiddetto ‘Colpo di ferragosto’: quello che si consumò nel caveau dell’allora Banca di Roma a Foggia (14 Agosto 1997), quando furono ripulite 300 cassette di sicurezza per un bottino di 40 miliardi di vecchie lire (quasi 20 milioni di euro di oggi), uno dei più consistenti mai messi a segno nella storia d’Italia, con una lunga serie di basisti e ‘menti raffinatissime’ nessuna delle quali realmente individuata. Perché interessa così tanto un colpo in banca? Perché il 7 luglio 2016 (quasi vent’anni dopo), facendo dei lavori in strada, fu scoperto il tunnel lungo 30 metri che dalla superficie stradale portava alle viscere della banca.

(fonte: Corriere della Sera)

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testatina dillo al direttore WEB

 

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